Presentata da Alboresi (Lega nord) nel corso dell’ultimo Consiglio --Comunicato stampa n.12 del 13/1/2014

Il Consiglio comunale di Carpi ha discusso nella seduta di giovedì 9 gennaio una interpellanza del gruppo della Lega nord Padania, presentata dal capogruppo Argio Alboresi, riguardante i mancati contributi regionali al distretto tessile di Carpi. Alboresi nel suo documento ricordava come il settimanale Voce nell’ottobre scorso avesse pubblicato un articolo su un’ordinanza regionale che stanziava a fondo perduto 50 milioni di euro alle imprese colpite dal sisma del 2012 per attività di ricerca, ma non per il settore del tessile-abbigliamento. Alboresi stigmatizzava nella sua interpellanza questo atteggiamento, ricordando come sia Regione che Comune  fossero amministrati dal Pd e chiedendo all’amministrazione comunale se sapesse di questa notizia, se ci fosse già un accordo preventivo tra gli enti per escludere il tessile-abbigliamento dal bando, se fosse vero che l’accesso delle imprese a questo strumento potesse ora avvenire attraverso l’ICT e quali provvedimenti intendesse prendere l’ente locale “per tutelare questo settore trainante della nostra economia da questa sconcertante esclusione”. “Poi il bando è stato modificato includendo il tessile – ha chiosato nel suo intervento il capogruppo della Lega nord - ma ciò dimostra la scarsa considerazione della Regione verso Carpi, di Carpi verso questo settore e il fatto che questo bando sia stato costruito per favorire poche grandi imprese”.
L’assessore all’Economia Simone Morelli ha spiegato poi come si fosse arrivati al bando e che la pressione della politica e delle associazioni di categoria locali avesse portato al risultato di inserire il tessile tra i settori d’impresa interessati da questa iniziativa regionale “che riguarda l’innovazione e la ricerca, anche delle piccole e medie imprese: tramite essa si assumono dei giovani ricercatori. Ma va ribadito che nella logica regionale dei Tecnopoli non esiste il distretto del tessile abbigliamento. Che però c’è in un altro bando, grazie al quale siamo riusciti ad ottenere un finanziamento per digitalizzare tutti i materiali del Labirinto della moda, 60 anni di storia di questo distretto, lavoro spero a giugno già terminato. E’inutile però fare una battaglia sul distretto se le imprese e le associazioni del cratere del sisma non partecipano a queste opportunità. Ci vuole più informazione e un’attenzione al ridisegno delle possibilità del settore”.
E’intervenuto a seguire il consigliere del PdL Roberto Benatti che invece ha ribadito come questo bando “così come i fondi dirottati sul Policlinico nel campo della sanità è stato voluto proprio così. A Bologna si pensa che Carpi sia un territorio vinto politicamente e dunque non si mettono soldi a differenza che a Modena o Mirandola, che invece sono in bilico. E il Labirinto della moda non interessa le imprese. E’stata messa una pezza ad una cosa nata male con questa vicenda”. Giliola Pivetti, capogruppo di Alleanza per Carpi, ha dal canto suo sostenuto che “la Regione ragiona in termini del passato, che Carpi è debolissima a Bologna e non entra mai nelle priorità regionali. Rispetto al tema del tessile l’amministrazione può fare qualcosa di più, ad esempio per valorizzare maggiormente le imprese dell’alto di gamma”.
Marco Bagnoli (Pd), dopo un breve excursus storico sulla storia e le difficoltà recenti del distretto, ha ribadito che nonostante le difficoltà del passato che hanno portato ad un suo dimagrimento questo c’è ancora: “credo che l’impegno di Morelli sia stato un buon esempio di tutela del territorio. Ho fiducia nella Regione e nel futuro del settore”. Il collega di gruppo Bruno Pompeo ha spiegato che non sono i bandi a salvare il tessile-abbigliamento “ma gli imprenditori: non tutti però, visto che tanti in passato hanno reinvestito nel mattone con risultati negativi. A Carpi c’è stato comunque un bagno di sangue occupazionale, visto che siamo passati da 15 mila a 7 mila dipendenti. Realizziamo però ancora 120 mila campioni nuovi l’anno. Bene l’impegno su innovazione e formazione”.
E dopo che l’interpellante Alboresi ha ribadito come “sia necessario parlare di ciò perché siamo in una zona d’ombra in questo campo” l’assessore Morelli ha chiuso l’altra sera in Consiglio il dibattito ribadendo che “i Centri di formazione sul territorio lavorano e con fondi regionali. A Bologna abbiamo detto di rivedere la logica dei Tecnopoli ma per la Regione esistono i settori e i territorio di vocazione; non i distretti o il tessile-abbigliamento ma la Moda e l’ICT. E qui imprese locali si sono aggiudicate dei bandi”.