A Carpi l’anno scorso puntate per 135 milioni di euro: 30 i milioni persi dai giocatori

Il Consiglio comunale del 21 settembre scorso con un ordine del giorno aveva chiesto all’unanimità che l’amministrazione comunale di Carpi adottasse buone prassi amministrative contro il gioco d’azzardo. La Giunta comunale nella seduta del 12 dicembre ha approvato una delibera proprio su questo tema, che prevede una mappatura dei luoghi sensibili entro 500 metri dai quali non possono esercitare locali con apparecchi per il gioco d’azzardo, sale giochi o sale scommesse. Il fine della mappatura, una volta conclusasi, è quello di limitare o vietare queste attività.
“Il fenomeno è ormai molto diffuso anche nella nostra città e sta assumendo proporzioni molto preoccupanti – sottolinea il Sindaco Alberto Bellelli - Sono decine le persone in cura nelle strutture sanitarie, sono nati gruppi di sostegno ai familiari di chi è affetto da ludopatia, ma si sono diffuse per fortuna anche gli anticorpi, sotto forma di iniziative di informazione e promozione della cultura della legalità e di contrasto a questo fenomeno, ultima delle quali il Laboratorio promosso dalla rete di associazioni Non giocarti il futuro insieme alle scuole superiori, sostenuto da Comune di Carpi, Fondazione Casa del Volontariato e da un contributo della Regione Emilia-Romagna, e che si è tenuto nelle scorse settimane. Con questa delibera proviamo a contrapporci, secondo il dettato della legge regionale 5 del 2013 e le successive modalità attuative, alla proliferazione di luoghi dove poter giocare: il tutto definendo una mappatura dei luoghi sensibili e individuando così sale giochi e sale scommesse ma anche esercizi commerciali o circoli che ospitano apparecchi per il gioco d’azzardo situati a meno di 500 metri da essi”.
I luoghi sensibili individuati dalla delibera della Giunta (così come definiti dalla Legge regionale del 2013) sono gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, gli impianti sportivi, le strutture residenziali e semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie protette, e ancora i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori. Nel raggio di 500 metri da essi (calcolati secondo il percorso pedonale più breve) non potrà essere autorizzato dopo l’approvazione di questa delibera della Giunta l’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo in esercizi commerciali o circoli. Le strutture già esistenti dovranno o spostarsi in zone lontane dai luoghi sensibili o chiudere, e questo entro sei mesi dalla mappatura. Il tutto tenendo conto anche dei comuni confinanti e delle mappature dei luoghi sensibili presenti nei loro territori.
Qualche numero: in provincia di Modena l’anno scorso è stato speso oltre un miliardo di euro nel gioco d’azzardo (che comprende però non solo Videolottery e AWP, ovvero le slot machine con vincite in denaro e che si differenziano per le modalità di gioco più evolute, ma anche Lotto. Bingo, Gratta e Vinci, scommesse sportive…).
Per Carpi i dati in possesso dell’amministrazione comunale (ottenuti dopo una formale richiesta ufficiale fatta dal Sindaco ad AAMS-Agenzia Dogane e Monopoli di Stato) sono i seguenti: quelli riferiti al 2016 parlano di oltre 135 milioni di euro di raccolta totale (circa 1900 euro a testa, si tratta dell’insieme delle puntate); slot machine e videolottery arrivano ai due terzi circa del totale, seguono poi Gratta &Vinci, Bingo, Lotto, scommesse sportive, Superenalotto. Se a questa cifra si tolgono i proventi dell’erario (che non è solo quello statale ma è una voce che comprende anche i concessionari, i gestori, i produttori…) e che ammontano a 15,2 milioni e poi le vincite, 105 milioni, ecco che si scopre che l’anno scorso le perdite di chi ha giocato d’azzardo nella nostra città sono arrivate a 30 milioni di euro, oltre 400 euro a testa, lattanti compresi. Senza contare che i dati relativi al gioco online, che per sua stessa natura può essere fruito a distanza su vari supporti, smartphone o pc che siano, e in qualsiasi luogo, non sono quantificabili a livello di singolo comune.