Gruppo Alleanza per Carpi

BILANCIO, INTERVENTO DI ALLEANZA PER CARPI

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Come e con quali novità si caratterizza il bilancio 2012?
Dal punto di vista del percorso possiamo segnalare un lievissimo miglioramento nella sua formazione e nella sua comunicazione ai Consiglieri. Il sindaco ha incontrato i capigruppo, ha comunicato i problemi incontrati nel riuscire a far quadrare i conti ( e in queste affermazioni è ormai allenato e maestro) ha ascoltato i pareri dei Consiglieri, se poi li ha messi in pratica non lo sappiamo.
Pur con queste attenuazioni, un passo avanti è stato fatto e ce ne prendiamo un piccolo merito come Alleanza per Carpi per aver insistito sempre per un maggior coinvolgimento del Consiglio, anche se non era esattamente questo ciò che intendevamo.

Dal punto di vista del contenuto certamente la novità è l'introduzione dell'IMU, aumentata quanto ad aliquote, ma specialmente nella quantificazione dei moltiplicatori per la base imponibile e nella soppressione di tante agevolazioni.
Per i cittadini vorrà dire in media un raddoppio rispetto all'ICI pagata in precedenza, dopo un anno sabbatico di soppressione sulla prima casa risulterà ancora più invisa, non solo per la quantità ma per la consapevolezza pienamente giustificata di vivere in un paese dove la classe politica fa e disfa improvvisando parecchio. Mi riferisco al livello nazionale, ma anche a livello locale noi abbiamo la stessa impressione quando spuntano soldi miracolosi per operazioni nate sul momento e, secondo noi, molto discutibili (stadio, bando della piscina, muretto della famosa buca di via Catellani) che potrebbero essere usati per aiutare la città nelle sue povertà e nella sua economia.
Siamo intervenuti sul tema dell'IMU in agricoltura e, almeno per i fabbricati rurali strumentali, accogliamo con soddisfazione che non sia stata applicata l'aliquota massima. Abbiamo assistito a un dibattito interessante sull'agricoltura e ci auguriamo che l'interesse si mantenga, anche se l'agricoltura può contare solo sulle ormai famose sette righe e mezzo nella relazione al bilancio a fronte di quattro pagine che dettagliano ogni passo nella pubblica istruzione. E' ovvio che alcuni assessori sono più sintetici e altri più prolissi nel mandare al sindaco le loro parti che poi si sommano nella relazione, però un'opera di riequilibrio da parte degli assessori sarebbe auspicabile, non per ragioni formali ma per percepire meglio una collegialità che non sappiamo quanto ci sia in Giunta. E questo non è un dettaglio.

Siamo consapevoli che è necessario munirsi di entrate, ma, in questo Consiglio monco di possibilità decisionali, non è nostro potere agire quasi su nessuna altra entrata e uscita, visto il gran numero di competenze passate alle Terre d'Argine, e su nessuna retta dei servizi a domanda individuale.
Per niente soddisfacenti, a questo proposito, le parole nella relazione del sindaco sulla possibilità di prendere in esame una diversa strutturazione nel rapporto tra i 4 Comuni; una diversa strutturazione che si chiami Comune unico o in qualunque altro modo, che si chiami fusione o in qualunque altro modo. Nemmeno sottoforma di studio di fattibilità si apre uno spiraglio. Nemmeno coinvolgendo i parlamentari per vedere una possibile modifica legislativa a carattere nazionale che tolga tanta burocrazia a questo passaggio e malumori ai cittadini nelle operazioni di eventuale fusione e mantenga l'identità locale cittadina.
Quello che la Giunta del Comune di Carpi e la presidente delle Terre d'Argine concordemente ci prospettano è la faraginosità attuale perpetuata negli anni, con una eventuale modifica nella rappresentanza, che non ci interessa minimamente perchè il punto non è quello. Resteranno 4 sindaci, una miriade di assessori e una forma decisionale quintuplicata e ridicola, per non dire drammatica. I cittadini non la capiscono, i dipendenti la detestano, gli stessi consiglieri ne avvertono le contraddizioni. E indietro ormai non si può più tornare. E questo è un problema cruciale che viene rimandato ai posteri.

Ci si dice che le incertezze nazionali sul bilancio sono ancora molte e naturalmente incideranno sui Comuni per cui quasi sicuramente si renderà necessaria una manovra di aggiustamento a Giugno o poco dopo. Chiediamo, anche in questo caso, come è già successo, di essere informati per tempo, e di essere coinvolti nelle riflessioni necessarie, questo per dare un senso all'esistenza di un Consiglio comunale. Ma sulla parola coinvolgimento purtroppo ancora non ci intendiamo: per esempio lo stadio, se proprio lo si voleva fare, si poteva cogliere l'occasione per un progetto più vivo, non solo destinato a pochi tifosi, ma pensando a un utilizzo di tutti i box sotto le curve, anche per piccoli esercizi commerciali attinenti allo sport e bilanciare uscite certe con entrate possibili e rendere quel luogo meno settoriale, più aperto e vitale. E apro un quesito: e se il Carpi, per meriti sportivi propri o per disgrazie finanziarie altrui, andasse in B ? Dobbiamo aspettarci un'altra perizia supplementare di lavori?

Alle incertezze nazionali si aggiungono poi quelle locali, per esempio gli oneri di urbanizzazione stimati a un livello simile al 2011; ci sembra una stima sovradimensionata in questo periodo di crisi e, a titolo personale, posso dire che spero che sia sovradimensionata se questo vuol dire ulteriore consumo di territorio e maggiori spese a carico delle amministrazioni future per gestire l'espansione della città. Diverso il discorso se questo vuol dire invece recupero dell'esistente.
Totalmente incerto e molto improbabile il piano delle alienazioni, se una volta era definito "Libro dei sogni" quello degli investimenti, adesso si può chiamare così quello dei disinvestimenti.
D'altra parte, anche i cittadini non riescono a vendere il loro immobile quando hanno bisogno di farlo, e questo grazie alle migliaia di nuovi appartamenti invenduti per eccesso di edificazione e per mancanza di una guida e di un pensiero che rendesse graduale l'espansione.

Questo è un bilancio che si presta a poche modifiche e, molto sinceramente, ci è stato detto in commissione che non è emendabile. Questa è una frase da non prendere alla lettera, ovviamente gli emendamenti sono sempre possibili, ma chiarisce il poco spazio di manovra esistente date le scelte politiche già fatte. Quindi o si incide sulle scelte politiche in generale ( per esempio sui premi ai dirigenti o sul numero degli assessori o sulla necessità di un direttore generale) o è abbastanza ridotta la possibilità di spostare numeri.
Per questa ragione, Alleanza per Carpi ha deciso di non presentare emendamenti.
Chiamiamoli invece suggerimenti: per esempio è ora di pensare a una quota di compartecipazione da parte degli utenti della biblioteca, almeno per gli audiovisivi; è anche ora di ripensare all'esosità dei compensi dei letterati e filosofi che preparano i vari festival ( festival e feste del racconto, ecc, secondo noi pure troppo concentrati tutti nello stesso periodo).

Senza essere offensivi, potremmo dire che questo è un bilancio di basso profilo, che non dà segni di discontinuità forti rispetto ai bilanci precedenti.
Come nel governo Monti, anche in questo bilancio locale mancano spunti per la crescita e si campa sull'esistente. E' vero che in certi momenti è sufficiente sopravvivere, ma in questo momento è poco. Serve un po' di speranza in più, quella che abbiamo visto nel PSC, possibilmente più ravvicinata dei 30 anni previsti, serve cogliere le idee dei giovani e dei produttori che ancora non hanno buttato il ferro a fondo. Noi avevamo proposto da sempre la casa "Incubatore delle idee dei giovani e delle loro imprenditorialità", potrebbe essere ripresa e messa in ballottaggio tra le tante idee che stanno arrivando sull'utilizzo e la gestione parziale dell'ostello.

Vi sono cose ben fatte, come la casa in rete, vi sono cose fatte molto male e che non sembrano produrre sacrifici o penalità in chi le ha fatte male, si tratti di tecnici o di politici: un projet sulla piscina nato male e proseguito peggio cambiando nome, la gara dello stadio, la gara della scuola di via Canalvecchio, una operazione di salvataggio della Dorando Pietri che andrebbe spiegata bene e riesaminata dall'inizio, 300.000 euro per avere un muro a disposizione contro cui andare a piangere (l'assonanza ci viene da sola, dato il momento di lacrime e sangue).
A proposito dei dirigenti, li riteniamo in servizio da molti, troppi, anni, e pongo un problema politico per noi molto grave: la loro eccessiva e poliennale continuità li configura come un potere a sé, non vogliamo a Carpi un governo tecnico, ancora non ce n'è bisogno. E provvedimenti politici di questo tipo, se si vogliono prendere, sono gratis.

Concludo dicendo che i carpigiani si aspetterebbero un rigore diverso a fronte dei sacrifici chiesti loro, non è la rivalsa dei poveri verso chi ha di più, è senso di giustizia e, stando alle parole del Vescovo ai politici martedì sera, il senso di giustizia è insito nell'animo umano ed è una buona cosa.
Credo che invece sottovalutarlo non sia una buona cosa e se ne vedono continui segnali nell'amarezza delle persone quando commentano tante scelte degli amministratori.

 

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