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Testo della lettera

Gentile Roberto Galantini, portavoce del Comitato Acqua Pubblica, sono a risponderle in merito alla sua missiva di sabato 18 febbraio.

Durante l’incontro di venerdì scorso ho chiesto delucidazioni in merito al fatto che nel quesito referendario così come posto vi fossero dichiarate intenzioni di tenere Aimag nell’attuale assetto. L’ho fatto perchè la formulazione del testo è in palese contraddizione con tre delle manifestazioni d’interesse giunte fino ad ora ai Comuni soci, le quali prevedono, seppur con modalità o tempi diversi, vendite o concambi azionari.

L’ho chiesto perché tra le forze politiche che stanno appoggiando a vario titolo il referendum c’è chi, ad esempio,  ha più volte espresso il proprio gradimento nei confronti della manifestazione d’interesse di Tea.

Sia chiaro che pur trattandosi di un referendum consultivo il quesito non lascia dubbi rispetto al punto di caduta, che è quello di non vendere o concambiare azioni del Comune di Carpi, bloccando di fatto gran parte delle azioni possibili da mettere in campo per evolvere l’azienda Aimag, in relazione alle nuove sfide di mercato.

Ritengo, invece, che sia mio dovere mantenere il Comune proprietario nelle piene condizioni di compiere tutte le riflessioni e le attività che si devono mettere in campo anche per effetto del nuovo Decreto Madia sulle società a partecipazione pubblica.

Personalmente ritengo che il quesito referendario, così posto,  non soddisfi solo lo scopo da Lei stesso dichiarato di evitare una fusione con il soggetto Hera spa, ma impedisca anche tutte le altre possibilità di evoluzione, e ciò nonostante il Patto di Sindacato abbia sempre dichiarato  che ogni modello di evoluzione di AIMAG  avrebbe tenuto come faro percorsi trasparenti e non discriminatori. 

Questo solo per puntualizzare nel merito.

Io vi ho detto, e sono a ripeterlo, che non si cambiano le regole in corsa. Non capiamo il riferimento alle inadempienze di questo Comune rispetto alle richieste dei referendari, anzi abbiamo più volte agevolato l’iter della fase di proposta. Basti pensare che il Comitato già da oggi potrebbe raccogliere le firme anche a fronte della disponibilità di uffici e dipendenti che ho a voi assicurato.

Ora,la decisione dell’Amministrazione di non cambiare le regole durante l’iter referendario in corso, impone a voi una riflessione: se ritirate il referendum con adeguata comunicazione il sottoscritto si impegna entro un mese, a porre in essere il cambiamento del Regolamento introducendo la possibilità per i consiglieri comunali di raccogliere le firme e fare le autentiche.

Sono consapevole che a fronte di questa apertura tutti i gruppi consiliari aggiungeranno altre richieste sulla materia referendaria, ma almeno che la discussione sul Regolamento sia dignitosa sullo strumento in quanto tale e non “strumentalizzata” rispetto ad un iter già in corso.

Al contempo non mi è possibile assumere l’impegno “ di non compiere atti  o prendere decisioni contrarie al quesito referendario prima che si sia concluso tutto l’iter della consultazione“ come da voi richiesto,  per il semplice motivo che il quesito così impostato confligge su diversi punti con gli obblighi derivanti dalla partecipazione del Comune di Carpi ad Aimag spa:

- entro il 30 giugno 2017 il Comune proprietario dovrà svolgere i propri adempimenti rispetto al Decreto Madia, portando le motivazioni a supporto dell’opportunità di continuare a possedere le azioni;

- si dovrà decidere rispetto alla imminente scadenza del Patto di Sindacato che lega il Comune di Carpi agli altri Comuni soci e certamente il Comune di Carpi non ha la possibilità di imporre preventivamente le proprie decisioni e le proprie esigenze anche agli altri Comuni soci. 

Sento invece di dover confermare l’impegno mio e degli altri Sindaci dei Comuni soci a far proseguire la riflessione sui modelli di partnership di AIMAG in modo aperto ed in un confronto continuo con la città e le sue componenti, compresa la Vostra.

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