Disponibile in digitale una parte dell’immenso patrimonio fotografico posseduto dal Centro di Ricerca etnografico dei Musei di Palazzo dei Pio --Comunicato stampa n.195 del 4/8/2014

La piazza col monumento a Manfredo Fanti, il cimitero urbano di Achille Sammarini appena costruito, la città che si espande oltre le antiche mura, le prime botteghe dei portici. Sono alcuni esempi della Carpi del primo Novecento ma anche degli ultimi decenni del secolo scorso che ha in questi giorni ha ‘invaso’ il web. Sono infatti on line oltre 60 mila immagini fotografiche del fondo Gasparini del Centro di Ricerca etnografico dei Musei di Carpi, digitalizzate e catalogate grazie ad un finanziamento dell'Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna. L’indirizzo da digitare per vederne una selezione è www.bibliomo.it, il portale del sistema bibliotecario modenese, poi basta scegliere il percorso Immagini e cercare le parole chiave ‘foto Gasparini’.
Il progetto (avviato nel 2011 con le lastre fotografiche di Pietro Foresti, uno spaccato della società e dell'immagine della Carpi a cavallo tra Otto e Novecento), ha il duplice scopo di rendere più facilmente fruibili a studiosi e grande pubblico, anche di curiosi, il patrimonio fotografico e multimediale del Centro etnografico dei Musei di Palazzo dei Pio, su cui la Regione negli ultimi tre anni ha sviluppato un progetto straordinario, riconoscendo il valore culturale e storico del Centro carpigiano.
Le 60 mila immagini costituiscono circa un quarto dell'intero fondo Gasparini e fanno riferimento alle prime tre serie (A, B, C) della raccolta che, insieme al nucleo Foresti e ad altri, è oggi conservata presso il Centro, per un patrimonio complessivo  di oltre mezzo milione di immagini fotografiche (lastre, negativi, positivi): un patrimonio inestimabile per raccontare lo sviluppo sociale ed economico e la cultura materiale del Novecento carpigiano.
Il lavoro di digitalizzazione e catalogazione, che continuerà nei prossimi mesi, consente sia di conservare e tutelare gli originali, che non dovranno più essere maneggiati col rischio di danneggiamento, che di avviare forme di valorizzazione del patrimonio attraverso installazioni a rotazione presso i Musei e altri luoghi della città.
“Il patrimonio storico della città non è solo quello composto dai monumenti che tutti conosciamo e di cui il Palazzo dei Pio, sempre più apprezzato da carpigiani e non, è la punta di diamante. Le raccolte del Centro di Ricerca etnografico – spiega l’assessore alla Cultura Simone Morelli – sono un’eccellenza cittadina che merita la massima valorizzazione, anche con forme innovative; in esse c’è la Carpi del recente passato, senza conoscere la quale non possiamo apprezzare appieno la città di oggi”.