Brundibar racconta una storia riproposta anche nel ghetto di transito di Terezin
--Comunicato stampa n.17 del 17/1/2015

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, sarà celebrato quest’anno a Carpi (Teatro Comunale, ore 21) con la messa in scena di Brundibàr, fiaba musicale in due atti. Un modo per raccontare alle giovani generazioni, attraverso il linguaggio della favola e della metafora, la tragedia della Shoah e in particolare l’atroce storia del ghetto di transito di Terezin, dove furono rinchiusi 140 mila ebrei (di cui oltre 15 mila bambini) e da cui fecero ritorno solo poco più di 3 mila internati.
L’iniziativa, basata su un progetto didattico che da mesi sta impegnando diverse scuole cittadine, è promossa dalla Fondazione Fossoli in collaborazione con l’assessorato alla Didattica degli Istituti Culturali del Comune e l’Istituto Superiore di Alta Formazione Musicale Vecchi-Tonelli di Modena e Carpi.
In scena il 27 gennaio al Comunale andrà un cast formato da ragazzi che, con grande entusiasmo e determinazione, si sono messi in gioco recitando e cantando in un lavoro collettivo che ha richiesto come detto mesi di preparazione: la musica è a cura dell’Ensemble strumentale dell’Istituto Superiore di Alta Formazione Musicale Vecchi-Tonelli di Modena e Carpi (concertazione e direzione Luca Benatti, coordinamento voci soliste e coro Costanza Gallo). La regia dello spettacolo è di Sheila Caporioni e Marina Meinero.
Brundibàr fa parte come detto di un progetto didattico che ha visto coinvolte scuole di Carpi di diverso ordine e grado (hanno aderito primarie e secondarie di primo e secondo grado) ciascuna con un percorso specifico. Gli alunni delle scuole primarie Col.Lugli, Rodari, Gasparotto, Da Vinci, Collodi e della secondaria di primo grado Gasparini di Rovereto sulla Secchia (in tutto sono state coinvolte dieci classi e circa 250 studenti) hanno attivato infatti un laboratorio storico-musicale che unisce didattica della storia e didattica musicale. Due classi (2°Ach e 2°Ai) dell’I.T.I.S. Leonardo da Vinci hanno invece svolto un percorso storico-formativo che, a partire dalla centralità dell'opera, ha affrontato la sua genesi, il contesto in cui essa è stata prodotta e la specificità del ghetto di Terezin, nel quadro più ampio dell'istituzione dei ghetti e dei campi di concentramento durante il secondo conflitto mondiale. Saranno proprio i ragazzi dell’istituto Da Vinci che introdurranno, con una presentazione interamente curata e condotta da loro, lo spettacolo del 27 gennaio.
Anche i piccoli alunni del plesso Agorà di via Bollitora (scuola dell’infanzia) porteranno un loro contributo in occasione dello spettacolo.
La messa in scena di Brundibàr è stata resa possibile anche dal sostegno della Diocesi di Carpi e dal contributo del Lions club Alberto Pio.
L’ingresso al Teatro Comunale il 27 gennaio sarà gratuito. Lo spettacolo Brundibàr mette in scena l’opera composta da Hans Kràsa (su libretto di Adolf Hoffmeister). Scritta in occasione di un concorso indetto nel 1938 dal Ministero dell’Educazione cecoslovacco, non poté essere presentata perché l’anno successivo il paese fu occupato militarmente dall’esercito di Hitler. Kràsa fu internato nel ghetto di Terezin, mentre Hoffmeister, proprio grazie a Brundibàr fu invitato a Londra dove restò fino alla Liberazione, unico sopravvissuto del gruppo che per primo portò in scena il lavoro. Brundibàr fu comunque eseguita per la prima volta il 23 settembre 1943 nel ghetto di transito di Terezin, e replicata poi innumerevoli volte, anche clandestinamente. Per adattare le parti agli strumenti che avevano a disposizione nel ghetto, la partitura dell’opera venne riscritta e l’organico strumentale subì variazioni che hanno portato a un ensemble che ha le stesse caratteristiche di quello che verrà proposto il 27 gennaio al Teatro Comunale di Carpi.
La trama racconta di Pepícek e Aninka, fratello e sorella, orfani di padre. La madre ammalata ha bisogno di latte per riprendersi, ma loro non hanno soldi per poter seguire il consiglio del dottore. Perciò, per raccogliere quelli necessari decidono di cantare al mercato, dove però vengono cacciati da Brundibàr, il malvagio suonatore di organetto che da sempre occupa la piazza. I due fratelli, con l’aiuto di un passero impavido, di un gatto astuto, di un cane saggio e dei bambini del paese, saranno capaci di sconfiggere Brundibàr e cantare finalmente nella piazza del mercato, guadagnando i soldi necessari per comprare il latte e curare la mamma.

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