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Il Sindaco Alberto Bellelli replica alle affermazioni del Comitato Acqua Pubblica

“Essere accusato di malafede da chi ha raccolto firme per il Referendum dicendo di voler salvaguardare l’acqua pubblica, questione assolutamente estranea al quesito stesso e mai messa in discussione, è il colmo. Ma non è l’unica falsità contenuta nel comunicato stampa del Comitato Acqua Pubblica di questa mattina. E’pretestuosa ad esempio la polemica sulla data del 10 settembre poiché assolutamente contemplata nei riferimenti e nelle indicazioni del Regolamento comunale oltre che cautelante rispetto alla possibile indizione delle elezioni politiche nazionali che determinerebbero la non attuabilità del Referendum locale tre mesi prime delle consultazioni. E su questo mi piace citare il consigliere di opposizione Roberto Benatti che scriveva su Facebook, quando era ancora possibile immaginare che le consultazioni politiche si tenessero a settembre: ‘La data scelta per presentare le firme non è casuale: aver presentato le firme il 26 maggio obbliga il Sindaco a portare tutto a settembre. E se poi ci saranno le Politiche, chissà a quando. Presentando invece le firme una settimana prima, si poteva stringere su giugno’. Nei fatti la prima vera discrezionalità l’ha esercitata il Comitato che aveva già raggiunto un numero di firme eccedenti quelle richieste dal Regolamento ma ha deciso legittimamente di aspettare a depositarle”.
“Regolamento sul Referendum Consultivo sul quale il sottoscritto aveva dato la sua disponibilità a modifiche, non solo nella parte riguardante i certificatori delle firme ma invitando ad una riflessione più complessiva. Sta anche in questo l’ulteriore fandonia circolata su Facebook secondo la quale il Comune si sia inventato il voto ai sedicenni e gli stranieri per alterare il quorum. Tutto ciò fa parte di una scelta in capo al Consiglio comunale ed esercitata nel 1992. La parte più antipatica però rimane quella legata alla disinformazione contenuta nel comunicato stampa di oggi che fa riferimento al venir meno da parte mia dell’impegno sulla sostituzione delle condotte idriche, azione contenuta nel Piano degli Investimenti di Aimag e che attualmente prevede la gara di affidamento lavori a luglio-agosto, con aggiudicazione ad ottobre (primo stralcio). Il messaggio allarmistico lanciato nei confronti dei dipendenti delle aziende locali dell’indotto Aimag che potrebbero perdere il lavoro a seconda dell’esito del referendum oltrepassa poi ogni limite di decenza oltre ad essere al limite del lecito”.
“Sui sistemi di recupero e smaltimento dei rifiuti poi si affermano cose che solo chi non ha la minima idea di come funzioni la programmazione nel campo dei servizi pubblici economici può dire. Pur di pubblicizzare un quesito referendario che non convince gli stessi proponenti non si sta al merito ma si riempie di strumentalità il dibattito. Ma c’è una cosa che continuo a non capire: come Movimento 5 Stelle e Carpi Futura promuovano questo quesito avendo idee diametralmente opposte rispetto al quesito stesso. La seconda in particolare si è più volte espressa rispetto all’ipotesi di una fusione con TEA od un soggetto con le stesse caratteristiche, magari dimenticando che il Referendum renderebbe inapplicabile quest’ipotesi. Il quesito poi è altamente limitante poiché come ho sempre detto e sostenuto il problema principale è quello della competitività dell’azienda e del senso della partecipazione pubblica ad essa. Per il Comune di Carpi è consono partecipare ad un’azienda nel momento in cui questa gestisce i servizi pubblici locali e ha la capacità di competere nelle connesse gare di affidamento. Che lo faccia rimanendo nell’assetto attuale rafforzando o costruendo una partnership industriale integrandosi con un soggetto di pari dimensioni o scegliendo la fusione con un soggetto più ampio viene solo dopo una valutazione rispetto a questo obiettivo. E solo facendo parte del soggetto che gestisce il servizio che si può incidere su di essi, sulla modalità di erogazione, sulle scelte politiche e sul rapporto con i cittadini utenti, mantenendo saldo il patrimonio che Aimag rappresenta per i Comuni soci”.
“Rimane così il dato di un Referendum che è, lo ricordiamo, Consultivo: e con rispetto ne attenderemo l’esito pur ritenendo il quesito così formulato non così efficace per indicare la strategia futura da tenere sui servizi pubblici locali”.

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