Comunicato stampa - 26 novembre 2018

Certamente non è illegale, ma certamente non è corretto fare campagna elettorale in continuazione da parte di un sindaco in carica. Chiunque altro nel privato saprebbe di avere degli impegni precisi, saprebbe di dover dedicare tutto il tempo lavorativo e tutta l’attenzione al progetto e all’attività per cui è pagato.
E, in questo caso, è pagato dai cittadini, anche da quelli che votano per le opposizioni. Un sindaco in carica ha degli impegni precisi con i cittadini. Non dovrebbe dedicare tanto tempo pubblico alla promozione di sé e del proprio partito, non dovrebbe utilizzare risorse pubbliche (il suo tempo è una risorsa pubblica), dipendenti (il lavoro fatto dagli uffici), aree (tutta la città, i monumenti, i giardini, il teatro) e materiali o strumentazioni pubbliche (per esempio la pagina del CEAS, Centro Educazione Ambiente e Sostenibilità) per fini personali e di partito.

Troppo sottili queste distinzioni? Un sindaco che non le capisce già per questo non merita di fare nuovamente il sindaco.
 Se fa campagna elettorale smaccata e permanente dovrebbe farla fuori dagli orari di lavoro, ma, si dirà, un sindaco non ha orario di lavoro, è teoricamente sempre in servizio. 
Proprio così, e allora aspetta come tutti i suoi concittadini di fare campagna elettorale quando è ora, a ridosso delle elezioni.
Senza collocarsi nella posizione di quello che va allo sportello e salta la fila perché è il più bello. Così dicevamo a scuola alle scuole elementari “Sei il più bello tu?” 
Stiamo forse parlando per invidia? No certamente, nessuno ci impedirebbe di fare altrettanta campagna elettorale fin da ora per promuovere la nostra lista.
Anzi, crediamo che quella permanente sovraesposizione che si è tirato addosso danneggerà notevolmente il sindaco, meglio per noi.
 Parliamo invece per amarezza, perché un sindaco in carica dovrebbe avere come biglietto da visita i quasi cinque anni appena trascorsi ed essere sicuro di quelli, invece non è così, purtroppo per noi che li abbiamo visti bene tutti da vicino e non abbiamo visto ascolto spontaneo, mai; un esempio per tutti la vicenda Aimag che ha richiesto perfino un referendum.

Parliamo anche perché il sindaco, a forza di esternare, esterna anche notevoli stupidaggini, trascinato dalla retorica o dalla paura del proprio futuro professionale o da cosa altro non sappiamo. 
Eccone una: “Chi oggi si candida contro di noi, ha in mente una città che recide i legami culturali con la sua storia”.

Quindi CARPI FUTURA, che si candiderà contro di lui, reciderà i legami culturali con la storia della città? Ma cosa vuol poi dire questa frase esattamente? Che demoliremo il castello e disconosceremo i Pio? Che cambieremo il nome alla piazza e disconosceremo i martiri?
E ancora: “…da un lato chi vuole una Carpi chiusa, arroccata, che alimenta paure contro il “diverso” e contro il futuro. Dall’altra parte chi invece punta su una città aperta, coesa e coraggiosa, che metta al centro valori come opportunità, futuro e pari diritti”. 
Eccovi serviti, voi e noi delle opposizioni, alimentatori delle paure contro il diverso, chiusi e arroccati. E amen.
Segnaliamo allora che in CARPI FUTURA (e pure negli altri partiti di opposizione) c'è gente che ama Carpi, ama la vita, ama il prossimo, ama il servizio al prossimo, vive il proprio lavoro con rispetto verso il prossimo e la propria comunità e che questi valori li trasmette nella propria vita tutti i giorni. Il concetto che il Pd e quelli che lo sostengono sono belli e buoni e tutti gli altri brutti e cattivi è meno che preistorico.

Può essere che il sindaco non intendesse riferirsi proprio a CARPI FUTURA, ma non importa. Non si trattano così le opposizioni! Non siamo mica nel 1948.
L’abbiamo detto: con questa campagna elettorale irrispettosa da tutti i punti di vista questo sindaco si sta demolendo da solo, certamente consigliato da qualcuno che è vecchio, molto vecchio. Poi non dite che è colpa nostra se si recideranno i legami di 72 anni di PCI e suoi derivati.

FIRMATO
LISTA CIVICA CARPI FUTURA