Discusse nel corso della seduta di giovedì 7 due interrogazioni e quattro mozioni --Comunicato stampa n.280 del 13/11/2013

Sono state necessarie circa quattro ore di dibattito prima di arrivare alla votazione, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 7 novembre, dei documenti presentati da diverse forze politiche in merito agli interventi del Comune al Campo nomadi di via Nuova Ponente e sulla sua prossima chiusura con relativo trasferimento degli abitanti. Fratelli d’Italia aveva infatti presentato una interrogazione sulle casette di legno presenti nel Campo oltre ad un ordine del giorno sulla cancellazione del finanziamento da parte dell’ente locale allo stesso e sul ritiro dell’ordinanza emessa il mese scorso dal Sindaco per lo sgombero dell’area; una interrogazione era stata presentata da Carpi 5 Stelle, in questo caso in merito al sopralluogo del Servizio Igiene Pubblica dell’Azienda Usl che aveva poi portato alla firma dell’ordinanza di sgombero da parte del Sindaco; un ordine del giorno era stato presentato anche dal consigliere PdL Roberto Benatti, documento che, pur plaudendo alla decisione dell’amministrazione di chiudere il Campo, riteneva questa scelta tardiva, senza tener conto del parere dei cittadini di Cortile e infine definiva illegittima l’ordinanza laddove disponeva l’utilizzo di un terreno privato per farne un Campo nomadi pubblico. La Lega nord infine aveva presentato una sua mozione per far svolgere ai nomadi lavori socialmente utili applicando il Regolamento del 1991 mentre sempre Carpi 5 Stelle a sua volta un’altra mozione che proponeva invece misure alternative ai provvedimenti contenuti nell’ordinanza, con una sistemazione temporanea dei Sinti del Campo in un’area attrezzata, organizzando un percorso partecipato per trovare una soluzione entro un anno. Il capogruppo C5S Andrea Losi presentando il suo documento in aula ha chiesto anche lo spostamento della seduta su questo tema, definendo un apposito Consiglio straordinario in altra data.
Il Presidente del Consiglio comunale Giovanni Taurasi ha in primis letto una nota del Comitato di Cortile, formatosi dopo la firma dell’ordinanza da parte del Sindaco, e nella quale i componenti, di fronte ai cittadini della frazione presenti in foltissimo numero l’altra sera, spiegavano di non volere strumentalizzazioni delle finalità e degli obiettivi alla base della nascita del loro sodalizio, di non accettare accuse di razzismo e discriminazione ma altresì di non vedere nell’ordinanza del Comune una soluzione all’auspicato anche da loro superamento del Campo di via Nuova Ponente ma solo una ghettizzazione dei nomadi, soluzione ben lontana dalla loro responsabilizzazione e integrazione, auspicando alternative.   
A seguire l’assessore alle Politiche sociali e sanitarie Alberto Bellelli ha risposto prima a Fratelli d’Italia in merito alle casette di legno presenti nell’area del Campo nomadi (“non diamo alcun contributo economico per l’acquisto di roulotte e case mobili, le uniche strutture fisse sono ad uso deposito e cucina”) e poi a Carpi 5 Stelle in merito al sopralluogo che ha portato all’emissione dell’ordinanza di sgombero per motivi igienico-sanitari entro fine anno (“è avvenuto il 19 settembre a seguito di alcune segnalazioni presentate al Distretto sanitario”) diffondendosi poi sulle modalità con le quali l’Azienda Usl interviene in questi casi e sugli interventi di disinfestazione, del Servizio Veterinario e sulla convenzione con una coop sociale. Bellelli ha anche ricordato che per i nomadi di via Nuova Ponente sono state individuate nell’emergenza come soluzioni abitative un terreno acquistato da una famiglia di Sinti in via Dei Fuochi e l’ex scuola di Cortile da ristrutturare. “Ma mi aspetto segnalazioni di altri luoghi e proposte concrete per risolvere collettivamente il tema del superamento del Campo, il cui degrado dipende dalle responsabilità dei residenti”. E a chi chiedeva l’accesso ai servizi sociali per i Sinti come il gruppo di Fratelli d’Italia Bellelli ha risposto enumerando i costi che l’amministrazione comunale dovrebbe affrontare in questo caso. “Rispetto alla ex scuola di Cortile l’ipotesi è ad oggi quella di un trasferimento di 16 persone tra cui 6 minori; si sta discutendo in Regione di una legge che dia la possibilità di urbanizzare con strutture leggere zone agricole ma riteniamo che l’ipotesi micro aree non sia una soluzione – ha concluso Bellelli – perchè non responsabilizza e moltiplica i problemi esistenti”.
I rappresentanti delle opposizioni consiliari hanno aperto il dibattito criticando anche molto duramente il ruolo dell’amministrazione comunale in questa vicenda. Cristian Rostovi (PdL) ha voluto ricordare il “comportamento ridicolo” dell’Azienda Usl che non è andata a controllare le condizioni del Campo per anni e quello “altrettanto ridicolo del Comune che non lo ha imposto e che trova vergognosamente ora una soluzione dopo 25 anni. I costi snocciolati dall’assessore sembrano dire che è meglio tenerli in via Nuova Ponente perché costano meno lì; meglio la concessione di un terreno pubblico per un tot di anni con il pagamento delle utenze”. Antonio Russo (capogruppo di FdI) ha ricordato che dal 2002 al 2013 il Campo di via Nuova Ponente è costato alle casse comunali 870 mila euro, di avere raccolto con il suo movimento 2000 firme contro il pagamento da parte dell’ente locale delle bollette dei Sinti, che l’ex scuola di Cortile “non è stata concessa a famiglie della frazione sfollate per il sisma mentre ora i soldi si trovano. Proponiamo ai nomadi di vendere il terreno di via dei Fuochi al Comune affinchè lo metta sul mercato e con le risorse poter così trovare soluzioni abitative alternative. Privilegiate una categoria che si è dimostrata non in grado di accettare questa società”.
Giliola Pivetti, capogruppo di ApC, ha invece chiesto di cambiare il modo di ragionare nei confronti dei Sinti, “che non si sono integrati in tutto questo tempo con la comunità. Non potete chiederci ora delle soluzioni dopo averne messa in campo una affrettata. L’amministrazione comunale è stata arrendevole nei loro confronti, mettiamoli con le spalle al muro rispetto ai costi da affrontare”. Per la maggioranza consiliare sono intervenuti nel corso del dibattito i consiglieri Marco Bagnoli e Maria Grazia Lugli (Pd) oltre a Andrea Bizzarri (Idv). Bagnoli ha chiesto una task force che informi i cittadini sugli sviluppi della situazione dopo l’ordinanza, e ha detto che le soluzioni individuate sono un banco di prova per l’amministrazione “che non si può pensare che rifili alla frazione un problema. Piuttosto la Regione si dia una mossa con la nuova legge. Cortile è la nostra Lampedusa”. Bizzarri ha invece ricordato come non è con due righe o un ordine del giorno che si possa affrontare un tema “che è quello poi della gestione di persone. Ci serve che la norma regionale sulle urbanizzazioni leggere arrivi al più presto per dare soluzioni che autonomizzino e responsabilizzino i Sinti”. Lugli dal canto suo ha rammentato che tutti sono per il superamento del Campo nomadi, percorso però non facile: “fare cittadinanza attiva non è raccogliere firme o cercare l’applauso. Il problema è complesso, pensiamole tutte con intelligenza”. Losi (C5S) ha anch’egli puntato il dito verso il lassismo dell’amministrazione “che ha portato avanti un percorso di responsabilizzazione fallimentare e non ha fatto rispettare un Regolamento per 20 anni” riproponendo la sua idea di un Consiglio comunale aperto, “timido esempio di partecipazione e confronto. Individuiamo un’area attrezzata in attesa di un percorso condiviso”. Roberto Arletti (Pd) ha invece criticato il percorso di politica partecipata che ha portato all’ordinanza del Comune e ha proposto la videosorveglianza nell’area di via Dei Fuochi e nella ex scuola di Cortile, un pattugliamento coordinato tra forze dell’ordine e Polizia municipale e l’incremento dell’illuminazione nella frazione. Roberto Benatti (PdL) ha chiosato le affermazioni fatte poco prima da Bellelli, Bagnoli e Arletti come esempi di quella politica di destra e razzista di cui è accusata di solito l’opposizione consiliare. “Se queste sono le soluzioni democratiche che la maggioranza propone… Voi non volete veramente superare il Campo, non volete veramente l’integrazione. Fate qualche stortura regolamentare ma risolvete il problema, magari con le micro aree”. Daniela Depietri (Pd) ha invece rammentato le linee del progetto che nel 2008 era stato proposto al Comune dall’Opera nomadi, fatto di casette di legno in tre micro aree, ma per il quale l’ente locale decise di non impegnarsi per motivi non solo economici. “Il Sindaco prevede una verifica per l’area di via Dei Fuochi, le 16 persone nella ex scuola e le persone che andranno in altre strutture nel centro urbano. L’impegno ad ascoltare tutti e a trovare la soluzione migliore lo possiamo esplicitare con una Commissione ad hoc”. E se Maria Viola Baisi (Pd) si è detta dispiaciuta per “lo sfruttamento elettorale di questa serata” e certa che la sfida a dare un vero contributo si potesse verificare in Commissione il collega Mauro Morellini (Lega nord) ha ribadito la posizione del suo gruppo rispetto ai lavori socialmente utili per i nomadi ma spiegando che il Campo andrebbe ricostruito assieme al Comune. Il capogruppo del Pd Davide Dalle Ave ha criticato alcuni degli interventi degli esponenti dell’opposizione consiliare perché contraddittori rispetto a prese di posizione del passato più o meno recente delle stesse forze politiche, ribadendo che la soluzione del problema “passa attraverso la responsabilizzazione dei Sinti e la loro autonomizzazione, il coinvolgimento della cooperazione sociale e la nuova legge quadro regionale. Un percorso non facile che si completa attraverso la condivisione con la cittadinanza”.
Il capogruppo del PdL Roberto Andreoli prendendo la parola ha esordito dicendo che si poteva pensare nel recente passato ad un ultimo stanziamento straordinario di fondi per trovare una soluzione adatta alle esigenze dei Sinti “ma ancora una volta la nostra amministrazione comunale ha mancato di applicare la partecipazione come in altri casi: ormai però la frittata è fatta. Preoccupante poi è che l’Azienda Usl controlli due volte in vent’anni il Campo e che il Sindaco imponga quali modifiche fare su una proprietà privata: dal punto di vista amministrativo questa è una cosa da chiarire”. Argio Alboresi, capogruppo della Lega nord, ha ricordato che “gli zingari hanno un sistema di vita che non è confacente con la nostra società: se non c’erano le elezioni il Comune non faceva nulla”. Molto critico verso la posizione del Comune infine si è detto anche Luca Lamma (Fratelli d’Italia).
Il Sindaco Enrico Campedelli ha concluso il dibattito spiegando come da mesi l’amministrazione comunale sta lavorando sul tema del superamento del Campo di via Nuova Ponente: “se fosse stato un problema più semplice l’avremmo già risolto: non vogliamo investire più sul Campo né ne vogliamo di nuovi, prevediamo opzioni temporanee chiamando alla responsabilità chi abita in zona. Valuteremo su via Dei Fuochi visto che risposte tecniche non ne abbiamo ancora. Sono cambiate già alcune cose dalla data dell’ordinanza e potrebbero cambiarne ancora…”.
Dopo la veemente replica di Russo e le dichiarazioni di voto di diversi esponenti dei gruppi consiliari si è andati, all’una e trenta circa, a votare i singoli documenti presentati: l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia è stato votato solo dai proponenti, con l’astensione di Losi e il parere contrario degli altri gruppi presenti in aula. La mozione firmata da Benatti è stata votata solo dal proponente, con l’astensione di FdI e Losi e il voto contrario degli altri gruppi. La mozione della Lega nord è stata votata solo dai proponenti, con l’astensione di FdI e Losi e il no degli altri gruppi, mentre la mozione di Losi solo dal firmatario, con l’astensione di Fratelli d’Italia e il parere contrario degli altri gruppi.