Relazione programmatica al Bilancio 2011 e al Piano triennale degli investimenti 2011/2013

 
 
 
 

RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2011

copertina Realzione Bilancio di previsione 2011

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PREMESSA

“Bilancio Insieme”. Così abbiamo voluto definire la campagna d’ascolto dei cittadini che ha segnato l’inizio del lungo percorso che ha portato alla definizione del Bilancio previsionale 2011. Come ogni anno è stato un succedersi di incontri, di tavoli di discussione e di confronto con i diversi attori sociali che compongono il corpo della nostra realtà locale, che assieme ad ogni singolo cittadino hanno partecipato e contribuito alle scelte che la Giunta ha ritenuto essere prioritarie per continuare a garantire quella qualità di vita che ha sempre contraddistinto i nostri territori. Occorre però subito dire che a differenza di altri anni, questo Bilancio comunale è stato costruito all’interno di un contesto economico di respiro non solo nazionale, ma globale, di quella che a detta dei maggiori osservatori ed analisti economici è la crisi finanziaria ed economica più grave a memoria d’uomo.
Ora, non desti stupore collegare le difficoltà della macroeconomia con quello che è il Bilancio previsionale dell’Ente locale, poiché questo è per legge legato alle decisioni assunte a livello nazionale; ovvero soggiace agli obblighi imposti dalla Legge Finanziaria varata dal Governo in carica, che come ognuno di noi ben conosce, ha significato per gli Enti locali e le Regioni un taglio di risorse di insopportabile pesantezza.
Mi si permetta dunque di spendere solo qualche considerazione di carattere generale, circa la manovra finanziaria varata dal Governo Berlusconi, affinché si possa meglio comprendere l’ambito in cui ci siamo, a livello locale, necessariamente dovuti muovere.
E’ questa una Legge Finanziaria (o come si dice in termini tecnici una “legge di stabilità”) fortemente voluta e perseguita dal Ministro Tremonti che, a dispetto di quanto andava dichiarando con altisonanti annunci mediatici in merito ad un’esigenza inderogabile di tenere rigidamente in ordine i conti pubblici e che si sarebbe conseguita senza fare “macelleria sociale”, si è presto dimostrata una ‘boutade’ o peggio una triste illusione. Infatti la reiterata logica tremontiana avallata da Lega Nord e centro-destra di governo ha prodotto dei tagli lineari che hanno avuto come conseguenza proprio quella macelleria sociale che il Ministro diceva di voler evitare, provocando iniquità fiscale e mettendo a rischio la coesione sociale e la ripresa economica del Paese. Siamo dunque ancora una volta di fronte al gioco delle parti, ovvero a livello mediatico si annunciano tagli di sprechi e razionalizzazioni, mentre alla prova dei fatti, o per meglio dire, alla fine dei conti, si applicano indiscriminati tagli verticali in particolare agli enti più prossimi ai cittadini, ovvero Comuni, Province e Regioni. Per queste ultime poi si potrebbe aprire un intero capitolo di approfondimento circa l’equità della manovra. Tuttavia mi limiterò a sottolineare come le riduzioni dei trasferimenti imposti dalla Finanziaria, riguardino anche i servizi che lo Stato ha delegato alla competenza delle Regioni, quali ad esempio trasporto pubblico, turismo ed edilizia sanitaria pubblica, trasferendo di fatto la gestione delle spese sostenute dallo Stato alle Regioni, riducendo poi a queste le risorse necessarie al mantenimento del servizio delegato.
E, come aggravante, la Legge di stabilità invita le Regioni ad integrare le minori risorse trasferite dallo Stato attingendo dai fondi FAS, quelli per intenderci che dovrebbero essere i fondi per l’investimento sui territori a sostegno del sistema economico locale. Siamo per così dire alla farsa. Registriamo ormai un Governo senza idee e proposte per far fronte alle sempre più pressanti esigenze del Paese e dei suoi cittadini. Un Governo che tira a campare senza una politica industriale degna di questo nome, come spesso denunciato dagli industriali stessi, senza politiche per affrontare i nodi strutturali dell’economia e della piccola e media impresa italiana, composta da oltre il 90% da aziende con meno di venti dipendenti. Un Governo che ha abbandonato al proprio destino i precari e i disoccupati che non hanno l’ombrello protettivo della cassa integrazione. Un Governo che non solo ipoteca, ma mina il futuro delle nuove generazioni, attraverso un vero scempio della scuola pubblica, quindi di quello che è la fucina e il serbatoio di intelligenze per il futuro di tutta la nostra nazione.
Ma non bastasse questo per esprimere un parere completamente negativo sull’effetto che questa manovra avrà sulle famiglie e sulle persone, in particolare sulle fasce più deboli della società, basta riflettere su quelli che sono i tagli più significativi che questa Finanziaria ha operato, ovvero il taglio sulle politiche sociali attraverso il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS). Vedete, senza voler entrare nei tecnicismi, mi limiterò a sottolineare come le risorse del FNPS, che rappresenta la principale fonte di finanziamento statale degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie, contribuiscano in misura decisiva al finanziamento della rete integrata dei servizi sociali territoriali attraverso la quota del Fondo ripartita tra le Regioni (che a loro volta attribuiscono le risorse ai Comuni, che erogano i servizi ai cittadini in conformità ai Piani sociali di zona).
Si noti poi che la manovra di Bilancio per il 2011 cancella ogni stanziamento per il Fondo per la non autosufficienza. La cancellazione del fondo è un passo indietro molto negativo, che produrrà ulteriori difficoltà a quelle famiglie già colpite da gravi situazioni di patologie invalidanti. Rimanendo sempre al sociale e alla ricaduta che la manovra avrà sulle famiglie, non si può che rimanere perplessi circa il decurtamento delle risorse stanziate per il Fondo per le politiche della famiglia, che nel 2011 vedranno una riduzione di oltre il 70% rispetto al 2010. Con buona pace di tanta retorica sulla necessità di un welfare più orientato verso le famiglie.
Stessa sorte è poi toccata al Fondo per le politiche giovanili finalizzato al finanziamento di progetti per la promozione del diritto dei giovani alla formazione culturale, professionale e all'inserimento nella vita sociale, attraverso interventi riguardanti il diritto all'abitazione e l'accesso al credito, che subirà un taglio netto di oltre il 65% rispetto all'anno passato. Sul versante dell’aiuto sociale all’abitazione per le famiglie in difficoltà, è stato inflitto poi un significativo ridimensionamento del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione. Di contro però, il Governo ha previsto di inserire nella Finanziaria, la cosiddetta "cedolare secca sugli affitti", con la previsione di un'aliquota unica del 20% per la tassazione dei canoni di locazione relativi agli immobili ad uso abitativo. Per intenderci, questa norma comporterebbe, stando ai dati attuali, un risparmio per i proprietari immobiliari pari a ben 852 milioni annui e di converso un ulteriore riduzione delle entrate fiscali ai Comuni. Questa manovra toglie la possibilità ai Comuni di riservare agevolazioni fiscali per chi applica l’affitto concordato.
Quasi del tutto smantellato è anche il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle Pari Opportunità. In buona sostanza i fondi statali a carattere sociale presi in esame potevano contare, nel 2008, su stanziamenti complessivamente pari a 2 miliardi e 520 milioni nel bilancio di previsione dello Stato. La diversa scala di priorità del Governo di centrodestra, insieme alla crisi dei conti pubblici, ha dato luogo ad un netto calo delle risorse statali destinate alle politiche sociali.
Una riduzione di tali proporzioni si può tradurre per la nostra Regione con un taglio netto dell’86% tra il 2008 e il 2011, ed avrà come inevitabile conseguenza la cancellazione o il ridimensionamento di una moltitudine di iniziative e servizi, tanti dei quali gestiti da enti territoriali. La nostra Regione ha risposto a questi tagli mettendo come priorità della propria azione di governo in favore dei cittadini il rifinanziamento di gran parte di queste politiche, spostando risorse da altri capitoli di bilancio e depotenziando altri settori di intervento. E questa non è che solo una parte della manovra finanziaria con la quale il “Governo del fare” ha saputo rispondere, dopo due anni di assoluto silenzio ed un assurdo ottimismo, sulla reale portata della crisi economica, finanziaria ed occupazionale, che ha investito non solo l’Italia o l’Europa, ma il mondo intero.
Per chiudere questa parentesi di carattere generale circa le misure economiche che questa manovra contiene, vorrei soffermarmi sul cosiddetto federalismo e federalismo fiscale, tema tanto caro quanto inopportunamente propagandato dalla Lega Nord di Bossi. Vorrei essere molto chiaro; per noi il federalismo rappresenta un impianto istituzionale che ci consente di mettere in campo politiche nuove di gestione dei territori, responsabilizzando maggiormente le amministrazioni locali e territoriali in un contesto di unità e solidarietà nazionale così come è richiamato all’articolo 5 della nostra Costituzione. Ciò che si sta leggendo nelle proposte nebulose avanzate dal Governo lascia intendere invece un percorso di federalismo diametralmente opposto, con centralizzazione dei poteri e delle risorse e poca chiarezza. Infatti sta passando la logica che il nord avrà di più, il centro anche ed il sud pure, e il governo centrale continuerà nella situazione attuale. Se non è teatrino politico questo…
E la Lega Nord che del federalismo ha fatto la propria bandiera è un partito dalla doppia misura. Adotta un sistema metrico quando si trova nella “Roma Ladrona”, dove diligentemente vota sempre e comunque ogni provvedimento pro premier, ed un atteggiamento di populismo e di lotta contro le nefandezze centraliste di una politica vecchia e clientelare e di privilegi quando nei fine settimana si trova a tu per tu con le persone, in provincia. Occorre subito sfatare l’idea che questo strumento, il federalismo fiscale, sia la cura di ogni male che il Paese ha in termini di redistribuzione e utilizzo delle risorse pubbliche. Non è con uno slogan che si risolvono i problemi, bensì con una corretta e reale applicazione di quella autonomia fiscale che già era prevista nel nostro ordinamento. Gli effetti negativi per gli enti locali e le Regioni derivanti dalla manovra governativa e dal federalismo fiscale si possono leggere nelle norme varate che regolano il cosiddetto Patto di stabilità. Norme che non tengono in nessun conto la capacità amministrativa di ogni ente, non facendo quindi leva sulle reali situazioni riscontrate. Anzi, per un eccesso di semplificazione, vengono penalizzate maggiormente le realtà che nel corso degli anni si sono distinte per il contenimento della spesa pubblica, adottando sistemi di sana razionalizzazione ed incrementando i parametri di efficienza garantendo nel contempo un’alta e qualificata restituzione in termini di servizi ai propri cittadini: con semplificazioni amministrative e burocratiche e un costante miglioramento della governance, che infine si traducono in una diminuzione della spesa di funzionamento complessivo dell’ente. Un serio federalismo fiscale dovrebbe alleggerire la manovra a carico degli enti locali e delle Regioni, non facendo sopportare a questi gran parte del carico economico e di taglio di spesa previsto da una manovra di quasi 25 miliardi di euro.
Esiste in tutti noi la drammaticità del momento e la consapevolezza che una manovra pesante dovesse essere fatta, che la medicina seppur amara andasse comunque somministrata. Ma esiste modo e modo. Quello che incredibilmente manca è una visione di prospettiva, di futuro. In Europa, per intenderci, si sta già discutendo di “Europa 2020” per gettare le basi del futuro dell’Unione Europea: si parla di riduzione del debito dei paesi membri e per l’Italia si prospetta un quasi dimezzamento del debito nei prossimi tre anni, manovra molto difficile e complessa. Ma qui la discussione langue. In questo contesto, o siamo in grado di mettere in campo politiche nuove o il nostro paese rischia. Servono azioni concrete che siano in grado di ridefinire le politiche industriali e di welfare coniugate ad una seria lotta all’evasione e all’elusione fiscale, che permetta all’Italia di incidere positivamente sul risanamento e sulla coesione del nostro paese mettendo al centro le politiche per il lavoro, l’innovazione e lo sviluppo.
Ora non voglio addentrarmi nella fiscalità dei decimali in più o in meno che verranno definiti, mi preoccupa piuttosto l’indifferenza ragionieristica e l’asettico sistema adottato nel varare questa manovra. Pare che tali misure siano state adottate senza tener in nessun conto il contesto storico e sociale che il paese e le famiglie stanno vivendo. Non si è considerato il calo del potere d’acquisto delle famiglie, della sempre più faticosa tenuta della coesione sociale e quindi il maggior rischio di marginalità in cui giovani e meno giovani possono trovarsi, la difficoltà della tenuta del sistema economico e produttivo locale, formato da migliaia di piccole realtà artigianali, dal commercio e dalla piccola e media industria. Nella nostra regione si avrà un calo dei trasferimenti statali con conseguente ricaduta negativa sul sistema di vita locale, proprio in un momento in cui si rendono necessarie maggiori risorse per un aiuto sociale ai cittadini, per una riqualificazione professionale del mondo del lavoro contestualmente all’adozione di misure straordinarie anticrisi e per gli investimenti infrastrutturali.
Per chiudere queste riflessioni di carattere generale non mi rimane che chiedermi stupito come mai il nostro Governo, a differenza di quanto fatto dagli altri Paesi europei pur essi chiamati a manovre economiche rigidissime e di forte impatto sociale e sul welfare, non abbia sentito il bisogno, per non dire il dovere, di coinvolgere se non in modo solo apparente tutti i soggetti che sarebbero stati pesantemente coinvolti dalla manovra economica; vale a dire enti locali, categorie economiche, forze sociali e sindacali. Soggetti questi, a partire dai Comuni, che scontano per primi i tagli imposti da una iniqua manovra che non da prospettive e risorse per lo sviluppo del Paese intero.
Come mai non si è intrapresa la strada di riforme strutturali che avrebbero potuto aiutare il nostro paese, non solo nel biennio 2011/2012, ma nel futuro. Da tempo è ferma in Parlamento una legge di riforma dei due rami dello stesso, con riduzione del numero dei parlamentari alla Camera e trasformazione del Senato in assemblea delle Regioni e delle Autonomie locali. Perché non si è proceduto ad una riforma del sistema delle Province e dei Comuni? Perché non si è data attuazione alla soppressione dei ministeri che hanno compiti e funzioni già delegate da anni alle Regioni o già soppressi da referendum popolari? Riforme per altro compiute dagli altri paesi europei toccati dalla crisi e presenti nella bozza di Carta delle autonomie a cui da tempo sta lavorando il Ministro Calderoli. Nulla di tutto questo: per ridurre la spesa si è preso il bilancio dello Stato ed in modo lineare si è sforbiciato a destra e a manca quasi solamente nei livelli più bassi della pubblica amministrazione.
Ed in questo contesto il nostro ente che si trova nella fascia degli enti locali virtuosi per basso indebitamento e bassa spesa per funzionamento ma alto impegno sulla redistribuzione sui cittadini in termini di servizi, si trova nella situazione di dover ripensare a come continuare quel percorso riformatore che ha consentito a Carpi di arrivare ad un alta qualità della vita e della sua coesione sociale. Proprio nei momenti di difficoltà, con senso di responsabilità, bisogna cogliere l’occasione per ricercare anche nuove strade. Essere riformisti significa questo.
Sulla scorta di questo principio, il nostro Comune unitamente alla Regione, alle Province e al resto degli enti locali ha condiviso un percorso che definisse come prioritari i servizi essenziali alla persona. Sociale, sanità, istruzione e trasporto pubblico sono gli ambiti in cui si è deciso, nonostante le riduzioni sopracitate, di continuare ad investire mantenendo e migliorando i livelli delle prestazioni. Questa scelta, unitamente alla discussione concreta che si è aperta sulla Legge di stabilità regionale sugli investimenti, si traduce per ogni cittadino in risposte concrete ai bisogni manifestati. Questo è un principio di vero federalismo, politica a misura di cittadino.
Lo scorso anno, alla presentazione del Bilancio previsionale, preso dall’ottimismo generale che il Governo nazionale stava elargendo a piene mani, affermai con fiducia estrema ”l’anno che ci lasciamo alle spalle sarà ricordato come uno dei periodi più bui per la finanza e l’economia mondiale”. Ebbene, ero eccessivamente ottimista, infatti le dinamiche sono di gran lunga peggiorate nel corso di questo 2010.

Le scelte che la nostra amministrazione ha compiuto, sono state fortemente condizionate dal quadro generale sopradescritto e dalle scelte condivise a livello regionale nel rapporto con gli altri enti. Dicevo precedentemente delle priorità che ci siamo dati: sociale, sanità, istruzione.
E’ infatti da queste priorità che prosegue l’impegno nella costruzione dell’Unione dei Comuni delle Terre d’Argine. Oltre alla Pubblica Istruzione e alla Polizia Locale da oggi anche le Politiche sociali/sanitarie ed altro sono in forma associata in forza della Legge regionale 10 che ha anticipato i contenuti della bozza di riforma sul federalismo su cui si sta discutendo a Roma. Il nostro impegno nel rafforzamento di questo ente nasce dalla consapevolezza di costruire servizi simili su territori omogenei, per dare risposte qualitativamente e quantitativamente superiori ai cittadini di un’area più ampia rispetto ai singoli comuni. Questa decisione rappresenta una scelta strutturale di riforma della pubblica amministrazione che parte dal basso e che si pone l’obiettivo di sburocratizzare, rendere più efficiente e alleggerire la macchina pubblica.
L’esempio che abbiamo quotidianamente di fronte è rappresentato dalla Pubblica istruzione che, pur aumentando i servizi e le disponibilità, ha portato maggiore coesione territoriale, maggiore equità nei trattamenti, maggiore offerta in termini di ricettività contenendo i costi; oltre a garantire principi innovativi nella gestione e nelle strutture. E’emblematico che in un paese dove non si investe sull’edilizia scolastica né sulle manutenzioni nel nostro territorio, grazie all’Unione, oltre alle manutenzioni ed agli adeguamenti di legge si siano costruiti numerosi edifici scolastici.
Sulle politiche sociali, passate anch’esse all’Unione dei comuni, manteniamo gli impegni di spesa che ci hanno consentito lo scorso anno di rispondere ai crescenti bisogni delle famiglie in difficoltà. Famiglie che sempre più spesso si rivolgono ai nostri servizi per fare fronte alle situazioni di precarietà in cui vivono tanti cittadini che sino a qualche tempo fa non avrebbero nemmeno pensato di ricercare aiuti dal pubblico. Ciò testimonia che nel nostro paese la forbice tra povertà e ricchezza si è drammaticamente aperta, facendo scivolare anche la classe media verso la fascia di povertà.
Sul piano pratico questa risposta ai bisogni di “sociale” è evidente che non può essere ad esclusivo carico della pubblica amministrazione. Per questo la scelta di perseguire sempre maggiori politiche di sussidiarietà risponde alle esigenze contingenti. E’ tempo di invertire l’ordine delle cose: non più quanto e cosa può fare il pubblico per il privato sociale ma quanto e cosa può fare il privato per la comunità. E nel nostro contesto debbo riconoscere che le sinergie tra pubblico e privato stanno dando eccellenti risultati.
Sul versante sanitario dobbiamo registrare un buon inizio del percorso provinciale sul Piano Attuativo Locale (PAL). E’ stata messa in campo una positiva fase di ascolto che ci vede protagonisti nella discussione generale, che avrà termine nella primavera prossima con l’approvazione del nuovo PAL. In questo contesto mi preme sottolineare per l’ennesima volta lo sforzo che l’amministrazione sta compiendo nel mantenere le eccellenze già presenti sul territorio e creare le condizioni perché all’interno del PAL venga riconosciuta l’importanza di investire su una nuova sede per l’ospedale di Carpi.
Con l’inaugurazione di corso Cabassi dello scorso settembre si è conclusa la riqualificazione del centro storico così come da impegno elettorale assunto nel 2004, eccezion fatta per il Torrione degli Spagnoli solo di recente acquisito nelle disponibilità comunali. L’idea guida che ci ha portato a compiere forti investimenti sul centro storico anche grazie all’importante sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e di altri soggetti istituzionali è stato quello di un rilancio del nostro territorio in chiave turistico-culturale, coniugata alle eccellenze imprenditoriali che la città ha saputo esprimere.
L’incremento delle strutture destinate all’ospitalità turistica è la testimonianza di un nuovo corso che la nostra città si sta avviando ad intraprendere: lo testimoniano i dati forniti da osservatori regionali ed il dato di presenze dei nostri istituti culturali, Fondazione ex Campo Fossoli compresa.
Il binomio cultura ed impresa ha trovato un significativo sostegno anche da parte di soggetti privati che hanno voluto partecipare da protagonisti all’offerta degli istituti culturali. La stessa attenzione si è registrata da parte del mondo associativo sia esso di categoria e rappresentanza sindacale che di volontariato. In controtendenza con le politiche nazionali che vedono al lumicino gli stanziamenti per la cultura, noi siamo convinti che le opportunità di sviluppo passino proprio da una qualificata offerta culturale e di servizi, da non confondersi con i grandi eventi fine a se stessi, ma con una programmazione di ampio respiro che veda protagonisti i cittadini del territorio e che mantenga Carpi punto di riferimento e di attrazione su scala più ampia.
Una realtà importante come la nostra ha saputo nel corso degli anni innovare e rinnovarsi. Il forte senso di appartenenza e di identità ha prodotto coesione sociale e senso di comunità. E’ da sempre questo il carattere riconducibile ai nostri cittadini, che anche nei momenti di maggiore difficoltà, non si sono chiusi ma anzi hanno saputo cogliere la ricchezza del dialogo e della differenza.
Le due Medaglie, d’oro e d’argento, appuntate sul gonfalone del Comune simbolo della città, ci ricordano queste peculiarità. Valori che intrecciati ad un forte senso dello Stato, della democrazia e della libertà, principi fra l’altro contenuti nella Carta costituzionale, ci portano a ricordare e celebrare in modo convinto il 150esimo dell’Unità d’Italia.

POLITICHE SOCIALI

Il 2011 sarà un anno di grandi trasformazioni per il settore, sia dal punto di vista organizzativo che da quello delle politiche. Tra i fattori determinanti di queste trasformazioni vi è prima di tutto il cambiamento sociale della nostra comunità.
Nel nostro distretto il livello di disoccupazione raggiungerà entro fine anno valori percentuali tra l’ 8-10%, mentre il ricorso agli ammortizzatori sociali interessa attualmente circa 3500 lavoratori. A gennaio, con il termine della cassa integrazione straordinaria, più della metà di questi nostri concittadini si troverà senza lavoro o “costretta” nella condizione di mobilità. Si tratta di dati allarmanti resi ancor più preoccupanti se si sommano ai già noti dati relativi al calo di potere d’acquisto che pesa sulle economie famigliari.
Sempre più famiglie si trovano ad affrontare con difficoltà non solo il raggiungimento della fine del mese, ma anche il pagamento dell’affitto, delle utenze e le spese alimentari. Oggi, il problema più urgente da affrontare è quello della redistribuzione della ricchezza, perché la mancanza di equità e di sicurezza sociale rischiano di sfaldare la coesione delle nostre comunità. La crisi è inoltre un agente moltiplicatore delle criticità ed impatta sui problemi cronici della società contemporanea (non autosufficienza, disabilità, malattia…) in modo devastante. Servono risorse per affrontare problemi così importanti. A questo proposito va segnalato lo sforzo imponente della Regione Emilia Romagna che integrerà con oltre 30 milioni di euro i tagli nazionali contenuti nella finanziaria varata dal Governo nazionale. E’ necessario però che, oltre allo sforzo economico evidente nel nostro bilancio, si affianchi un percorso di aggiornamento del welfare locale, che permetta di dare risposte maggiormente efficaci ai nuovi bisogni e che includa la complessità sociale prodotta dalla crisi. Dobbiamo sperimentare nuovi strumenti per intervenire sulle problematiche sociali inedite, che si sono venute a evidenziare dal contesto degli ultimi 2 anni, cercando risposte comuni capaci di coinvolgere tutti i soggetti che agiscono nella nostra società locale ed indirizzate a voler risolvere queste mutate priorità.
Il secondo fattore di cambiamento sarà l’implementazione dei cambi legislativi determinati a livello regionale, primo fra tutti l’accreditamento dei servizi residenziali anziani, disabili e dell’assistenza domiciliare. Questa manovra permetterà di stabilire standard qualitativi uniformi e costi fissi, stabilendo un rapporto nuovo tra committenza e soggetti gestori. In questo contesto sarà importante valutare assieme agli altri comuni la strategia dell’ASP, che aggiungerà alla propria vocazione di gestore, il ruolo di subcommittente e l’opportunità di sviluppare servizi di tipo distrettuale attualmente fuori dal regime di accreditamento.
Infine la scelta politica che ha portato i servizi sociali all’interno dell’Unione Terre d’Argine concorrerà a trasformare il settore. Ai benefici di miglior efficienza e razionalizzazione della struttura, previsti dal passaggio in Unione, si aggiungeranno quelli di una visione distrettuale sia politica che amministrativa, un requisito questo, oggi indispensabile per fare programmazione ed affrontare in modo non autoreferenziale le sfide dei prossimi anni.

Anziani

Oltre all’implementazione del già citato accreditamento transitorio, la novità più importante riguarda l’inizio dei lavori di nuovo cantiere sulla struttura per anziani “Il Carpine”. L’intervento prevede la costruzione del secondo piano della Residenza, che una volta realizzato metterà a disposizione 23 posti in più e consentirà quindi di aumentare l’offerta di questo importante servizio. Il costo dell’intervento è di 1 milione e 497 mila euro, reso possibile da un contributo della Regione che coprirà il 50% del totale della spesa, mentre il restante 50% sarà a carico delle casse comunali. Si prevede di realizzare la sopraelevazione in circa 24 mesi, prevedendo specifici interventi per limitare durante i lavori i disagi per gli ospiti della struttura. I lavori si è previsto che abbiano inizio in marzo 2011.
La città potrà così contare su una rete ancora più ricca di servizi sociali, assistenziali e sanitari destinata agli anziani, ora composta di tre Case protette, tre Centri diurni, di cui uno dedicato alle demenze, una Comunità alloggio per anziani parzialmente autosufficienti, oltre all’ assistenza domiciliare. Con l’avvio delle procedure per la sopraelevazione della struttura “Il Carpine” il numero dei posti disponibili complessivamente, passerà dagli attuali 217 ai 240.
Infine, la nascita dell’Associazione Anziani in rete, che riunirà i 3 gruppi di prossimità sociale attualmente presenti sul territorio, permetterà la chiusura di una convenzione quadro su uno degli esempi più riusciti di sussidiarietà, arricchendo il servizio trasporto dei non autosufficienti con offerte di tipo informativo e di sostegno al “caregiver”, messi a disposizione da volontari opportunamente formati.

Famiglie, minori e adolescenti

Come già affermato precedentemente, molte famiglie del nostro territorio hanno risentito largamente nel 2010 degli effetti negativi della crisi economica. Questo ha comportato un considerevole incremento delle richieste di aiuto al servizio sociale. In particolare le famiglie più colpite sono quelle monogenitoriali e con figli minori, oltre alle famiglie numerose.
Ingenti sono stati i contributi economici concessi alle famiglie in difficoltà finalizzati al pagamento dell’affitto, delle utenze e alla risposta ai bisogni primari. Allo stanziamento comunale si è aggiunto il Fondo anticrisi della Fondazione Cassa Risparmio di Carpi.
Prioritario rimane anche per il 2011 l’intervento di sostegno economico alle famiglie colpite dalla crisi con particolare riguardo alle condizioni di maggiore fragilità come le famiglie composte da un solo genitore e con figli minori, così come le famiglie numerose verso le quali saranno maggiormente finalizzate le azioni di supporto economico.
Permangono i cardini sulla base dei quali si è mosso nel 2010 il settore sociale minori e famiglie: consolidamento e sviluppo degli interventi a sostegno alla genitorialità, qualificazione degli interventi a tutela dei minori e degli adolescenti in situazione di disagio socio-familiare, attivazione della risposta di accoglienza in emergenza per bambini e adolescenti in stato di abbandono ed a rischio sociale, vittime di maltrattamento e anche per madri con figli in situazione di violenza intrafamiliare. Il sostegno alla genitorialità e alla relazione genitori-figli rimane un obiettivo centrale dell’azione del Centro per le Famiglie con il consolidamento delle attività di consulenza ai genitori e alle famiglie: consulenza educativa, counseling per la coppia e la famiglia, mediazione familiare per genitori separati.
Particolare attenzione viene prestata ai neo-genitori con il consolidamento dei progetti integrati socio-sanitario-educativi come “Spazio mamme” e “Latte in poi…”, “Nati per leggere” per supportare i genitori fin dai primi anni di vita dei figli: interventi questi che vedono una progettualità integrata tra Centro per le Famiglie, Consultorio Familiare, Scubidù del Settore Istruzione, Biblioteca Il Falco Magico.
Sul fronte degli interventi a tutela dei minori, abbiamo registrato negli ultimi due anni un incremento dei casi in carico al servizio sociale: madri sole con figli, famiglie con adolescenti che presentano problematiche complesse, minori stranieri non accompagnati, separazioni di coppia conflittuali, segnalazioni e decreti della Magistratura minorile, presa in carico di situazioni di disagio infantile, minori denunciati per reati, segnalazioni da parte delle forze dell’ordine per conflittualità e violenza intrafamiliare.
A fronte di tali problematiche le politiche nei confronti della famiglia e dei minori saranno rivolte nel 2011 a sostenere e qualificare i servizi a disposizione con particolare riguardo agli interventi di tutela dei minori in situazioni di disagio, violenza e agli interventi orientati alla prevenzione, al riconoscimento precoce dei fattori di rischio con una presa in carico multidisciplinare (sociale, sanitaria, educativa) delle situazioni familiari.
In particolare si intende qualificare gli interventi educativi e consolidare l’esperienza del Centro HIP-HOP che offre attività educative agli adolescenti che presentano difficoltà e disagi familiari e personali quali strumenti di sostegno alle relazioni genitori-figli che possano anche evitare l’allontanamento del minore dalla propria famiglia.
Nel 2010 si è registrato un forte incremento di minori collocati in comunità educative. Questo è stato necessario sia per situazioni di minori stranieri non accompagnati, che in base alla normativa vigente vengono considerati in stato di abbandono, sia per situazioni di grave trascuratezza e violenza, sia infine di madri vittime di violenza con figli. Questa necessità ha tuttavia comportato anche a livello economico un forte incremento della spesa unitamente alla difficoltà a trovare collocazione in emergenza soprattutto per adolescenti stranieri non accompagnati.
Su questo versante si ritiene di dover confermare anche per il 2011 un impegno economico per l’accoglienza in comunità, ma anche operare per dare risposta all’accoglienza in emergenza (24 ore su 24) di adolescenti in situazione di abbandono prevista per legge attraverso una progettualità locale che possa coinvolgere le risorse del nostro territorio.

Nomadi

Al di là delle strumentalizzazioni politiche del tema, reputiamo che la situazione strutturale ed abitativa dell’area di sosta sia al limite. Come abbiamo a più riprese dichiarato siamo intenzionati a guardare oltre, e pensare soluzioni alternative al campo nomadi di via Nuova Ponente. Nei prossimi mesi proporremo un cambio di regolamento che imponga il pagamento delle utenze ai residenti e che fissi una data di chiusura del campo stesso. Contestualmente al cambio normativo è nostra intenzione proporre strategie d’uscita dal campo che permettano di sviluppare nuove esperienze abitative ed opportunità di inserimenti lavorativi, al fine di responsabilizzare i nuclei familiari così come è avvenuto per la frequenza scolastica. Sarà necessario condividere questi passaggi con il mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale al quale chiederemo di costruire progetti di integrazione e monitoraggio.

Area Handicap

Nel 2010 si è avviato il processo di accreditamento per i servizi socio-sanitari riabilitativi diurni e residenziali per disabili, voluto dalla Regione Emilia-Romagna con la delibera della Giunta regionale che ha disciplinato le procedure, le condizioni ed i requisiti per l’accreditamento transitorio, provvisorio e definitivo. Nel corso del 2011 si andrà a sottoscrivere il contratto di servizio tra gli Enti committenti e i fornitori dei servizi accreditati per l’accreditamento transitorio dei servizi socio-sanitari diurni e residenziali per disabili, quali il Centro socio riabilitativo diurno “L’albero sole-La fontana”, il Centro socio riabilitativo diurno “L’abbraccio”, il Centro socio riabilitativo diurno “Emmanuel”. In questi verranno disciplinati gli effetti giuridici ed economici della concessione, nonché le prestazioni da offrire, per assicurare le attività assistenziali e di cura.
Con il passaggio all’Unione Terre d’Argine dei servizi sociali, si dà consolidamento ai servizi in essere, cercando di uniformare la modalità di “presa in carico” dell’utente disabile e della sua famiglia. Inoltre ci si pone l’obiettivo di mettere in rete quei servizi, quali Matemagica, Sap (Servizio di Aiuto alla persona) e Point Job, che prima risultavano essere fruibili dai soli residenti a Carpi.

Disagio Adulto

Affrontare il tema del disagio del mondo degli adulti in relazione alla povertà ed all’esclusione sociale significa orientare le scelte politiche verso il contrasto del fenomeno, che impone un’analisi attenta di come la problematica si sviluppa nel nostro territorio e della risposta possibile. In particolare si tratta di mettere in atto una pluralità di risposte istituzionali che chiamano in causa l’ambito delle relazioni sociali, quello della casa, del lavoro, dell’indigenza. Il disagio sociale adulto necessita di politiche integrate socio-sanitarie con i servizi specialistici dell’ASL, in particolare SERT e CSM, di sforzi di mediazione per rafforzare i legami di solidarietà familiare e sociale e di prevenzione. Accanto ad una povertà tradizionale alla quale appartengono portatori di disagio grave e conclamato quasi sempre multidimensionale (senza dimora, alcool-dipendenti ecc…) segnaliamo la crescita di un’area di sofferenza legata all’impossibilità di far fronte alle esigenze quotidiane e agli imprevisti. Si tratta di situazioni vulnerabili che, spesso davanti ad un evento negativo, scivolano nel disagio e nella povertà. Pertanto i nostri interventi cercheranno di dare risposta a questa diversa complicazione del disagio adulto. Gli interventi non saranno mai indirizzati ad atteggiamenti assistenzialistici, ma cercheranno di richiamare l’utente ad un progetto condiviso di corresponsabilità.
In particolare, ci si pone l’obiettivo di rispondere con azioni concrete e progetti già in essere, alle tre principali aree del disagio sociale, ovvero casa, lavoro ed integrazione, mettendo in campo diverse strategie e progetti, quali, il progetto di Microcredito sociale, il progetto di recupero alimentare dei beni invenduti e la distribuzione della sporta alimentare in collaborazione con l’associazionismo del territorio, i progetti di accompagnamento al lavoro e i bandi di erogazione contributi economici per il pagamento di utenze e affitti.
Nel corso del 2010 si è provveduto alla pubblicazione del Bando per l’erogazione di contributi economici a cittadini colpiti dalla crisi occupazionale in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che prevedeva il contributo straordinario una tantum, il contributo straordinario continuativo per famiglie con minori e i tirocini formativi. L’esperienza è stata positiva e i numeri confermano la significatività delle azioni messe in campo.

DOMANDE ACCOLTE “UNA TANTUM” DOMANDE ACCOLTE “CONTINUATIVO” DOMANDE ACCOLTE “TIROCINIO FORMATIVO”
N. 175 N. 95 N. 39
DOMANDE RIFIUTATE“ UNA TANTUM” DOMANDE RIFIUTATE “CONTINUATIVO” DOMANDE RIFIUTATE “TIROCINIO FORMATIVO”
N. 54 N. 26 N. 6
Totale n. 229 Totale n. 121 Totale n. 45

Per queste azioni complessivamente sono stati spesi 479.600 euro, di cui 108.000 del Comune e 371.600 messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Anche per l’anno 2011 si pensa di dare continuità a questa azione, in particolare quella dei Tirocini formativi, che ci è sembrata innovativa. Alcune persone hanno interrotto il tirocinio perché hanno trovato lavoro, altre hanno avuto la possibilità di farsi conoscere e mettere a disposizione le proprie competenze in nuovi contesti lavorativi.

Politiche abitative

La crisi economica ha aumentato in modo esponenziale il rischio, per il 20-25% circa degli inquilini di perdere la casa, il 99% degli sfratti oggi è per morosità. Il mercato dell’affitto, sino a qualche tempo fa “drogato e libero” ora fa i conti con se stesso e si scontra con l’insostenibilità dei canoni. Il 2011 sarà probabilmente l’ultimo anno del Fondo Sociale per l’Affitto (1217 domande nel 2010) con il quale annualmente (dal 2000 in poi) sono stati erogati mediamente 500-600 euro alle famiglie in difficoltà a pagare i canoni di locazione. Le risposte attualmente in campo sono inadeguate, la Legge regionale 24/2001 che norma il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà del Comune non risponde più alle esigenze, al bisogno espresso dai sempre più numerosi cittadini che presentano le domande per l’assegnazione delle case popolari. Il turn-over nelle case popolari è ingessato dalla stessa normativa che ne consente l’accesso. Sarà approvato entro l’anno dai Consigli comunali di tutta la provincia il nuovo Accordo Quadro per la concessione in gestione ad ACER Modena del patrimonio ERP unitamente ai relativi contratti di servizio. Sarà data applicazione, con la stesura della nuova graduatoria, al nuovo Regolamento per l’accesso all’ERP di recente approvato dal Consiglio comunale. Si procederà all’allineamento alle nuove norme anche del regolamento per le assegnazioni provvisorie destinate all’emergenza abitativa. Un nuovo Accordo regolerà con ACER Modena la gestione dell’Agenzia Sociale per l’Affitto “Affitto Casa Garantito” ed un nuovo disciplinare ne regolerà l’accesso, aumentando le possibilità da parte dei cittadini di utilizzare questo canale per risolvere il problema abitativo. La temporaneità della concessione farà degli alloggi “sociali” un nuovo progetto, una nuova “via di transito” per dare risposte immediate ai nuclei familiari in difficoltà, ma con prospettive di recupero e miglioramento nel tempo delle loro condizioni economiche e sociali. A questo proposito siamo intenzionati a convocare un tavolo di confronto sulle politiche abitative, coinvolgendo tutti gli attori, privati, sindacali ed associativi, capaci di dare un contributo per superare l’emergenza abitativa.

Sportello Sociale

La rete degli Sportelli Sociali si realizza nella costruzione e nello sviluppo di punti di riferimento informativo e d’orientamento che garantiscano, al cittadino, un servizio determinante rispetto al bisogno che esprime. La diffusione in rete dei servizi e delle informazioni di competenza dello Sportello Sociale, investe necessariamente anche l’ambito sanitario. All’interno dell’ampio progetto di integrazione socio-sanitaria e realizzazione della Rete degli Sportelli, sono previste per il 2011 le azioni che di seguito vado ad elencare. La stipula di un accordo operativo per l’accesso all’anagrafe sanitaria, la creazione, conseguente alla precedente azione, di una cartella informatica integrata, l’aggiornamento costante della modulistica e del materiale informativo cartaceo, la rielaborazione del portale Nemo Sportello Sociale, e la creazione di altri Sportelli Sociali nei comuni di Novi, Soliera, Campogalliano, la gestione della trasmissione dei flussi informativi sui primi accessi agli Sportelli Sociali che prevede l’invio quotidiano alla Regione dei dati raccolti per tutti i comuni dell’Unione, tramite il sistema operativo Icare, con codifica e costruzione delle voci realizzate nell’anno in corso, per il monitoraggio e l’analisi dei bisogni espressi; infine, l’integrazione a livello informatico degli strumenti utilizzati nell’ambito dello Sportello Sociale, che prevede la messa in opera di una nuova agenda informatica (Iplan) congiunta allo strumento attualmente utilizzato per la registrazione degli accessi (Icare).
Lo Sportello Sociale vive dello scambio di informazioni tra i diversi nodi del sistema socio-sanitario e maggiore sarà il livello di integrazione fra i punti informativi, maggiore sarà la possibilità di accogliere la domanda da diversi punti della rete. La creazione di una rete realmente operativa riguarda ad oggi il coinvolgimento partecipato di tutti gli attori dell’ambito sociale e sanitario.

Immigrazione

In questi anni il Centro Servizi Immigrazione distrettuale ha sviluppato una serie di offerte finalizzate ad assicurare gli elementi conoscitivi idonei per permettere un adeguato accesso ai servizi. In particolare si è operato su interventi per costruire percorsi integrati fra formazione linguistica e informazione, orientamento e formazione professionale, finalizzati ad agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro e la ricerca di migliori opportunità per le donne straniere.
Sul servizio di mediazione linguistica culturale (lingue araba, indiana, pakistana e cinese) con la presenza dei mediatori al Centro Servizi Immigrazione, il servizio traduzioni e la possibilità di interventi specifici di mediazione su richiesta dei servizi del distretto. Inoltre si è proceduto con interventi di sostegno all’apprendimento della lingua italiana da parte di adulti stranieri, comprensivi di riferimenti alle leggi dell’ordinamento italiano e di educazione civica, interventi per favorire l’incontro e lo scambio fra soggetti di diversa provenienza, interventi volti a favorire strumenti interculturali tali da garantire la partecipazione degli alunni e delle famiglie al percorso scolastico e interventi volti a valorizzare nell’ambito di apposite iniziative didattiche, la conoscenza della cultura d’origine.
Accanto a questi servizi va segnalato, come esempio di collaborazione fattiva tra associazioni, il progetto sull’alfabetizzazione “Ero straniero” sostenuto dall’Amministrazione comunale e costruito da diversi soggetti della consulta del volontariato (Udi, il Mantello, Masci e Azione Cattolica) che permetterà di realizzare corsi di base indirizzati all’emancipazione ed all’integrazione dei cittadini stranieri, con particolare attenzione alle difficoltà delle donne immigrate. Il passaggio all’Unione costituisce inoltre una importante occasione per il rilancio del tavolo distrettuale sull’immigrazione, al quale verrà affidato il compito di studiare, con la presenza delle comunità straniere, nuovi progetti di cittadinanza.

ECONOMIA, COMMERCIO, AGRICOLTURA, TURISMO

Il territorio carpigiano è sempre stato una fucina di idee, dimostrazione sono le imprese eccellenti che si sono sviluppate ad oggi, alcune delle quali, purtroppo in seguito alla crisi, sono rimaste ai blocchi di partenza o si sono arenate soprattutto per problemi legati al credito.
Il sistema produttivo più fortemente penalizzato da questa congiuntura negativa è stato per il nostro territorio il comparto metalmeccanico. A questa contrazione, ha risposto in modo meno severo il “sistema moda” di Carpi, che pur avendo scontato da anni un forte ridimensionamento della filiera ha saputo trasformare la propria struttura da produzione di maglieria in una più qualificata offerta investendo sulla qualità del prodotto, sul marchio, sulla internazionalizzazione, sul marketing e sulla distribuzione. Nonostante tutti gli sforzi messi in campo da enti locali, associazioni sindacali ed imprese, dobbiamo purtroppo registrare un aumento della popolazione adulta disoccupata, che spesso è femminile, ed una difficoltà al primo ingresso nel mercato del lavoro da parte di quella giovanile. E’ di tutta evidenza che laddove si insinuano processi di forte contrazione economica, quindi perdita di occupazione diffusa e difficoltà di reinserimento lavorativo, si vengono a registrare anche dei disagi a livello sociale, con una accentuata richiesta di aiuti per i bisogni primari alle strutture pubbliche, primo tra tutti il comune di riferimento. Il nostro ente si è attivato su diversi tavoli per condurre a termine proposte e strumenti utili a far fronte ad una emergenza economica grave, che ha coinvolto o meglio travolto diverse centinaia di famiglie e imprese del territorio. In questo senso sono da leggere i rapporti istituzionali tenuti con Regione, Provincia, Camera di Commercio, mondo del credito e Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, attivando percorsi e strumenti di specifica competenza per ogni ambito d’azione. Non è mai venuto meno un confronto continuativo tra amministrazione comunale e le realtà produttive del territorio, comprendendo tra queste tanto le singole aziende, quanto le associazioni sindacali di rappresentanza.
Il prodotto della crisi economica, che partendo da una crisi finanziaria si è presto tradotta in una crisi del sistema produttivo, ha portato come si diceva una congiuntura economica dalle conseguenze pesantissime. Una delle strade possibili per il rilancio del sistema, anche in sede locale, poteva essere l’investimento della pubblica amministrazione in infrastrutture utili alla collettività. Su questo fronte si deve registrare come i vincoli perduranti di spesa imposti dal Governo, in base al Patto di stabilità, impediscono di fatto a tutti gli enti locali, compresi quelli virtuosi quale il nostro, di investire le risorse versate dai propri cittadini in strutture necessarie a dare positive risposte in servizi alla comunità. Questo vincolo e i mancati trasferimenti, hanno di fatto reso necessario ridisegnare il piano programmatico degli investimenti sul territorio e imposto notevoli sacrifici in termini di tagli ad un bilancio comunale già notevolmente razionalizzato nel corso di questi ultimi anni. Questo territorio, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali e associativi, deve continuare a farsi sentire per ottenere risposte concrete e immediate. E’ necessario continuare una azione di programmazione territoriale congiunta e per obiettivi fra tutti i soggetti che, ognuno per l’ambito di competenza, realizzano azioni di governo sul territorio. Lo Stato e la Regione, che hanno competenza in materia in modo particolare, devono trovare maggiori risorse per il sistema economico dei distretti.
Soprattutto per le persone e le imprese esistono emergenze contingenti cui far fronte nell’immediato, e allo stesso tempo gettare delle basi per lo sviluppo di prospettive. Si ritiene che l’investimento in politiche concrete alle richieste delle persone e delle imprese serva per qualificare e perfezionare le professionalità esistenti sul mercato del lavoro o in ingresso e allo stesso tempo rilanciarlo. Nell’immediato occorre che il sistema pubblico e privato territoriale si concentri al fine di coordinare gli aiuti alle famiglie in difficoltà, per favorire l’arrivo dei fondi per la cassa integrazione, per aumentare il livello di fiducia delle banche nei confronti dei cittadini e delle imprese sui temi: mutuo, affitto, liquidità, credito. L’impegno deve proseguire poi per rispondere alle categorie professionali non supportate da aiuti. Occorre inoltre aumentare gli interventi formativi mirati a tutte le categorie di persone: inoccupati, disoccupati, mobilità, cassintegrati, handicap, immigrati, titolari di partita Iva, artigiani, imprese individuali, co.co.pro e fra queste categorie un riguardo particolare a quelle più deboli, donne e giovani.

Azioni e proposte per lo sviluppo

Occorrerà sempre più intervenire con la formazione per la qualificazione e l’aggiornamento degli addetti, per fare in modo che il territorio resti sempre competitivo: iniziative dedicate all’aggiornamento dei lavoratori e cassa integrati e alla qualifica o riqualifica di quelle persone che si trovano in situazioni di non occupazione e azioni per avvio di nuove imprese. Le attività economiche sono e saranno anche in futuro sempre più costrette a continui cambiamenti di posizione nei mercati e tutti devono essere messi nella condizione di rispondere alle nuove sollecitazioni, sia che si tratti di un prodotto, sia che si tratti di un processo. Occorre favorire le così dette “reti lunghe” vale a dire l’apparato di comunicazione ed informazione attraverso il quale le piccole e medie imprese del territorio muovono alla conquista di nicchie di mercato globale. Occorre, quindi, guardare alla formazione quale incubatore di sviluppo in grado di offrire, alle imprese ed ai lavoratori, alcuni strumenti di valutazione del proprio stato, ricercando le strade per farlo andare avanti per stadi di miglioramento continuo. Una formazione, quindi, che punti su ciò che il nostro Paese ha ancora in abbondanza: il capitale umano. A ciò si deve necessariamente accompagnare l’integrazione dei lavoratori immigrati: è necessario promuovere processi di trasmissione delle conoscenze e dei saperi che costituiscono la garanzia di continuità per diversi settori. In sostanza Capitale Umano (professionalità) e Sociale (reti di relazioni) sempre più dovranno essere l’orizzonte entro il quale consolidare attività economica e saper fare.
La proposta formativa sviluppata negli anni nel territorio, ancorata alle specificità produttive del distretto come nel caso del tessile abbigliamento, deve essere ulteriormente valorizzata. Iniziative di istruzione formazione tecnica superiore, formazione superiore, formazione integrata con la scuola di Stato attraverso percorsi di istruzione formazione professionale nell’obbligo, moduli antidispersione per i ragazzi dei primi anni delle Scuole secondarie di secondo grado, orientamento ai settori dell’economia locale per i ragazzi della Scuola secondaria di primo grado devono essere azioni costantemente perpetuate sul nostro territorio, azioni verso le quali tutti gli organi di governo locali devono convergere per far si che il capitale umano sia strutturato e fortemente preparato per l’ingresso qualificato nel mondo del lavoro globalizzato. Non tralasciamo la qualificazione per gli adulti e per coloro che devono reinserirsi in azienda.
Quindi occorre fare sistema, sforzarsi ancor di più per programmare in modo congiunto una serie di interventi trasversali a tutti i settori dell’economia locale.

Imprese

Per le imprese il problema principale riguarda il credito e rispetto a questo la variabile tempo non è irrilevante. Riteniamo importante proseguire nell’azione di sensibilizzazione delle banche per aumentare e mantenere un alto livello di fiducia nei confronti di cittadini e imprese. Per il sostegno alle capitalizzazioni e agli investimenti delle aziende di produzione, commercio e servizi, agricoltura si provvederà nel 2011 a partecipare al fondo di garanzia volto all’abbattimento del tasso d’interesse per prestiti da Istituti di credito per un importo di 60.000 euro. Ricordiamo che nel 2009 si è provveduto alla sottoscrizione di un accordo con i Consorzi fidi sul fondo di contro garanzia teso ad ampliare la garanzia delle imprese nei confronti delle banche, con un intervento pari a 124.700 euro, mentre nel 2010 si è provveduto alla sottoscrizione di un accordo con i Consorzi fidi per partecipare al fondo di garanzia per l’abbattimento dei tassi di interesse per un importo di 60.000 euro. Prosegue l’adesione al Fondo Sicurezza, istituito dalla Camera di Commercio di Modena, che ha lo scopo di concedere contributi a favore delle imprese che intendano dotarsi di sistemi di sicurezza, come forma di deterrenza alla microcriminalità.

Commercio

A livello di pianificazione per quanto riguarda il commercio si sta provvedendo all’approvazione con la Provincia del Piano per gli insediamenti commerciali di carattere sovra-comunale che, per l’area di Carpi, riconfermando la pianificazione 2006, prevede nuove possibilità di insediamento non alimentare nelle aree adiacenti il centro commerciale Borgogioioso. Permane l’esigenza di continuare a strutturare piani di valorizzazione commerciale, anche grazie alla Legge regionale 41, al fine di promuovere il nostro centro commerciale naturale (il centro storico) completamente ristrutturato, per agevolare nuovi insediamenti e di promuovere l’esistente.
Permane l’importanza di sviluppare azioni coordinate pubblico privato per sostenere soprattutto il centro storico e la valorizzazione delle sue eccellenze, a cominciare dalla rete commerciale. Si va consolidando il lavoro svolto dal consorzio pubblico privato Con CARPI, che anche per il prossimo anno promuoverà e coordinerà importanti momenti di animazione in centro storico: dalla manifestazione DownTown night and day fino al Natale a Carpi.
Per i pubblici esercizi, si nota l’innalzamento del livello qualitativo dell’offerta in particolare per il centro storico e questo anche attraverso la ridefinizione di nuovi criteri di insediamento che puntano sulla qualità e non sulla quantità, occorre perseverare in questa direzione. Si sta lavorando ai regolamenti per la riqualificazione delle fiere e dei mercati cittadini. Si è avviata la ridefinizione di un piano generale per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, e l’approvazione di un nuovo regolamento per l’area fieristica. Grazie ad un’attività intersettoriale ed in seguito ad un profondo intervento di ristrutturazione del centro storico si provvederà a ridefinire il regolamento dell’utilizzo degli spazi pubblici e dei dehors in tutta la città. Crediamo che questi indirizzi possano essere un volano virtuoso per l’innovazione dell’offerta di servizio del commercio cittadino.

Settore manifatturiero

Per il manifatturiero punteremo alla promozione della capacità produttiva, alla creazione di reti d’impresa, agli incentivi per l’internazionalizzazione, oltre a supportare i Consorzi all’export e la loro partecipazione a fiere internazionali in collaborazione con i centri di innovazione e i consorzi per l’internazionalizzazione. Nella primavera 2011 avremo i risultati della 10a rilevazione dell’Osservatorio del distretto tessile abbigliamento di Carpi, occasione importante per valutare la nuova situazione del settore. In collaborazione con la Provincia prosegue poi l’analisi del mercato del lavoro locale, oggetto di confronto con le parti sociali, e strumento utile - soprattutto in questa fase di crisi produttiva – per la definizione di politiche attive per l’occupazione nel territorio.

Agricoltura

In agricoltura si ritiene opportuno pianificare interventi di valorizzazione della Filiera agricola locale quindi italiana e di valorizzazione delle Produzioni tipiche. Le azioni da intraprendere per raggiungere le suddette finalità spaziano dalla ricerca di finanziamenti pubblici e privati destinati a finanziare progetti di promozione delle tipicità e del territorio agricolo, alla realizzazione di eventi per favorire la promozione dei prodotti tipici locali e per attrarre sempre più un pubblico sensibile ai temi della genuinità e della tradizione enogastronomica, favorendo il consumo di prodotti a km zero.

Turismo

Si sta lavorando per essere sempre più catalizzatori di un pubblico proveniente da fuori distretto. Lo sforzo viene premiato dal riscontro in termini di presenze: nuove strutture alberghiere, nuovi bed and breakfast e affittacamere. La maggiore offerta (dai 185 posti letto del 2003 siamo passati agli attuali 435) è stata premiata con l'incremento della presenza turistica in città (dai 12.951 arrivi del 2003 ai 33.166 di oggi e dalle 23.225 notti trascorse nei nostri alberghi nel 2003 alle 60.000 trascorse ad oggi).
Forti di questi risultati si promuovono continui interventi nel settore del marketing turistico, pianificando e organizzando le attività di informazione ed accoglienza, media relations, congiuntamente con le altre realtà economiche, culturali e sociali del territorio, coinvolgendo anche il mondo imprenditoriale e locale. Con lo I.A.T. l’Amministrazione comunale ha messo in atto un sistema coordinato e pianificato di promozione della città con l’obiettivo di coniugare gli aspetti artistici, culturali ed economici della nostra comunità e di razionalizzare e valorizzare le risorse territoriali in campo turistico. In questo quadro si deve leggere la nascita ed il sostegno alla “Strada dei vini e dei sapori della pianura modenese-Terre Piane”, lungo il percorso della quale si trovano siti architettonici, aziende di produzione, luoghi di degustazione e di ristoro.
Insieme agli altri comuni della provincia che possiedono sul proprio territorio dei castelli, Carpi si è attivata per il piano di recupero, gestione, valorizzazione culturale e turistica del Circuito dei castelli, grazie al quale si riuscirà ad articolare un piano di comunicazione e di promozione territoriale incentrato su questo prezioso patrimonio. È in essere infine una attività di direct marketing nei confronti di Agenzie di viaggio, associazioni/scuole, utilizzando indirizzari differenziati codificati dall’Ufficio Turismo. È stato organizzato un database a cui vengono regolarmente inviate informazioni sulla città, gli eventi e le novità turistiche del territorio.

POLITICHE CULTURALI, GIOVANILI, PROGETTO MEMORIA

Le politiche culturali

Coerentemente con le scelte di investimento fatte nel recente passato, l’Amministrazione comunale conferma la volontà di proseguire in una politica orientata alla promozione culturale quale fattore di progresso e sviluppo della collettività, che favorisca l’aggregazione, l’integrazione e la coesione sociale, stimolando le persone ad uscire di casa, a stare insieme ed a confrontarsi in una dialettica di crescita positiva, e rendendo in tal modo la nostra città più viva e partecipata. Basandosi su queste semplici, ma fondamentali convinzioni, la politica culturale di questi ultimi anni ha visto il consolidamento degli istituti culturali cittadini che, oltre a svolgere un ruolo di traino dal punto di vista della produzione e promozione culturale, si caratterizzano ulteriormente quali luoghi di incontro e di confronto, in grado di svolgere una importante funzione socializzante.
Fatta questa premessa, la realtà con la quale è necessario misurarsi per una corretta lettura di questo bilancio è quella di assumere la consapevolezza dell’estrema difficoltà del momento storico che stiamo vivendo, sia per la gravosa situazione economico–finanziaria sia per la più generale crisi socio–culturale che sta attraversando il nostro Paese, che impongono scelte di ripensamento della nostra società, improntate alla sobrietà. In questo senso i momenti critici come quello attuale diventano in realtà occasioni per affrontare la sfida del rinnovamento, trasformando le problematicità in opportunità concrete di sviluppo, nell’ottica di crescita sostenibile ed equilibrata.
In questo contesto Carpi è già sulla buona strada: da anni, infatti, si lavora per la realizzazione di un modello culturale progettuale fondato sulla sussidiarietà, in grado di coinvolgere le forze attive del territorio in una rete di rapporti virtuosi, rispetto al quale l’amministrazione assume un ruolo di programmazione, regolazione dei processi creativi e sostegno tecnico-professionale affinché i cittadini possano autonomamente darsi delle risposte.
Un percorso che ha già dato pregevoli risultati in termini di programmazione e promozione culturale: si pensi, ad esempio, alle collaborazioni con le realtà associative locali che hanno portato la nostra città ad avere di nuovo una stagione lirica all’altezza delle aspettative, oppure al fruttuoso rapporto con il Circolo fotografico Grandangolo che approfondisce la conoscenza dei più noti fotografi contemporanei attivi sul territorio, nel 2009 con un omaggio al compianto Beppe Lopetrone, artista carpigiano di spessore internazionale, e quest’anno con una personale retrospettiva dedicata all’opera di Olivo Barbieri, anch’esso artista internazionalmente riconosciuto.
Un percorso improntato alla sussidiarietà che, se ulteriormente indagato ed approfondito, credo possa dare vita al “volontariato culturale”, inteso come strumento di sostegno e supporto solidale rispetto ai servizi culturali e, al contempo, modalità con la quale ricostruire un senso di appartenenza alla comunità, fondato sui principi fondamentali di responsabilità, partecipazione e professionalità. Una prospettiva concreta ed attuabile, che possa essere un’esperienza civile di arricchimento per il singolo e per la collettività, sperimentando nuove forme di cittadinanza attiva, in grado di rinnovare e potenziare il ruolo dei servizi culturali nella nostra città e per la nostra città.
L’opera di contenimento e razionalizzazione della spesa ha reso infatti necessaria l’assunzione di scelte che incideranno inevitabilmente anche sui servizi, rispetto ai quali si è inteso agire per la salvaguardia dell’essenzialità e dell’identità, tutelandone la mission istituzionale ed il ruolo educativo e sociale. Si sono resi inevitabili interventi di revisione degli orari di apertura, che non vanno a detrimento della fruibilità dei servizi, che rimane comunque ampiamente garantita, nel rispetto degli standard imposti dalla normativa regionale di riferimento.
Dal punto di vista della programmazione culturale si privilegeranno progettualità di medio e lungo periodo, orientate alla costruzione e al consolidamento sostenibile delle attività e delle iniziative, puntando in particolare alla messa in rete sinergica di esperienze e competenze già presenti sul territorio.
Sono confermati, anche se parzialmente rivisti nell’impianto concettuale ed organizzativo, i Festival e le rassegne “istituzionali” ormai consolidate, che costituiscono, oltre che importanti momenti di crescita ed approfondimento culturale, anche fattori positivi di promozione turistica ed economica, in grado di qualificare culturalmente la nostra città anche a livello nazionale e di promuovere importanti occasioni di aggregazione e socializzazione. Sono quindi confermati gli eventi di grande rilevanza: il Festival Filosofia, la Festa del Racconto e CTRL+C. Viene confermata anche la consueta mostra primaverile organizzata dai Musei di Palazzo dei Pio, che nel 2011, in occasione della Biennale di Xilografia, vedrà come protagonista la figura di Adolfo De Carolis. Progettata e costruita congiuntamente con il Comune di MonteFiore dell’Aso, patria natia dell’artista, e dell’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, l’esposizione circuiterà su tre sedi, sperimentando sinergie innovative, all’interno di un contesto nel quale è sempre più pregnante e fondamentale l’esigenza di fare rete e creare circuiti virtuosi, in grado di generare economie di scala. L’esigenza e la volontà di consolidare collaborazioni con altri enti ed istituzioni hanno già interessato la Festa del Racconto e CTRL+C, che dal 2010 hanno intrapreso la strada della distrettualizzazione all’interno del territorio delle Terre d’Argine, attraverso la partecipazione dei Comuni di Novi e Soliera, che sarà ulteriormente rafforzata nel corso del prossimo anno.
A fronte delle calanti risorse economiche da destinare all’attività di promozione culturale in senso stretto, sempre più fondamentale e preziosa si rivela la collaborazione ed il sostegno di sponsor e partner privati, motivati a sostenere la cultura quale fattore di crescita e coesione sociale. Si reputa però necessario indagare nuove forme e canali attraverso i quali reperire fondi, dando continuità ad un’attività di found raising maggiormente strutturata, con l’obiettivo di inserirsi innanzitutto con maggior forza nei circuiti di finanziamento provinciali e regionali, e cogliere eventuali occasioni di finanziamento determinate da bandi e progetti nazionali o europei.

Politiche giovanili

Si intende proseguire nella realizzazione di azioni volte alla promozione dell’agio ed alla prevenzione del disagio, in una logica di continuità che vede le politiche giovanili orientate a creare percorsi di costruzione dell’identità e dell’inserimento sociale. Per dare concretezza a questa intenzione occorre che, alle politiche di emergenza sociale, si affianchi in modo sempre più deciso un intervento permanente a favore dei giovani, basato su una progettualità forte, nell’ambito di una più ampia politica di formazione ed educazione permanente dei cittadini. Si deve dare continuità e ordinaria normalità a queste azioni, rifuggendo da interventi sporadici e straordinari. Proseguiranno dunque gli interventi di prevenzione del disagio giovanile, messi in campo principalmente attraverso attività di prossimità, che devono prevedere una sempre maggiore compenetrazione ed interazione con i servizi del territorio.
Per quanto riguarda invece la promozione dell’agio, importanza fondamentale sarà data alla promozione dell’espressività culturale ed artistica giovanile. A questo proposito si proseguirà nel percorso di rinnovamento del Centro Giovani Mac’é!, grazie a un maggiore coinvolgimento delle associazioni giovanili del territorio e una più intensa interazione con le gli istituti scolastici superiori. Lo Spazio Giovani deve diventare un interlocutore per la realizzazione di iniziative comuni e per la riqualificazione della propria originale capacità di proposta culturale. Nello stesso senso si lavorerà per la creazione di un legame costruttivo tra politiche giovanili e cultura: l’utilizzo degli istituti culturali della città dovrà essere ripensato anche in questa logica, avendo l’obiettivo di creare maggiore coinvolgimento giovanile in campo artistico e culturale.
Particolarmente significativo, per il 2011, sarà infine l’attuazione del progetto Carpi Indipendent Music Network, aggiudicatario di un ingente stanziamento economico a seguito di un bando emanato da ANCI Giovani e Presidenza del Consiglio dei Ministri, indirizzato a interventi a favore della produzione musicale giovanile indipendente. Il progetto è stato studiato ed elaborato dall’Ufficio Politiche giovanili con il coinvolgimento di numerosi partner, in particolare enti ed associazioni culturali che operano sul nostro territorio nel campo musicale giovanile. Finalità strategiche del progetto sono innanzitutto la promozione delle espressioni musicali indipendenti del panorama locale, nazionale ed internazionale, attraverso la programmazione di eventi culturali ed il sostegno e potenziamento delle attività formative nell’ambito della cultura musicale, attraverso laboratori e corsi. In secondo luogo si prevede un programma di rilancio delle Sale prova musicali comunali, grazie a un aggiornamento e rinnovo della strumentazione e la sperimentazione di forme gestionali innovative, con il coinvolgimento diretto dei giovani, in forma singola o associata. Infine si prevede la messa in rete delle attività e delle esperienze, attraverso l’attivazione e l’implementazione di un Forum Musica, che diventi un punto di riferimento facilitando lo scambio di informazioni, favorendo eventuali forme di collaborazione e creando una rete di conoscenze tra i giovani, così che in ciascuno possa crescere la consapevolezza della varietà delle proposte che il territorio offre.

Progetto Memoria e Fondazione Ex Campo di Fossoli

La Fondazione ex Campo di Fossoli ha raggiunto un livello di positiva crescita che la vede sempre più come soggetto autonomo rispetto all’amministrazione, ponendosi come interlocutore di riferimento nazionale ed europeo per la diffusione della memoria storica sulla deportazione e non solo. In questo senso vanno inquadrate le iniziative consolidate del Seminario internazionale di studi e del Treno per Auschwitz. Quest’ultimo, in particolare, risulta particolarmente efficace per la costruzione di una memoria attiva e consapevole: con il coinvolgimento di oltre 500 studenti a livello provinciale si configura ogni anno come una straordinaria esperienza civile ed emotiva. Il calendario della Memoria continua inoltre ad essere arricchito dai contributi e dalle elaborazioni del Comitato per la Memoria cittadino, che vede partecipi gran parte delle associazioni ex combattentistiche presenti sul territorio, la stessa Fondazione ex Campo, una rappresentanza del mondo della scuola e dell’associazionismo di volontariato quali Arci ed Università della Terza età. Esperienza questa ormai consolidatasi nel suo assetto e nella sua eterogenea attività, un motore fondamentale per la realizzazione di approfondimenti culturali e storici, oltre che celebrativi. Nel 2011, in particolare, dopo il successo della prima edizione del 2010 che ha registrato la presenza all’ex Campo di Fossoli di oltre duemila persone ed oltre seimila al concerto in Piazza Martiri, si intende replicare l’esperienza di “Materiali Resistenti”, confermando l’impegno nel rilanciare l’attenzione sui temi della memoria, con particolare attenzione alle giovani generazioni. L’evento di quest’anno prevede un programma di due giorni, organizzato e promosso congiuntamente dai Comuni di Carpi e Correggio e dalla Fondazione Ex Campo di Fossoli, in collaborazione con ANPI e ARCI. Nel 2011 ricorre inoltre il 150° anniversario dell’Unità di Italia: anche la nostra città parteciperà attivamente al fitto ed articolato programma di celebrazioni, che vedrà momenti più strettamente istituzionali e formali alternarsi ad appuntamenti dedicati alla riflessione su problemi aperti della nostra società, rispetto alla questione dell’identità nazionale. Di particolare rilevanza è il progetto “Tutta mia la città. Adottiamo un monumento”, promosso dalla Presidenza del Consiglio del Comune con il coinvolgimento diretto degli Istituti culturali, ed esteso a tutti i comuni dell’Unione Terre d’Argine, che coinvolge attivamente le scuole e gli studenti in un lavoro di ricerca e di elaborazione da cui scaturisca una riflessione sulla nostra storia.
Dal punto di vista strettamente culturale, s’intende infine sviluppare un articolato itinerario di riscoperta dei 12 principi fondamentali della Costituzione Italiana, rivolto a tutta la cittadinanza e atto a favorirne la conoscenza e ad attualizzarne il contenuto, utilizzando diverse forme espressive e comunicative. Tale percorso sarà costruito in collaborazione con i comuni delle Terre d’Argine.

CENTRO STORICO, PATRIMONIO STORICO ARTISTICO

Nonostante la flessione degli investimenti pubblici prosegue l’attività di conservazione e promozione del nucleo centrale della nostra città, che ha portato in questi anni alla sua completa riqualificazione; ad oggi diversi infatti sono gli interventi avviati, anche attraverso il reperimento di finanziamenti pubblici e privati. Con una concessione cinquantennale l’Agenzia del Demanio ha formalmente consegnato al Comune il Torrione degli Spagnoli e, da una prima verifica tecnica sul suo stato di conservazione, è emersa la necessità di un primo intervento di somma urgenza per sistemare gravi lesioni alla copertura. Parallelamente durante l’anno si eseguiranno indagini diagnostiche propedeutiche alla progettazione di un intervento di restauro completo volto a conservare e valorizzare questa parte del complesso di Palazzo dei Pio rimasta fin ora esclusa dal processo di riqualificazione di questi ultimi anni. Nel Torrione è infatti prevista, come da progetto di massima allegato alla concessione demaniale, la localizzazione di funzioni a supporto alle diverse attività che si svolgono nel Palazzo dei Pio.
Nel prossimo anno si potrà inoltre dare inizio alla progettazione della Pinacoteca cittadina prevista nell’ala sud – Stanze del Vescovo - di Palazzo dei Pio, nei locali che un tempo erano utilizzati dalla Biblioteca: con un finanziamento regionale si potrà iniziare il restauro di Sala Manuzio, che seguirà i tempi d’erogazione dei fondi. Sempre nel 2011 sarà completato il restauro dell’affresco denominato “il Guerriero” che potrà essere poi inserito nel percorso museale visitabile.
A Palazzo dei Pio sono previsti nell’anno prossimo altri due interventi: uno volto a ripristinare il decoro degli intonaci parietali del Museo monumento al deportato politico e razziale, limitando il degrado delle iscrizioni in bassorilievo, e l’altro per migliorare la razionalizzazione degli spazi del sottotetto, per renderli funzionali ad accogliere il deposito di parte del materiale degli istituti culturali. Sono previsti inoltre alcuni acquisti e lavori anche nella Biblioteca Il Falco Magico per adeguare il sistema di prestito a quello già collaudato nella Biblioteca multimediale Loria (RFID), per migliorare il comfort dei locali nei mesi estivi e per rendere più funzionali alcune sezioni rendendo meglio accessibile al pubblico il crescente patrimonio librario.
Entro il primo semestre del 2011 sarà concluso anche l’intervento di restauro della Torre Campanaria della Sagra, reso possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che sta interessando soprattutto le murature esterne danneggiate dal tempo e dagli agenti atmosferici, garantendone una maggiore sicurezza e stabilità.
Verrà completato il primo stralcio dei lavori di recupero della Sinagoga settecentesca, posta nel locale sottotetto dell’edificio di via Rovighi, attuale sede della Fondazione Ex Campo di Fossoli, mentre per il secondo stralcio si dovrà attendere un ulteriore finanziamento previsto per il 2012. L’intervento complessivo ha come obiettivo la riapertura al pubblico per la visita a piccoli gruppi di questo spazio che si trovava in stato d’abbandono da molti anni riconsegnando alla città un importante testimonianza della presenza storica sul nostro territorio della comunità ebraica. E’ previsto un intervento, di assoluta necessità, sulla copertura lato nord del Teatro Comunale, essendo ormai trascorsi circa trent’anni dall’ultimo complessivo intervento di restauro. Con esso si sistemerà anche l’area cortiliva pavimentata danneggiata con avvallamenti in più punti. L’intervento è da considerare in stretta relazione con quello di riqualificazione del rialzato di Piazza Martiri, che costituisce la prima concreta risposta all’esigenza di dare una nuova caratterizzazione alla piazza più importante della città. Con questi interventi e con i contributi ai proprietari privati per il restauro dei portici questa amministrazione continua a perseguire l’obiettivo non secondario di creare i presupposti per uno sviluppo dei luoghi del centro storico più cari ai carpigiani attraverso una migliore caratterizzazione degli gli spazi d’incontro per dare nuovo impulso alle attività commerciali e di promozione turistica della nostra bella città.

Sempre in questa visione, per migliorare l’accesso al centro ed aumentarne le possibilità di sosta, è in previsione la realizzazione di un parcheggio interrato nel Piazzale della Meridiana, attraverso il coinvolgimento di investitori privati, con la finalità di ridisegnare l’attuale parcheggio. Si completerà nell’anno 2011 l’intervento sulla Casa di Mamma Nina che ha lo scopo di mantenere in efficienza l’edificio storico che da sempre ha costituito la sede dell’opera di Mamma Nina, iniziata nel dopoguerra, e portata avanti ora dalla Pia Fondazione con l’intento di promuovere, nell’attuale contesto sociale, una cultura di accoglienza e di sostegno ai soggetti considerati più deboli promuovendone l’integrazione. I lavori riguarderanno principalmente l’adeguamento della struttura alle attuali norme per la prevenzione incendi e l’installazione di un ascensore che permetta l’accesso ai disabili o alle persone con difficoltà motorie. L’intero intervento è finanziato con un contributo della Regione Emilia-Romagna e della Pia Fondazione Casa della Divina Provvidenza.
Proseguiranno poi alcuni interventi di manutenzione straordinaria sul patrimonio comunale volti a mantenerlo ad un buon livello di efficienza e funzionalità. Nell’antico convento di S. Rocco ad esempio si concluderanno i lavori per l’adeguamento degli spazi resi disponibili dalla Fonoteca e Videoteca ed ora utilizzati dall’Assessorato alle politiche culturali che comprendono anche l’adeguamento degli impianti esistenti agli standard di sicurezza e comfort ambientale moderni oltre che la sostituzione dei corpi illuminanti ormai obsoleti nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza. Inoltre sono stati individuati come prioritari per il 2011 i lavori di manutenzione straordinaria della copertura del centro L’Abbraccio e l’adeguamento del Centro di Borgofortino per i nuovi utilizzi socio-assistenziali a cui verrà destinato. Durante l’anno dovranno essere eseguite anche le verifiche di sicurezza in termini di resistenza sismica negli edifici pubblici strategici, secondo le prescrizioni dettate dalle nuove norme tecniche sulle costruzioni, a cui tutti gli enti pubblici devono sottostare.

INFRASTRUTTURE E LAVORI PUBBLICI

Opere pubbliche

Nel corso del 2010 per quanto riguarda le opere pubbliche sono stati completati i lavori che hanno interessato via Cavata. Inoltre è stato approvato il progetto definitivo per l’allargamento di via Griduzza nell’asse che collega via Cavata con la Bretella 12 luglio 1944. Altra opera in via di ultimazione è la realizzazione dell’Ostello di via Don Minzoni all’interno dell’area del parco Papa Giovanni Paolo II.

Piste ciclabili

Nel mese di ottobre sono stati consegnati i lavori per la realizzazione della Pista ciclabile Due Ponti, inoltre è stato dato inizio ai lavori del secondo stralcio della Pista ciclabile di Fossoli. Sono stati aggiudicati i lavori per la realizzazione della Pista ciclabile di Migliarina, che avranno inizio nei primi mesi del 2011.

Edilizia scolastica

Per quanto riguarda nuove costruzioni, manutenzioni straordinarie e forniture di arredi a favore degli edifici scolastici possiamo in estrema sintesi ricordare quanto segue. In primo luogo gli interventi realizzati e recentemente conclusi dove spicca la conclusione della costruzione e l’avvio delle lezioni da settembre 2010 nel Polo scolastico Balena Blu (a 5 sezioni) di Cibeno. La struttura, che verrà ufficialmente inaugurata nel 2011, presenta aspetti tecnici, architettonici e funzionali particolarmente innovativi ed è in grado di accogliere oltre 120 bambini. Si sono poi realizzati interventi di manutenzione straordinaria nelle scuole d’infanzia “Chiocciole”, “Peter Pan” e “Cortile”, oltre che nelle scuole Primarie “Verdi” e “M. Fanti”. E’ continuato il monitoraggio della progressiva attuazione di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria prevista dai piani di adeguamento dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) di tutti gli edifici scolastici dell’Unione.
Passando alle previsioni e alla programmazione per l’anno 2011 posso ricordare la prosecuzione dei lavori per la costruzione della nuova scuola primaria a Santa Croce (spesa di 2.5 milioni di euro, previsione fine lavori settembre 2011), l’attivazione ed esecuzione di lavori per la nuova scuola Secondaria di primo grado di Cibeno e opere connesse (sede della Direzione didattica, auditorium polifunzionale e palestra) per una spesa di circa 8 milioni di euro, parte dei quali finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi (la fine dei lavori è prevista per settembre 2012).


Protezione Civile

Per ciò che riguarda le attività di Protezione Civile nel corso dell’anno è partito il progetto La Protezione Civile va a scuola, che ha come finalità quella di avvicinare i giovani alle problematiche che in caso di emergenza possono coinvolgere la nostra comunità. Sono stati attuati poi percorsi formativi per il personale interno per il rischio idraulico e modificati anche i sistemi di allertamento per migliorare i tempi di intervento nei casi di assistenza alla popolazione civile a fronte di eventuali eventi di calamità naturale.

Polizia Municipale

Nel corso dell’anno sono state attuate varie campagne di sicurezza stradale tra le quali la sensibilizzazione per la prevenzione della guida in stato di ebbrezza, la guida con il telefonino, tutela degli utenti deboli della strada, alta velocità e controlli sull’autotrasporto. Queste iniziative sono state eseguite durante tutto il corso dell’anno e sono state attuate sia attraverso momenti informativi, che attraverso attività di controllo. Sul tema della sicurezza urbana sono stati avviati i progetti di via Lago di Bolsena che prevedono interventi di mediazione sociale all’interno dell’edificio e il progetto “Nuove regole di vivibilità urbana” per l’acquisto di strumentazione tecnica finalizzata ai controlli. Per quanto riguarda la sicurezza urbana sono stati intensificati i controlli sulla presenza dei cittadini irregolari nei laboratori artigianali, incrementato i controlli sul transito dei nomadi sul nostro territorio e sono stati rafforzati i servizi di vigilanza e controllo in occasione di manifestazioni ed eventi particolari, anche grazie alla fattiva collaborazione tra la polizia urbana, gli assistenti civici della protezione civile e le forze dell’ordine. Nel corso dell’anno inoltre è stato approvato il nuovo Regolamento di Polizia Urbana.

Sport e Benessere

Sono proseguiti nel corso dell’anno l’adeguamento delle convenzioni in essere alla Legge Regionale 11/2007. Per quanto riguarda l’organizzazione delle iniziative dell’Assessorato vanno ricordati il Premio Carpi Città dello Sport, la manifestazione Danza tra Arte e Sport, il convegno Percorsi di Benessere e la Festa delle Promozioni, a conclusione di un anno sportivo che ha visto primeggiare la nostra città nelle varie discipline. Sono stati eseguiti interventi di manutenzione e miglioramento dell’impiantistica sulle strutture comunali. Per quanto riguarda infine il nuovo impianto natatorio il progetto definitivo è in attesa di ricevere i pareri degli enti interessati e sarà presentato in Consiglio comunale per la sua approvazione entro i primi mesi dell’anno prossimo, facendo così partire l’iter per la concreta costruzione dell’impianto.

Mobilità e Trasporto

E’ stato presentato in Consiglio Comunale il Piano Generale Urbano del Traffico, che dopo la sua presentazione in città ha completato l’iter burocratico per poi essere portato nuovamente in Consiglio comunale per la sua approvazione definitiva. Continueranno anche per il prossimo anno i servizi Prontobus, C’entro in Bici e Taxi anch’io.

POLITICHE DEL TERRITORIO

Urbanistica

La crisi del settore edilizio continua a farsi sentire sul nostro territorio. Se analizziamo i dati sugli oneri di urbanizzazione, si evidenzia che questi si sono attestati nel 2010 attorno ai 3 milioni di euro segnando un calo di oltre 6 milioni rispetto al 2008. Questi dati si traducono in una diminuzione di circa 60 milioni di euro di investimenti nel settore edile nel nostro territorio, con una conseguente crisi occupazionale ed imprenditoriale nel comparto e nell’indotto. Nel corso del 2010 ci eravamo posti l’obiettivo di aggiornare il PRG attraverso l’adozione del Piano Strutturale Comunale, da realizzarsi in collaborazione con il Comune di Novi, ma per problemi di diverso tipo abbiamo rivisto tale proposito, andando verso un adeguamento normativo attraverso le procedure previste per lo spacchettamento del PRG vigente. Vorremmo inserire, attraverso questo strumento, alcune scelte ambientali, col proposito di consumare meno energia e meno territorio, oltre a dotare Carpi di nuove aree verdi, parchi e boschi. In accordo con i quattro comuni dell’Unione, si è confermata la scelta di nominare la prossima Commissione Qualità Architettonica e Paesaggio in seno all’Unione delle Terre d’Argine. Con questa scelta si pensa di iniziare un percorso che dovrà portarci all’armonizzazione dei regolamenti edilizi-urbanistici per arrivare sostanzialmente a scelte comuni ed organiche tra i quattro enti. Nel quadro degli adeguamenti degli strumenti di governo del territorio, nel 2011 si avrà l’aggiornamento del Piano delle piste ciclabili e l’approvazione di un nuovo Piano del Verde.
Si dovranno poi integrare anche le norme di salvaguardia attualmente garantite dal Censimento del verde tutelato e dal Regolamento Edilizio. Sulla gestione del nostro patrimonio verde, il proposito è quello di attuare una vera politica di sussidiarietà che ci permetta di mettere a valore le tante energie positive presenti in città, come il volontariato e i comitati di quartiere. Alcune realtà di questo tipo, già dal prossimo anno, avvieranno un percorso di gestione in modo autonomo pur coordinato dal nostro servizio comunale, del verde di quartiere o della frazione di riferimento.

Ambiente

Sistema ciclo rifiuti ed igiene del territorio

Sul tema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, il nostro territorio si è caratterizzato come “distretto del riciclo”. Tanto basti il dato della raccolta differenziata, che si attesta al 57%, collocandoci al 6° posto assoluto tra i comuni più virtuosi in provincia di Modena, e tra i primi 4 comuni del centro-nord con popolazione superiore ai 50mila abitanti. Questi dati di raccolta sono frutto del sistema del “porta a porta” come strumento per una migliore gestione dei rifiuti urbani. Rimangono per ora esclusi da questo servizio alcune zone, come il centro storico e le frazioni. Considerando le caratteristiche peculiari di queste aree, si è deciso di dedicare un percorso ad hoc per individuare le migliori modalità volte ad attivare anche in tali aree la raccolta differenziata relativa al “porta a porta”. Proseguirà poi l’impegno dell’Amministrazione, in collaborazione con AIMAG e GEV, nella bonifica delle micro-discariche abusive segnalate in ambito urbano ed extra-urbano, nonché nelle attività di controllo in collaborazione con le associazioni zoofile presenti sul territorio degli animali randagi e degli insetti dannosi.

Aria

Anche per il 2011 Carpi ha aderito al protocollo d’intesa con la Regione sui provvedimenti di limitazione al traffico, che avrà validità biennale. Tale protocollo ci permette, con azioni concrete e radicate nel tempo, di attuare politiche di riduzione dei livelli di inquinanti presenti nell’aria. Sempre grazie a questo protocollo abbiamo avuto accesso a finanziamenti utili per la conversione delle autovetture private da benzina a carburanti ecologici, quali gas metano e Gpl, oltre che a contributi per la realizzazione di rotonde e per l’estensione della rete ciclo-pedonale. Nel 2011 potrebbero essere confermati i finanziamenti per le trasformazioni dei veicoli, con estensione all’installazione dei filtri antiparticolato sui mezzi diesel commerciali. Tuttavia crediamo che la logica dei divieti e dei blocchi vada superata ed auspichiamo che le linee guida approvate con la legge 155 del 2010 ci consentano di raggiungere questo traguardo. Ricordo comunque che i blocchi del traffico hanno dato una positiva risposta nella gestione dell’emergenza, permettendo, ad esempio, alla nostra regione di essere tra quelle che hanno visto rinnovarsi in modo estremamente significativo il proprio parco auto pubblico e privato, e la presenza di un parco mezzi a doppia propulsione (benzina e Gpl\metano) in percentuale più alta rispetto ad altre realtà.

Acqua

Impegno di questa amministrazione sarà diffondere una maggiore consapevolezza sull’uso dell’acqua pubblica in quanto prassi più economica e ambientalmente più sostenibile. Questo impegno sarà realizzato attraverso scelte ed azioni concrete come ad esempio collocare la prima “casetta dell’acqua” a libera fruizione dei cittadini, ed ancora dotare le sedi di rappresentanza del nostro Comune di erogatori a libera fruizione in cui sarà possibile bere acqua fresca, gassata e naturale.

Energia

Sui temi legati al risparmio energetico e all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili si è concretizzato l’impegno che avevamo preso con Aimag per la costruzione di due impianti fotovoltaici sui tetti di due scuole cittadine. E’ in corso la predisposizione di un bando, in seno all’ Unione delle Terre d’Argine, per la realizzazione di campi fotovoltaici, nonché la copertura di parcheggi ed edifici pubblici. Questo investimento ha un duplice obiettivo: produrre in modo eco-sostenibile energia ed alleggerire i bilanci degli enti attraverso il contributo del Conto energia. Sempre nell’ottica di una maggiore attenzione ai temi energetici, è nostro proposito lavorare ad un “Ufficio energia” di ambito intersettoriale, con l’obiettivo non solo di ridurre i consumi e migliorare gli standard energetici degli edifici pubblici, ma anche di costruire sinergie con il territorio per rendere più efficienti anche gli edifici privati, attraverso una più stretta collaborazione con l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena.

POLITICHE SCOLASTICHE E PARI OPPORTUNITA’

È terminato il quarto anno di gestione in Unione dei servizi scolastici, e le riflessioni sui risultati di bilancio di questa gestione sono intrisi di soddisfazione e amarezza. Soddisfazione perché si vede la piena maturazione del frutto di una scelta, l’Unione, che ha portato un reale miglioramento della gestione e dei risultati. Amarezza perché ci vediamo scippare il frutto maturo al momento di coglierlo. Avevamo scelto di riorganizzare per reinvestire in sviluppo e ci troviamo a coprire con le economie i tagli fatti dai ministri Tremonti e Gelmini.
Il processo di trasferimento in Unione, ampiamente contrastato dall’opposizione in Consiglio comunale, ci ha visti impegnati già nella prima fase ad una riorganizzazione che ci consentisse di dimostrare l’economia di sistema, pur tutti sapendo che nessuna riorganizzazione riesce a ridurre le spese nella prima fase. In effetti sia gli incentivi al personale educativo richiesti dalla contrattazione nei primi due anni, sia le stabilizzazioni dell’educatrici precarie e il riconoscimento delle progressioni professionali, hanno segnato un aumentato dei costi. Questo ha reso meno evidente la qualità della riorganizzazione in quanto ciò che veniva risparmiato con scelte organizzative era nascosto dall’aumento dei costi di personale: infatti siamo stati criticati perché non si era diminuita la spesa. A questo si è aggiunto lo sforzo necessario per aumentare i servizi per far fronte ad un costante aumento demografico, pur mantenendo invariata la percentuale di risposta. Senza parlare poi della miglior qualità dei servizi erogati in una logica di uniformazione sul territorio dell’Unione.
Dopo aver fatto fronte alle fatiche iniziali, ora eravamo in condizione di utilizzare le economie per una politica di sviluppo dei servizi; si intendeva per esempio ampliare l’offerta sui nidi, ma la politica del decreto 78, che considera tutto questo fonte di spreco, ci ha drenato tutto quanto eravamo in grado di ridistribuire in maggiori e migliori servizi, mettendoci così nella difficile condizione di ridisegnare i servizi per “mantenere” anziché per migliorare. Se confrontate i trasferimenti per la scuola da Carpi all’Unione, escludendo le quote capitale prestiti che sono servite per le nuove scuole programmate di Santa Croce e Cibeno, potrete rendervi conto che nel 2008, 2009 e 2010 queste si aggirano sempre intorno ai 9 milioni e 750 mila euro, mentre se guardate la popolazione scolastica che ha usufruito dei servizi nello stesso periodo, anche solo nella fascia zero cinque anni, vedrete che abbiamo dato accesso ai servizi a 255 bambini in più, quindi con più agevolazioni al nido e quattro sezioni di scuola d’infanzia in più.
Nella fascia delle Primarie invece sono stati 93 i bambini in più che hanno usufruito di mensa e trasporti forniti dal Comune, mentre le classi che erano 142 nel 2007/08 invece di aumentare di quattro sono rimaste 142 anche quest’anno, per effetto dell’aumento del numero di alunni per classe. Vale a dire che lo Stato non aumenta gli organici, ma i servizi pagati dai Comuni (mensa e trasporti) sì. Ugualmente nella fascia della Secondaria di primo grado gli alunni sono aumentati di 257 unità, e le classi in più sono state 10. Nella scuola di base i ragazzi diversamente abili sono passati da 100 del 2007 a 121 oggi e coi tagli agli organici statali di sostegno il personale educativo fornito dall’amministrazione è aumentato da 30 a 52 unità.
Si ricorda che per le funzioni delegate (refezione, trasporto, prescuola, funzioni miste, etc.) Carpi spende circa 2,6 milioni di euro.
Per aumentare i posti nella fascia dell’infanzia, abbiamo utilizzato tutto il ventaglio delle possibilità:
nuove proposte utilizzando la formula dei voucher e intercettando finanziamenti del fondo Europeo,
sussidiarietà pubblico/privato ampliando le convenzioni coi diversi soggetti presenti sul territorio (Fism, cooperative, e gestori privati per i nidi), richiesta d’intervento dello Stato per la scuola d’infanzia. Certo che se lo Stato ci avesse garantito la sezione stabile chiesta da due anni, invece del solo insegnante e con incarico annuale, avremmo potuto ampliare l’offerta sul nido, ma in assenza di certezze abbiamo scelto di mantenere il 100% degli accessi sulla scuola d’infanzia garantendo noi le due insegnanti a completamento della sezione antimeridiana concessa, e con l’apertura di nuove sezioni con l’ormai nota Balena Blu. Per quanto riguarda il nido siamo riusciti, anche con una diversa organizzazione del servizio, a migliorare l’incontro fra domanda e offerta ed abbiamo esaurito entro novembre le graduatorie d’attesa nella fascia dei piccoli, mentre permangono 85 domande nella fascia medi e grandi. Abbiamo raddoppiato i posti voucher portandoli a 30 e questo ci ha consentito di scorrere più velocemente la graduatoria: già a fine novembre abbiamo raggiunto l’84% di risposta sulle domande con un aumento del 15% rispetto al 2009. Il rapporto degli iscritti rispetto ai residenti è ora del 39% Ricordo che i parametri previsti dal Trattato di Lisbona ci chiedevano il 33% per il 2010, e che la percentuale nazionale è intorno al 12% e quella regionale al 27%.
I minori trasferimenti diretti dallo Stato, uniti soprattutto all’incertezza anche di quelli previsti, ci impediscono di lavorare con serenità. Un esempio per tutti è stato quanto avvenuto in merito ai trasferimenti per le scuole private, che hanno visto svanire senza preavviso e a scuole chiuse 115.500 euro per le scuole d’infanzia sia comunali che paritarie Fism. Va qui precisato che Carpi da sola impegna 390.000 euro per il sostegno alle scuole di infanzia Fism.
Ora il Governo ha promesso il ripristino del trasferimento per il prossimo anno, ma fino a quando, visto che quest’anno li aveva previsti fino a giugno e li ha cancellati ad agosto? Questa operazione ci ha assorbito più di quanto risparmiato dalla diversa organizzazione dei centri estivi annunciata in occasione dello scorso Bilancio.
Già nel prossimo settembre serviranno altri posti nelle scuole d’infanzia e riempiremo definitivamente gli spazi nuovi creati alla Balena Blu, nonostante le quattro sezioni in più previste nell’attuale anno scolastico, con una copertura del 98% dei residenti e del 100% dei richiedenti. L’Europa ha fissato come obiettivo il 90%.
In queste condizioni d’incertezza dicevo, siamo stati costretti a rivedere le tariffe applicate e, per quanto riguarda la scuola d’infanzia, ad attuarne l’applicazione ad anno solare anziché ad anno scolastico. Diversi comuni a noi vicini attuano politiche tariffarie differenti fra scuole comunali e statali e applicano rette più alte e differenziate per scaglioni di reddito ISEE. Noi, pur ritoccando le rette, confermiamo la scelta politica di sussidiarietà e comparabilità dell’offerta, per cui manteniamo la stessa tariffa sia per le scuole comunali che per le scuole statali. Non vogliamo che attraverso la retta si introducano meccanismi di preselezione della classe sociale, per cui chi può spendere meno va dove la retta è più bassa. Così come manteniamo il criterio della retta individuale proporzionata all’ISEE familiare con agevolazioni crescenti per chi ha più di un figlio. Inoltre, in ossequio al principio di equità e redistribuzione del reddito, dovendo ritoccare le rette minime, abbiamo tutelato le fasce di reddito medio/basso portando il livello ISEE al quale si applicava la tariffa minima da 7.500 fino a 9.000 euro, e mentre prima la massima partiva da 22.000 ora partirà da 26.000 euro, introducendo uno scalino intermedio che consente di far cadere fra 20.000 e 26.000 euro d’ISEE l’aumento. In sintesi chi avrà il ritocco maggiore avrà 40 euro d’aumento circa da gennaio a giugno e chi è al di sotto gli 11.000 euro di ISEE dovrebbe rimanere a retta invariata o diminuire lievemente.
Per le rette dei nidi e degli altri servizi (trasporti, refezione, prolungamenti ecc) abbiamo invece fatto la scelta di applicare la variazione tariffaria con l’inizio dell’anno scolastico cioè dal 1° settembre 2011. Questo per la particolarità del servizio che vede coinvolta un’utenza quantitativamente minore, ma più esposta ai contraccolpi della crisi, unitamente alla valutazione, necessariamente diversa, dell’impatto della retta di nido sullo stipendio rispetto a quella largamente inferiore della scuola d’infanzia. Pur mantenendo gli stessi criteri guida di equità e redistribuzione e comparando le nostre rette con gli altri comuni della regione. Ricordo inoltre che negli ultimi due anni non abbiamo applicato agli utenti neppure l’adeguamento Istat, mentre abbiamo dovuto far fronte all’adeguamento dei nostri fornitori.
Sarà nostra premura inoltre ritoccare il regolamento interno, al fine di migliorare l’efficacia dei controlli su chi tende ad aggirare un’equa compartecipazione ai costi dei servizi offerti.
Lasceremo invariate le rette per i centri estivi perché, dopo la modifica apportata lo scorso Bilancio, possiamo dire con soddisfazione d’aver raggiunto l’obiettivo prefissato. Abbiamo avuto richieste per otto sezioni a luglio 2010 rispetto alle 18 del 2009. La nuova organizzazione settimanale e l’aumento del contributo chiesto alle famiglie hanno funzionato come filtro e ci hanno consentito il risultato politico di raggiungere la soddisfazione del bisogno delle famiglie in difficoltà organizzative facendo sopportare alla comunità, e quindi al Bilancio, solo i costi strettamente necessari. Abbiamo agito sulla doppia leva: diminuire le uscite e aumentare le entrate, ma garantendo il servizio a chi era in difficoltà.
È lo stesso criterio che ci ha portato a sospendere il servizio offerto dal Labò a partire da gennaio 2011. L’aumento demografico ci porta ad offrire servizi i cui costi ci rimarranno in carico per diversi anni, ma la contemporanea riduzione dei trasferimenti ci costringe a trovare soluzioni che non siano ‘tampone’ per un anno, ma che ci vedono in realtà sostituire un servizio con un altro. In buona sostanza il personale educativo e le spese di gestione di un laboratorio altamente qualificato e apprezzato sul territorio compenseranno le spese per le prossime sezioni aggiuntive. Per altro anche l’obbligo di ridurre dell’80% le spese per incarichi sostenute nel 2009 (che ci consentivano i laboratori creativi a servizio dell’infanzia ed i progetti di qualificazione didattica nelle scuole primarie e secondarie) e di ridurre del 50% le spese per formazione (ad esempio aggiornamento docenti, corsi antincendio e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro) ci ha ulteriormente condizionato in questa direzione.
In questa fase risulta d’importanza strategica l’esistenza d’un accordo ormai consolidato come il Patto per la scuola. I presidenti dei Consigli d’istituto presenti alla programmazione annuale e i dirigenti scolastici ne hanno sottolineato il valore per la scuola, consapevoli dell’importanza di questa rete sia per intercettare nuove risorse sia per mantenere alta la capacità progettuale e la qualità didattica sul territorio. Confermiamo pertanto l’impegno politico e il sostegno al Patto, forse ormai unico luogo di progettazione condivisa per cogliere le sfide educative che questo tempo ci riserva. Le risorse proprie dell’ente locale, 50.000 euro, sono le uniche rimaste perché le scuole riescano ad intercettare ulteriori finanziamenti attribuiti per progetti di qualificazione pari a circa 170.000 euro (da Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi), 90.000 euro (da Regione, Provincia e altre istituzioni).
Sempre all’interno del Patto si stanno condividendo e governando localmente assieme a Provincia e Regione i cambiamenti portati all’offerta formativa in conseguenza del riordino delle scuole superiori, cercando di salvaguardare sia la continuità fra i diversi ordini di scuola, sia la rispondenza alle necessità del tessuto produttivo, degli indirizzi formativi presenti sul territorio. Si sta inoltre concordando una riorganizzazione dell’offerta formativa della fascia dell’obbligo, che intendiamo portare all’attenzione del Consiglio dell’Unione entro il novembre prossimo, che è strettamente legata alla costruzione dei nuovi edifici scolastici e che meglio garantirà la continuità e stabilità dell’offerta formativa sul territorio. Continuiamo a mantenere il sostegno all’integrazione degli alunni in situazione di handicap (personale educativo assistenziale, tutors, traduzioni e ausili braille, L.I.S., sostegno ad alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento, etc.) con oltre un milione di euro. Saremo infine impegnati nel Tavolo provinciale per l’aggiornamento dell’Accordo di programma.
Intendiamo inoltre mantenere le politiche di cittadinanza attiva che si sviluppano all’interno del capitolo città dei bambini e delle bambine. Il Consiglio dei Ragazzi ha dato prova di saper costruire senso civico e quel senso di appartenenza che è fondamentale seminare come investimento per il futuro della città. Presto avremo la possibilità di dedicar loro un Consiglio comunale, al fine di meglio valutarne l’operato: in quell’occasione ci presenteranno una guida alla città da loro prodotta e rivolta ai loro coetanei. Manterremo inoltre l’iniziativa Una città da giocare, come segno tangibile della rilevanza che ha per Carpi ciò che riguarda i bambini e le bambine.

Fondazione Antonio Zamparo

L’attività della Fondazione prosegue nel sostegno agli studenti dell’Istituto Vecchi-Tonelli che suonano nell’Ensemble di Archi Antonio Zamparo, nel premiare i più meritevoli fra coloro che si dedicano allo studio degli strumenti ad arco.

Politiche per le Pari Opportunità

Le attività programmate dall’Assessorato alle Pari Opportunità hanno la caratteristica di non essere particolarmente visibili, a parte le due ricorrenze del 25 novembre e dell’8 marzo; ma questo non significa assenza. Continuerà pertanto l’impegno di coordinamento dei soggetti aderenti al Protocollo per gli interventi in emergenza a supporto di donne che subiscono violenza, con l’obiettivo di sviluppare la rete dei servizi che sul territorio già opera al fianco delle vittime di violenza domestica e stalking e di estenderla gradualmente al territorio dell’Unione. L’Assessorato intende poi porre particolare attenzione alla prevenzione e per questo è prevista la prosecuzione del progetto formativo rivolto a insegnanti e studenti delle scuole superiori, in collaborazione con il Servizio di Psicologia dell’Azienda Sanitaria Locale. Si intende inoltre costruire maggiori sinergie all’interno dell’Unione valorizzando al meglio la Commissione Pari Opportunità delle Terre d’Argine.
Si è inoltre deciso di utilizzare la ricorrenza dell’8 marzo per valorizzare giovani attrici donne, nonché talenti locali, al posto delle compagnie normalmente scelte dall’amministrazione comunale per offrire uno spettacolo teatrale alle donne della città, il tutto col coinvolgimento diretto delle associazioni femminili UDI e CIF.

CED E STATISTICA

Il Centro Elaborazione Dati è stato parte attiva dell’opera di informatizzazione della pubblica amministrazione per il collegamento in rete delle amministrazioni e degli enti della regione. Sono stati sviluppati progetti innovativi quali il collegamento in rete delle principali piazze e luoghi per lo svolgimento di manifestazioni ed eventi culturali, il completamento del progetto di video-sorveglianza urbana con l’installazione di 34 videocamere dislocate nei parchi, nelle aree ad alta frequentazione, nelle principali vie di accesso e di scorrimento della città, e non ultimo il completamento del progetto della rete wireless Carpi-fi. A conferma del ruolo strategico del Centro Elaborazione Dati ed a suggello delle politiche concordate, il recente suo passaggio all’Unione delle Terre d’Argine darà ulteriore e nuovo impulso all’attività dei servizi informativi che già da tempo lavorano in ottica distrettuale. In questa prospettiva si è lavorato nell’anno in corso per fare in modo che il software applicativo dei Servizi Demografici sia lo stesso a partire dal 2011 in tutti e quattro i Comuni dell’Unione, consentendo di avere un’ottimizzazione sia dei risultati che delle risorse, umane e finanziarie, e registrando sensibili risparmi di spesa.
Sarà ulteriore obiettivo per il 2011 l’acquisizione di un software omogeneo volto a gestire atti amministrativi, notifiche, protocollo, albo pretorio on-line per tutti i Comuni dell’Unione, al fine di generare sinergie ed economie gestionali. Obiettivo del nuovo CED, che avrà una dotazione organica di 17 unità di personale, sarà quello di occuparsi della gestione dei sistemi e delle reti, della gestione degli applicativi perseguendo l’uniformità dei sistemi e delle procedure in uso nei quattro Comuni, continuando nella sua vocazione alla sperimentazione di soluzioni innovative. Dopo il conferimento all’Unione sarà più semplice perseguire politiche di razionalizzazione, omogeneizzazione ed innovazione, sommando ai risultati già raggiunti ulteriori successi in termini di efficienza, efficacia e razionalità.
L’Ufficio Statistica svolge invece un’attività istituzionale all’interno del sistema statistico nazionale (SISTAN) attivando censimenti, indagini a campione, sondaggi per altri uffici e servizi comunali. Nel corso del 2011 proseguiranno le attività per il completamento della rilevazione dei numeri civici e degli edifici che dovrà concludersi entro febbraio, propedeutica alla realizzazione del Censimento della popolazione previsto per ottobre. Anche questo Ufficio sarà coinvolto nel passaggio all’Unione delle Terre d’Argine, con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo all’interno del Comune di Carpi ed allo stesso tempo di messa a disposizione della propria competenza ed esperienza a servizio degli altri centri dell’Unione.

RISORSE UMANE E RAGIONERIA

Quando si parla di personale degli enti pubblici il “leit-motiv” ormai consolidato è quello del contenimento della spesa. Vorrei sottolineare il fatto che il personale che lavora qui è e rimane elemento fondamentale ed imprescindibile per il buon funzionamento della struttura pubblica e quindi per il livello dei servizi offerti al cittadino. La politica di razionalizzazione della spesa di personale del Comune di Carpi è costante nel tempo. Sono ormai vincoli consolidati quelli che impongono agli enti locali una continua riduzione delle spese di personale che non può essere considerata come elemento straordinario bensì strutturale. Tuttavia i recenti ulteriori ed inaspettati tagli del Governo fanno si che ci si trovi ad affrontare anche una situazione di emergenza. La manovra, nel confermare un’impostazione tutt’altro che federalista, impone agli enti di sostituire un dipendente ogni cinque cessati con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione e sui servizi erogati.
Dal 2008 ad oggi il personale di ruolo (cioè a tempo indeterminato) in forza al Comune, al netto dei trasferimenti all’Unione, è passato da 364 a 339 unità, mentre quello non di ruolo è diminuito da 60 a 27; nel frattempo sono state operate stabilizzazioni per 17 persone. Va anche sottolineato come all’opera di razionalizzazione messa in atto dall’amministrazione comunale siano da aggiungere i risultati ottenuti negli ultimi tre anni con l’avvio dell’Azienda Servizi alla Persona (ASP) e l’efficienza raggiunta grazie all’Unione delle Terre d’Argine. Obiettivo per il 2011 sarà quello di lavorare affinché anche i principali uffici di staff dell’ente (Settore Personale e Ragioneria) passino concretamente e formalmente a svolgere le loro funzioni strategiche e gestionali nell’ambito dell’Unione Terre d’Argine. Rimane strategica la funzione di questi settori nell’opera di gestione, rendicontazione e controllo dell’attività dell’ente, al fine di assicurare il rispetto delle norme relative al Patto di stabilità ed al contenimento delle spese. Il Servizio Tributi si conferma infine strategico nel contrasto dell’elusione collaborando anche con enti esterni (Agenzia del territorio e delle Entrate) al fine di perseguire l’obiettivo di “pagare tutti per pagare meno”.

CONSIDERAZIONI FINALI

Siamo alla vigilia del 2011, anno particolarmente significativo per il nostro paese poiché ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Non vuole essere retorica questa, ma è la celebrazione del senso di “appartenenza” che va riscoperto e rivalutato come elemento di sviluppo e prospettiva per l’intero sistema-Paese. L’appartenenza non più al solo sistema Italia, ma una contestualizzazione di respiro europeo devono essere linee guida per chiunque governi. Non è più il tempo dei campanilismi e delle chiusure, delle politiche dettate da timori, paure ed esclusioni. Nell’era del villaggio globale dove le economie sono fortemente intrecciate l’una all’altra si esce positivamente solo attraverso un confronto constante e continuo e con la conoscenza e la consapevolezza che le sfide da affrontare si giocano su un campo diverso rispetto al passato. Di fronte alle economie mondiali emergenti, l’Italia e l’Europa debbono cogliere le opportunità che queste offrono forti di quei valori che da sempre hanno contraddistinto le nostre democrazie, primo tra tutti il rispetto della persona. Temi come la democrazia, la libertà, i diritti devono rappresentare elementi per guardare al futuro forti della nostra storia, delle nostre conquiste e delle nostre peculiarità lavorando per costruire sempre più un Europa politica che aiuti questo processo. Di certo le incertezze che oggi viviamo nella gestione politica nazionale non aiutano questi processi, anzi limitano le azioni del nostro esecutivo impegnato troppo spesso a salvaguardarsi da se stesso senza definire un progetto, una prospettiva credibile per il futuro delle nostre comunità. Il percorso futuro non sarà sicuramente facile, alcuni segnali positivi si intravedono anche se la crisi globale permane e in un Paese manifatturiero come il nostro, le difficoltà si sentono maggiormente e si cresce meno di altri. Bisogna cambiare rotta, servono politiche di rilancio dell’economia che incidano positivamente sulle famiglie che diano fiato a quei segnali flebili di ripresa. Noi, per quanto rientra nelle nostre possibilità, abbiamo cercato con questo Bilancio di previsione di mantenere i servizi ai cittadini, di dare una prospettiva in una situazione generale difficile per tutti, lavorando per mantenere coesione sociale sul territorio ed opportunità. Cercando allo stesso tempo di organizzare le nostre politiche in un quadro generale più ampio che comprende gli altri comuni dell’Unione delle Terre d’Argine e collocando le nostre scelte in sintonia con quelle della Regione Emilia-Romagna, regione, la nostra, tra le più importanti d’Europa per sviluppo e qualità della vita dei propri cittadini. Per dare gambe al nostro futuro si deve continuare ad affrontare collegialmente le sfide che dobbiamo superare attraverso un coinvolgimento dei vari attori sociali presenti sul territorio. Mondo del volontariato, dell’associazionismo, della rappresentanza sindacale e d’impresa sono una ricchezza che da sempre insieme alle istituzioni hanno contribuito a tenere alta la qualità della vita. In una fase di grandi trasformazioni socio-culturali diventa fondamentale fare massa critica, ed insieme costruire il futuro.
Colgo l’occasione per ringraziare il Consiglio comunale nella sua interezza per il lavoro svolto sino ad ora, i consiglieri di maggioranza per il sostegno all’azione amministrativa, i colleghi di Giunta e indistintamente tutti i dipendenti comunali che con il loro lavoro quotidiano permettono di tradurre nel concreto l’azione amministrativa determinata dalle scelte politiche assunte.

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