Il tema è stato trattato nella seduta del civico consesso di giovedì 13 --Comunicato stampa n.56 del 19/2/2014

La seduta del Consiglio comunale di Carpi del 13 febbraio scorso si è conclusa con una breve discussione su un ordine del giorno, poi divenuto interpellanza, del gruppo Alleanza per Carpi e relativo alla cosiddetta Mini Imu. Il documento chiedeva di rinviare il pagamento di questo tributo a fine giugno richiedendone al contempo l’abolizione al Governo, ricordando che il Governo stesso ha cancellato la prima e la seconda rata dell’Imu senza garantire la copertura per le addizionali deliberate dai comuni (a Carpi del 5 per mille rispetto al 4 per mille dell’aliquota base) sulla prima casa.
La capogruppo di ApC Giliola Pivetti, constatando che i termini della questione erano ormai scaduti, ha comunque chiesto alla Giunta di pronunciarsi sulla vicenda. Cosa che ha fatto in aula giovedì scorso l’assessore al Bilancio Cinzia Caruso, ricordando come la Giunta ha fatto di tutto per capire se fosse plausibile procrastinare il pagamento, ma come il posticipo del versamento di questo tributo a Carpi non sarebbe stato possibile come è successo ad esempio a Ravenna: questo perché l’ente locale “non ha nel suo Regolamento delle Entrate una norma che permetta il differimento della scadenza, al di là del solo caso di calamità naturale. A Carpi ammontano a circa 27 mila i soggetti tenuti al pagamento della Mini Imu e comunque l’intendimento dell’amministrazione comunale era quello di non rimandarne il pagamento per non ingenerare più caos del necessario nei cittadini e non avendo problemi di liquidità. Solo nel corso delle prossime settimane sapremo quanto è stato versato. Comunque ci sentiamo beffati e indignati – ha concluso Caruso - per l’atteggiamento dei Governi degli ultimi dieci anni, che si sono concentrati solo sulla fiscalità e l’autonomia locale”.
Argio Alboresi della Lega nord ha ricordato dal canto suo come il Comune di Carpi, avendo indicato maggiorazioni alle aliquote Ici, ha poi dovuto dare indietro allo Stato questo ‘avanzo di bilancio’, avendo pagato dunque così anche per coloro che avevano richiesto esborsi maggiori ai cittadini in questa materia; altri, come Andrea Losi (Carpi 5 Stelle) hanno criticato invece il Pd che “non ha mostrato grande indignazione sulla Mini Imu nei confronti del Governo Letta e vota compatto su tutto” oppure dichiarando che i cittadini “non hanno percepito l’interessamento dell’ente locale e questo stare dalla loro parte, come è avvenuto a Ravenna ad esempio” (Giliola Pivetti, ApC).
L’assessore Caruso in sede di replica finale ha spiegato di avere scelto di tenere un profilo basso nei confronti del dibattito “anche propagandistico” apertosi su questo tema in Romagna relativamente al differimento del pagamento della Mini Imu “che poi a giugno andrà comunque pagata” e che il marasma normativo in materia di finanza locale degli ultimi due anni, con abolizione o introduzione di tributi così importanti per le casse comunali magari quando i Bilanci di previsione sono chiusi o approvati, ha provocato crescenti difficoltà al nostro come a tutti i municipi italiani. “E solo la settimana scorsa – ha concluso - c’è stata l’ennesima manifestazione dei Sindaci a Roma per protestare”
 

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