Approvato con Delibera C.C. n. 194 del 21/12/1998 in vigore dal 1° Gennaio 1999
Integrato con Delibera C.C. n. 45 del 25/01/2001 esecutiva il 01.02.2001
Modificato con Delibera C.C. n. 55 del 29/03/2007 immediatamente esecutiva
Modificato con Delibera C.C. n. 15 del 24/01/2008 immediatamente esecutiva


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Regolamento
per l'applicazione della
Imposta Comunale sugli Immobili

APPROVATO CON DELIBERA C.C. N. 194 DEL 21.12.1998 - IN VIGORE DAL 1' GENNAIO 1999
INTEGRATO CON DELIBERA C.C. N. 45 DEL 25.01.2001, ESECUTIVA IL 01.02.2001.
MODIFICATO CON DELIBERA C.C. N. 55 DEL 29/03/2007, IMMEDIATAMENTE ESECUTIVA.
MODIFICATO CON DELIBERA C.C. n. 15 del 24/01/2008, IMMEDITAMENTE ESECUTIVA

Titolo I - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 - Ambito di applicazione e scopo del Regolamento
Art. 2 - Area di pertinenza del fabbricato
Art. 3 - Area fabbricabile
Art. 4 - Determinazione del valore delle aree fabbricabili
Art. 5 - Qualifica di coltivatore diretto
Art. 6 - Fabbricati di interesse storico e artistico
Art. 7 - Alloggio non locato
Art. 8 - Fabbricato parzialmente costruito

Titolo II - DICHIARAZIONE/DENUNCIA, ACCERTAMENTO E CONTROLLI

Art. 9 - Dichiarazione o denuncia
Art. 10 - Attività di controllo
Art. 11- Accertamento

Titolo III - VERSAMENTI

Art. 12 - Versamenti e riscossioni

Titolo IV - AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI

Art. 13 - Detrazioni e riduzioni
Art. 14 - Abitazione principale
Art. 15 - Immobili posseduti dallo Stato e da Enti territoriali
Art. 16 - Immobili posseduti da Enti non commerciali
Art. 17 - Pertinenze dell'abitazione
Art. 18 - Fabbricati inagibili o inabitabili

Titolo V - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 19 - Entrata in vigore
Art. 20 - Norme transitorie

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1 - Ambito di applicazione e scopo del Regolamento

  1. Il presente regolamento, adottato nell'ambito della potestà prevista dagli articoli 52 e 59 del Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, disciplina l'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili - I.C.I., di cui al Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
     

  2. Per quanto non previsto dal presente regolamento, si applicano le disposizioni di legge vigenti e, in quanto compatibili, le norme del Regolamento generale delle entrate tributarie comunali, approvato con deliberazione consiliare n. 194 del 21.12.1998.

Articolo 2 - Area di pertinenza del fabbricato

  1. Per area costituente pertinenza di fabbricato ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), del Decreto legislativo n. 504/1992, s'intende l'area che nel catasto dei fabbricati risulta asservita al predetto fabbricato.
     

  2. L'area di cui al comma 1, anche se considerata edificabile dai vigenti strumenti urbanistici generali o attuativi, costituisce oggetto di autonoma imposizione soltanto in caso di effettiva utilizzazione edificatoria.

Articolo 3 - Area fabbricabile

  1. Per la sussistenza della edificabilità dell'area, come questa risulta definita dall'art.2, comma 1, lettera b), del Decreto Legislativo n.504/1992, un’area è da considerare fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale, adottato dal Comune , indipendentemente dall'approvazione della Regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo .

Articolo 4 - Determinazione del valore delle aree fabbricabili

  1. Allo scopo di ridurre al massimo l'insorgenza del contenzioso, la Giunta comunale può determinare, periodicamente e per zone omogenee, i valori medi venali in comune commercio delle aree fabbricabili site nel territorio del Comune. Allo scopo, può costituire una conferenza di servizio, chiamando a parteciparvi i responsabili degli uffici comunali tributario e urbanistico o tecnico ed eventuali competenti esterni, anche di uffici statali. Se costituita, la Giunta ne deve sentire il parere prima di determinare i valori suddetti.

  2. Fermo restando che il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio, come stabilito dal comma 5 dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 504/1992, non si fa luogo ad accertamento del loro maggiore valore, nel caso in cui l'imposta dovuta per le predette aree risulti tempestivamente versata sulla base di valori non inferiori a quelli stabiliti con la delibera della Giunta di cui al precedente comma.
     

  3. Qualora il contribuente abbia dichiarato il valore delle aree fabbricabili in misura superiore a quella che risulterebbe dall'applicazione dei valori predeterminati ai sensi del comma 1, al contribuente non compete alcun rimborso relativamente alla eccedenza d'imposta versata a tale titolo.
     

  4. In deroga a quanto disposto nel precedente comma 2, qualora il soggetto passivo, nei due anni successivi e sempre che le caratteristiche dell'area nel frattempo non abbiano subito modificazioni rilevanti ai fini del valore commerciale, abbia dichiarato o definito a fini comunque fiscali il valore dell'area in misura superiore del 30% rispetto a quello dichiarato ai fini dell'imposta comunale, il Comune procede all'accertamento della maggiore imposta dovuta.
     

  5. Qualora il valore dichiarato ai fini fiscali risulti inferiore al valore dichiarato ai fini dell'ICI, non si da atto a rimborso per eccesso di imposta versata.
     

  6. Le norme dei commi precedenti si applicano anche alle aree relative alla utilizzazione edificatoria, alla demolizione di fabbricati ed agli interventi di recupero di cui all'articolo 5, comma 6, del decreto legislativo n. 504/1992.

Articolo 5 - Qualifica di coltivatore diretto

  1. Ai fini di quanto disposto dagli articoli 2, comma 1, lett. b), e 9 del Decreto legislativo n. 504/1992, la qualifica di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo a titolo principale deve essere confermata dalla iscrizione negli appositi elenchi previsti dall'articolo 11 della legge 9 gennaio 1963, n. 9, con assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia.
     

  2. Il pensionato, già iscritto negli elenchi suddetti come coltivatore diretto, il quale continua a coltivare il fondo con il lavoro proprio o di persone della sua famiglia, con lui conviventi e dedite in modo prevalente alla stessa attività agricola, conserva la qualifica di coltivatore diretto ai fini richiamati nel comma 1.

Articolo 6 - Fabbricati di interesse storico e artistico

  1. Per la determinazione della base imponibile degli immobili di interesse storico o artistico secondo il criterio dell'articolo 2, comma 5, del decreto legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, e qualora l'immobile sia di categoria catastale persa dalla A), la consistenza in vani di tale immobile e determinata dal rapporto tra la sua superficie complessiva e la misura convenzionale di un vano abitativo, che si assume pari a mq. 18, e, per la quantificazione del relativo valore, la rendita così risultante va moltiplicata per il coefficiente di legge stabilito per le abitazioni, qualunque sia il gruppo di categoria catastale di appartenenza.

Articolo 7 - Alloggio non locato

  1. Ai fini dell'applicazione del tributo, s'intende per "alloggio non locato", l'unità immobiliare, classificata o classificabile nel gruppo catastale A (ad eccezione della categoria A/10), utilizzabile a fini abitativi, vuota, non tenuta a disposizione del possessore per uso personale diretto e, al 1' gennaio dell'anno di imposizione, non locata né data in comodato a terzi.

Articolo 8 - Fabbricato parzialmente costruito

  1. In caso di fabbricato in corso di costruzione, del quale una parte sia stata ultimata, le unità immobiliari appartenenti a tale parte sono assoggettate all'imposta quali fabbricati a decorrere dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione. Conseguentemente, la superficie dell'area sulla quale è in corso la restante costruzione, ai fini impositivi, è ridotta in base allo stesso rapporto esistente tra la volumetria complessiva del fabbricato risultante dal progetto approvato e la volumetria della parte già costruita ed autonomamente assoggettata ad imposizione come fabbricato.

TITOLO II - DICHIARAZIONE/DENUNCIA, ACCERTAMENTO E CONTROLLI

Articolo 9 - Dichiarazione o denuncia

  1. I soggetti passivi devono dichiarare gli immobili posseduti e denunciare le modificazioni successivamente intervenute, secondo quanto stabilito dall'articolo 10 del decreto legislativo n. 504/1992.

Articolo 10 - Attività di controllo

  1. Per l'attività di controllo di cui all'articolo 6 del regolamento generale delle entrate tributarie, la Giunta comunale, con l'ausilio del funzionario responsabile del tributo, cura il potenziamenti dell'attività medesima, anche mediante collegamenti con sistemi informativi del Ministero delle Finanze con altre banche dati. rilevanti per la lotta all'evasione.
     

  2. Nel determinare il programma selettivo dell'attività di controllo di cui ai commi 2 e 3 del precitato articolo 6 del regolamento generale, la Giunta comunale tiene conto anche degli indicatori di evasione o elusione per le perse tipologie di immobili.

Articolo 11 - Accertamento

  1. Per l'accertamento della imposta si applicano le norme stabilite dall'articolo 10 del Regolamento generale delle entrate tributarie comunali. Pertanto, anche alla correzione degli errori materiali e di calcolo incidenti sulla determinazione del tributo, commessi dal contribuente in sede di dichiarazione o di versamento, nonché al recupero dell'omesso, parziale o tarpo versamento, si provvede mediante motivato avviso di accertamento.
     

  2. Quanto disposto dal precedente comma 1 si applica anche con riferimento all'attività di controllo relativa ai periodi d'imposta pregressi.

TITOLO III - VERSAMENTI

Articolo 12 - Versamenti e Riscossione

  1. In applicazione di quanto previsto dall'articolo 15, comma 1, del Regolamento generale delle entrate tributarie, si stabilisce che il Comune, previa specificazione delle modalità esecutive da stabilirsi con apposito atto, potrà prevedere, in aggiunta o in sostituzione del pagamento del tributo tramite il Concessionario del servizio di riscossione, la possibilità di esecuzione dei versamenti, sia in autotassazione che a seguito di accertamento, mediante versamento sul conto corrente postale intestato alla Tesoreria del Comune o quello direttamente presso la Tesoreria predetta, nonché il pagamento tramite sistema bancario.
     

  2. L'imposta, di norma, deve essere versata autonomamente da ciascun soggetto passivo del tributo, proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso. Tuttavia, si considerano regolari i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto dell'altro (anche qualora la dichiarazione o la comunicazione presentata non sia congiunta), purché la somma versata rispecchi la totalità dell'imposta, relativa all'immobile conpiso.

  3. La norma del precedente comma 2, secondo periodo, si applica anche per versamenti effettuati con riferimento a periodi di imposta pregressi.
     

  4. Si considerano validi e, pertanto, non sono sanzionabili:

    1. versamenti tempestivamente eseguiti a Concessionario non competente, purché accreditati al Comune prima che la violazione sia contestata;
    2. i versamenti effettuati a Concessionario competente e da questo accreditati ad altro Comune.
       
  5. Per il calcolo dei mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso si computa per intero il mese di 31 giorni quando il possesso si e protratto per almeno 16 giorni; si computa per intero il mese di 30 giorni quando il possesso si è protratto per i primi 15 giorni, ovvero per i successivi 16, si computa per intero il mese di febbraio quando il possesso si e protratto per almeno 15 giorni.

TITOLO IV - AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI

Articolo 13 - Detrazioni e riduzioni

  1. Spetta al Consiglio comunale deliberare, con l'atto di determinazione dell'aliquota, le detrazioni in aumento rispetto alle previsioni di legge (e le eventuali maggiori riduzioni d'imposta) relative all'abitazione principale.
     

  2. Ai sensi dell'articolo 1 del Regolamento delle entrate tributarie, in caso di mancata adozione della deliberazione di cui al comma precedente nei termini di legge, sono prorogate le aliquote e le detrazioni in vigore.
     

  3. Per effetto della unicità dell'atto di cui al comma 1, se la legge concede per un determinato anno un generico differimento del termine per deliberare l'aliquota d'imposta, tale differimento opera, per quel medesimo anno, anche ai fini della determinazione relativa alla detrazione per l'abitazione principale.

Articolo 14 - Abitazione principale

  1. In aggiunta alle fattispecie di abitazione principale (abitazione nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale di godimento o in qualità di locatario finanziario, e i suoi familiari dimorano abitualmente, in conformità alla residenza anagrafica; unità immobiliare, appartenente a cooperativa edilizia a proprietà inpisa, adibita ad abitazione principale del socio assegnatario; alloggio regolarmente assegnato dall'Istituto Autonomo Case Popolari; unità immobiliare posseduta nel territorio del Comune a titolo di proprietà o di usufrutto da cittadino italiano residente all'estero per ragioni di lavoro, a condizione che non risulti locata), ai fini dell'aliquota ridotta e della detrazione d'imposta, è equiparata all'abitazione principale:

     

    1. l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziano o disabile che acquisisce la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. Il soggetto interessato deve attestare la sussistenza delle condizioni di diritto e di fatto, richieste per la fruizione dell'aliquota ridotta e della detrazione per l'abitazione principale, mediante comunicazione.
       
  2. E' riconosciuto un aumento pari a L. 100.000, (euro 51,65) rispetto alla detrazione deliberata ai sensi dell'art. 13 comma 1, per i nuclei familiari composti da n. 5 o più componenti che abbiano i seguenti requisiti: a) possesso da parte dei componenti il nucleo familiare di un'unica unità immobiliare, e relative pertinenze, adibita ad abitazione principale dell'intero nucleo familiare stesso, appartenente alle seguenti categorie catastali: A2, A3, A4, A5, A6; b) reddito annuo complessivo lordo dei componenti il nucleo familiare, ai fini IRPEF, non superiore a L. 75.000.000, (euro 38.734,27) fino a cinque componenti. Per ogni componente oltre il numero di cinque si aggiungono L. 15.000.000 (euro 7.746,85) annui lordi;
     

  3. Il contribuente, al fine di beneficiare dell'aumento di detrazione di cui al precedente comma, deve presentare entro il 31/12 dell'anno in cui si sono verificate le suddette condizioni apposita autocertificazione attestante la sussistenza dei requisiti richiesti. E' altresì onere del contribuente comunicare entro il 31/12 l'eventuale cessazione delle condizioni di cui al comma 3 che danno diritto ad usufruire dell'ulteriore detrazione. Il Servizio Tributi si riserva la facoltà di richiedere, in qualsiasi momento, ulteriori documenti comprovanti il diritto alla ulteriore detrazione;

Articolo 15 - Immobili posseduti dallo Stato e da Enti territoriali

  1. Nell'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 504/1992, concernente le esenzioni dall'imposta comunale sugli immobili, la lettera a) è sostituita dalle seguenti: "gli immobili posseduti, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento o in qualità di locatario finanziario, dallo Stato, dalie Regioni, dalle Province, dagli altri Comuni, dalle Comunità montane, dai Consorzi fra detti enti territoriali, dalle Aziende unità sanitarie locali; a-bis) gli immobili posseduti, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento o in qualità di locatario finanziario, dalle Istituzioni sanitarie pubbliche autonome di cui all'articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali".

  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per gli immobili per i quali questo Comune è soggetto attivo di imposta, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 504/1992, e hanno effetto con riferimento agli anni di imposta successivi a quello in corso alla data di adozione del presente regolamento.

Articolo 16 - Immobili posseduti da enti non commerciali

In applicazione della facoltà di cui all'articolo 59, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 15/12/1997, n. 446, si stabilisce che l'esenzione prevista dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30/12/1992, n. 504, concernente gli immobili utilizzati da enti non commerciali, si applica a condizione che gli stessi, oltre che utilizzati, siano anche posseduti dall'ente non commerciale, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento o in qualità di locatario finanziario.

1 bis Non sono soggetti ad imposta i fabbricati concessi in comodato gratuito alle ONLUS ed utilizzati per fini istituzionali delle stesse. Per poter beneficiare di tale esenzione i soggetti interessati devono presentare, al Servizio Tributi, copia del contratto di comodato d'uso gratuito.

 

  1. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per gli immobili per i quali questo Comune è soggetto attivo d'imposta ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 504/1992 e hanno effetto con riferimento agli anni di imposta successivi a quello in corso alla data di adozione del presente regolamento.

Articolo 17 - Pertinenze dell'abitazione

  1. Agli effetti dell'applicazione delle agevolazioni in materia di imposta comunale sugli immobili, si considerano parti integranti dell'abitazione principale le pertinenze elencate al comma 2, anche se distintamente iscritte in catasto. L'assimilazione opera a condizione che il proprietario o titolare di diritto reale o di godimento, anche se in quota parte, o il locatario finanziario dell'abitazione nella quale abitualmente dimora sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, o locatario finanziario della pertinenza e che questa sia durevolmente ed esclusivamente asservita alla predetta abitazione.
     

  2. Ai fini di cui al comma 1, per pertinenza si intende il garage o box o posto auto, la soffitta e la cantina, classificati o classificabili nelle categorie catastali C/6, C/2 e C/7, che sono ubicati nello stesso edificio o complesso immobiliare nel quale è sita l'abitazione principale.
     

  3. Resta fermo che l'abitazione principale e le sue pertinenze continuano a essere unità immobiliari distinte e separate a ogni altro effetto stabilito nel decreto legislativo n. 504/1992, ivi compresa la determinazione, per ciascuna di esse, del proprio valore secondo i criteri previsti nello stesso decreto legislativo. La detrazione che eventualmente non abbia trovato capienza nell'imposta dovuta per l'abitazione, concorre nell'imposta dovuta per la pertinenza.
     

  4. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alle unità immobiliari, appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà inpisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari.
     

  5. Le norme di cui al presente articolo si applicano per gli immobili per i quali questo è soggetto attivo d'imposta ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 504/1992, e hanno effetto con riferimento agli anni di imposta successivi a quello in corso alla data di adozione del presente regolamento .

Articolo 18 - Fabbricati inagibili o inabitabili

  1. L'imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono tali condizioni.
     

  2. L'inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile), superabile non con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettere c) e d), della legge 5 agosto 1978, n. 457 ed ai sensi del vigente regolamento edilizio comunale. In ogni caso la riduzione prevista dal comma 1 non si applica ai fabbricati soggetti agli interventi di cui all'articolo 31 della Legge 457/78.

  3. A puro titolo esemplificativo, si ritengono inabitabili o inagibili i fabbricati che si trovano nelle seguenti condizioni:
    1. ) strutture orizzontali, solai e tetto compresi, lesionati in modo tale da costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo;
    2. strutture verticali (muri perimetrali o di confine), lesionati in modo tale da costituire pericolo a persone, con rischi di crollo parziale o totale;
    3. edifici per i quali è stata emessa ordinanza di demolizione o ripristino.
       
  4. Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome e anche con persa destinazione, la riduzione è applicata alle sole unità dichiarate inagibili o inabitabili.
     
  5. Lo stato di inabitabilità o di inagibilità può essere accertato:
    1. mediante perizia tecnica da parte dell'ufficio tecnico comunale o di un tecnico libero professionista, con spese a carico del possessore interessato dell'immobile;
    2. da parte del contribuente con dichiarazione sostitutiva ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni. Il Comune si riserva di verificare la veridicità di tale dichiarazione, mediante il proprio ufficio tecnico o professionista esterno.
       
  6. La riduzione prevista al comma 1 ha decorrenza dalla data in cui è accertato dall'ufficio tecnico comunale o da altra autorità o ufficio abilitato o tecnico professionista lo stato di inabilità o di inagibilità ovvero dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva.

     

TITOLO V - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Articolo 19 - Entrata in vigore

  1. Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1999.

Articolo 20 - Norme transitorie

  1. I soggetti che alla data del 1° gennaio 1998 risultavano titolari di diritto reale di enfiteusi o di superficie, e il locatario di immobili concessi in locazione finanziaria sono tenuti a presentare la dichiarazione di cui all'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo n. 504/1992 entro i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi per l'anno 1998.

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