Al via l’esposizione “Le acque del Caos e l’ordine di Maat”

Venerdì 18 settembre nella sala dei Mori di Palazzo dei Pio, in occasione del Festivalfilosofia, inaugura la mostra che espone reperti eccezionali del Museo Egizio

Al via l’esposizione “Le acque del Caos e l’ordine di Maat”
Al via l’esposizione “Le acque del Caos e l’ordine di Maat”

Descrizione

Da un lato l’Isefet, il Caos, il principio del disordine, dell’ingiustizia, della menzogna e della violenza, dall’altro la dea Maat, incarnazione dell’ordine, della giustizia e dell’armonia universale che garantisce l’equilibrio del cosmo. Questa tensione perenne e irrisolta tra due forze opposte e complementari è al centro della mostra sull’antico Egitto “Le acque del Caos e l’ordine di Maat”, ideata dal Museo Egizio e dal curatore ed egittologo Paolo Marini e allestita ai Musei di Palazzo dei Pio in occasione del FestivalFilosofia 2026 dedicato al Caos.

La mostra, allestita nella sala dei Mori del Palazzo, apre alle 10 di venerdì 18 settembre, mentre l’inaugurazione ufficiale sarà alle 19, alla presenza dell’assessore alla Cultura Giuliano Albarani, del curatore Paolo Marini e del direttore del Museo Egizio Christian Greco che, alle 20.30, in piazza Martiri, in dialogo con la direttrice dei Musei Manuela Rossi, terrà una conversazione dal titolo “Cosmogonie egizie”.

La collaborazione con una realtà prestigiosa come il Museo Egizio, afferma l’assessore alla Cultura Giuliano Albarani, “ha permesso ai Musei di Palazzo dei Pio di proporre un percorso di ricerca scientifica rigoroso, capace di connettere reperti millenari con le grandi domande dell’uomo contemporaneo. Il disordine – prosegue – sembra spesso la cifra del nostro tempo. La lezione dell’antico Egitto ci ricorda che il caos è una componente ineliminabile dell’esistenza, ma ci insegna anche che l’ordine non è un dato acquisito: è un equilibrio fragile che richiede cura, consapevolezza e un’assunzione di responsabilità sia personale che collettiva. Raccontare l’approccio egizio significa, dunque, fornire strumenti per decodificare il presente”.

“Ogni mostra – sottolinea Paolo Marini - rappresenta un’occasione di incontro: tra istituzioni, discipline, patrimoni culturali e, soprattutto, specialisti e pubblico. ‘Le acque del Caos e l’ordine di Maat’ nasce dalla convinzione che il valore creato da questi confronti debba guidare l’attività del Museo Egizio e il suo impegno nella diffusione del proprio patrimonio culturale. Ci auguriamo – prosegue il curatore – che la mostra possa offrire ai visitatori non solo l’occasione di ammirare reperti di straordinario valore storico e artistico, ma anche di riflettere sull’attualità di temi come la giustizia sociale, la non violenza e la responsabilità dell’uomo nel preservare l’equilibrio del mondo”.

“Le acque del caos e l’ordine di Maat”, attraverso l’esposizione di una ricca selezione di reperti, analizza come la tensione universale e astratta tra l’ordine e il caos era tradotta materialmente dagli antichi egizi in oggetti d’uso quotidiano, pratiche magiche e rituali funerari. In un percorso che si sviluppa tra antichi papiri, stele, statuette votive e oggetti rituali, i visitatori sono guidati alla scoperta dei metodi con cui gli antichi Egizi cercavano di contenere e armonizzare il caos.

Particolare rilievo è dato alla sfera protettiva e magica, ben rappresentata in mostra da una ricca collezione di amuleti animali, oggetti indossati o inseriti tra le bende delle mummie per difendere l’individuo sia nella vita terrena che nell’Aldilà. Tra questi otto amuleti - quattro raffiguranti la rana e quattro a forma di serpente - che rappresentano l’Ogdoade, un gruppo di otto divinità emerse dal Nun, una massa liquida informe, simbolo del caos primordiale. Tra i reperti esposti spicca anche il celebre Libro dei Morti di Hor, un prezioso papiro risalente all’Epoca Tolemaica: concepito come una raccolta di formule magiche per guidare il defunto nel pericoloso viaggio ultraterreno verso la luce del giorno, raffigura la cruciale scena della pesatura del cuore durante la quale il defunto proclama la propria innocenza al cospetto del dio Osiride e di 42 giudici. Strettamente connesso a questo rito di passaggio è un altro reperto esposto in mostra, lo scarabeo del cuore che veniva collocato tra le bende proprio in corrispondenza del cuore del defunto.

Il percorso della mostra si arricchisce ulteriormente con sculture in bronzo, come la raffinata statuetta raffigurante, sotto forma di ibis accovacciato, il dio Thot, divinità lunare legata al sapere e alle scienze, e la statuetta della stessa dea Maat, immortalata nella consueta posizione accovacciata e avvolta in una veste aderente, originariamente sormontata dalla sua iconica piuma di struzzo. A queste opere si affiancano una fiaschetta del Nuovo Anno in faience blu, ushabti in legno dipinto appartenuti ad artigiani di Deir el-Medina, e pregevoli stele funerarie.

La mostra sarà visitabile fino al 29 marzo 2027 ed è accompagnata da un catalogo pubblicato da Franco Cosimo Panini Edizioni con testi del curatore Paolo Marini e del direttore del Museo Egizio Christian Greco.

L’esposizione è realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio Carpi, CMB di Carpi, Assicoop Modena & Ferrara - Agente Unipol Assicurazioni e Giorgio Bormac (sponsor tecnico).

I biglietti per la mostra “Le acque del Caos e l’ordine di Maat” (6 euro l’intero, 4 euro il ridotto, per 18-25 anni, soci Touring Club e Fai, gruppi di almeno 25 persone) sono in vendita on line sul circuito Vivaticket. In occasione del Festivalfilosofia la mostra si potrà visitare a ingresso gratuito con orario continuato venerdì 18 e sabato 19 settembre, dalle 10 alle 23; domenica 20 settembre, dalle 10 alle 20.

Data: 17 Settembre 2026

Tipo di notizia

Comunicato Stampa

Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2026, 9:03