E’stato votato all’unanimità dal Consiglio comunale di giovedì 12 luglio

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Carpi, tenutasi giovedì 12 luglio, è stato presentato e votato all’unanimità un ordine del giorno relativo alla ricostruzione post-sisma: nel documento, che prende le mosse da un odg sullo stesso tema votato dal Consiglio provinciale nei giorni scorsi, si ribadisce che “questo sistema territoriale si è dato, già nel momento in cui veniva affrontata l'emergenza, priorità precise per la ricostruzione, a partire dall'apparato produttivo, con particolare attenzione al settore agricolo che deve ripartire immediatamente e nella sicurezza, consentendo un significativo incremento della affidabilità sismica dei fabbricati graduato sul danno subito; il secondo obiettivo strategico è quello di ripristinare i servizi pubblici essenziali, funzionali non solo allo svolgimento delle attività di supporto e sostegno immediato alla comunità, ma a quello non meno importante di ripristinare un’accettabile normalità nella vita stessa delle persone: scuole, servizi e strutture sanitarie, impianti sportivi adatti sia per le attività sportive scolastiche sia per le attività delle associazioni/società sportive, ecc; il terzo obiettivo strategico è quello di assicurare – dopo la prima risposta emergenziale al bisogno abitativo – soluzioni idonee, ancorché temporanee, alle famiglie che si ritrovano sprovviste di un'abitazione agibile nel breve o nel lungo periodo, soprattutto in vista della stagione fredda; il quarto obiettivo strategico è infine quello di recuperare, mettendo in sicurezza, e ricostruire il patrimonio storico, artistico e monumentale, religioso e laico, tutelando l’indivisibilità del concetto di centro storico, da sempre elemento di identità civile e sociale della memoria delle popolazioni insediate, di ricostruzione, senza nessuna distinzione tra edifici di minore o maggiore valore, e di finanziare con appositi fondi tali azioni, fondamentali anche per il rilancio turistico dell’intera provincia”.
Il civico consesso poi, con questo documento, ribadisce che è “ferma intenzione di questa amministrazione assicurare forme e modalità pienamente trasparenti per approntare una ricostruzione del patrimonio pubblico e privato all'insegna del pieno rispetto della legalità, del diritto del lavoro e dell'ambiente, respingendo fermamente ogni tentativo di penetrazione della criminalità organizzata negli affidamenti di lavori e servizi; in questa precisa direzione muove il Protocollo d'intesa di legalità per la ricostruzione, firmato nei giorni scorsi in Regione da tutte le rappresentanze istituzionali, sindacali e associative del territorio”. L’ordine del giorno poi prosegue con un lungo elenco di ‘desiderata’da sottoporre al Governo e al Parlamento, che si apre con la richiesta dello Stato di calamità naturale per il nostro territorio, prosegue con quella dell’emissione di Bond di scopo per finanziare il Fondo per la ricostruzione, con lo sblocco delle risorse per il 2012, “affinché la ricostruzione possa iniziare immediatamente”. Si chiede poi tra l’altro nell’odg di sbloccare anche dai vincoli derivanti dal Patto di stabilità gli enti locali coinvolti, “almeno per il prossimo triennio, di eliminare altresì i vincoli relativi alla spesa e all'assunzione (almeno temporanea) del personale necessario all'espletamento sia delle funzioni essenziali, sia di quelle straordinarie delle amministrazioni comunali colpite dal sisma, di prorogare e dilazionare almeno fino alla fine del corrente anno tutti gli adempimenti fiscali già prorogati al 30/9/2012; e ancora di prorogare e dilazionare almeno fino al 31/12/2013 gli ulteriori adempimenti relativi al versamento di contributi previdenziali, assistenziali e di assicurazione obbligatoria, di congelare almeno fino al 31/12/2013 le rate dei mutui bancari senza oneri aggiuntivi e di ogni altra forma di finanziamento, nonché gli sfratti esecutivi, di esentare dall'Imu e della concorrenza alla formazione del reddito delle persone fisiche e delle imprese, quegli immobili che siano risultati parzialmente o totalmente inagibili, o oggetto di ordinanza di sgombro, fino al 31/12/2014; di prevedere fin d'ora e in ogni caso, forme idonee e agevolate di rateizzazione di tutte le imposte dirette e indirette e dei contributi previdenziali per le persone fisiche, le imprese ed i lavoratori autonomi residenti o operanti nelle zone colpite dal sisma; di ristorare i Comuni dall'ammanco derivante dai provvedimenti di cui sopra; infine di valutare sin d’ora ed in ogni caso le richieste di fiscalità agevolata o di vantaggio per le zone colpite dal sisma, come promosso da sindacati, associazioni di categoria, nonché dagli stessi Sindaci dei Comuni terremotati. Tra le opzioni deve essere presa in seria considerazione l’ipotesi di no tax area, fermo restando che non deve essere l’opzione esclusiva rispetto ad altre o impedire altri percorsi di sostegno concreto e rapido alle popolazioni e alle imprese colpite”.
“Va ribadita la richiesta di affidare ad una successiva Legge speciale per la ricostruzione, da emanarsi entro la fine del corrente anno, ogni altro intervento che sarà ritenuto utile per il sostegno alla ricostruzione, a partire da una più compiuta disciplina fiscale di ampio respiro che da un lato definisca elementi di vantaggio generalizzato per i residenti e le imprese del territorio colpiti dal sisma, dall'altro identifichi ulteriori e più puntuali forme di sostegno, anche fiscale, per i residenti e le imprese che abbiano riportato danni materiali”. L’ordine del giorno si conclude poi con altre richieste alla Regione (ad esempio per velocizzare i controlli sugli edifici) e impegna l’amministrazione comunale a tenere costantemente informato il Consiglio, “nelle forme e nei modi più efficaci e tempestivi, sulla gestione dell'emergenza e sulle scelte che si andranno delineando nelle diverse sedi istituzionali, affinché il concorso alla ricostruzione veda pienamente e fattivamente coinvolto il Consiglio stesso; inoltre a tenere costantemente informata e coinvolta la cittadinanza, nelle forme e nei modi più efficaci, affinché la partecipazione e il confronto siano elemento distintivo della ricostruzione condivisa e solidale di questa comunità”.
Il dibattito su questo documento è stato aperto dal capogruppo dell’Idv Andrea Bizzarri, che ha messo in evidenza come questo ordine del giorno “abbia un suo peso perché è la voce di tutto il Consiglio. Non è un ‘vorremmo’ ma un ‘vogliamo’ per fare ripartire la nostra comunità. E’fondamentale non solo rispondere a tutte queste richieste ma anche come si risponde alle stesse, in modo efficace ed efficiente”. Marco Bagnoli (Pd) ha poi preso la parola per ribadire come “la stella polare che si deve seguire siano gli interessi generali della nostra città mentre mancano ancora norme attese per la semplificazione delle procedure e devono arrivare i soldi promessi”. Giliola Pivetti (capogruppo di Alleanza per Carpi) ha ricordato come il Sindaco abbia già informato il Consiglio della decisione della Giunta di non rispettare il Patto di stabilità e anche il blocco delle assunzioni a prescindere dalla deroga che viene richiesta al Governo “e questo è un dato che ci devono fare conoscere. Visto che il peggio deve ancora venire e arriverà con l’inverno anche il Pd deve farsi sentire dimenticando logiche di affinità politica, litigando anche con Errani. Priorità sono il lavoro e le aziende”. Roberto Andreoli, capogruppo del Pdl, ha dal canto suo rammentato come questo odg nasca dal contributo di molti consiglieri di Pd e Pdl delle zone terremotate così come dalla discussione tenutasi in Consiglio provinciale sullo stesso tema. “Sono fiducioso – ha detto - che molte delle proposte contenute nel documento avranno una risposta positiva ma credo sia anche utile rivedere l’elenco dei comuni inseriti nel ‘cratere’, anche per definire ad esempio la no tax area, nei confronti della quale solo Confindustria si è detta contraria. Si potrebbe poi chiedere che siano i Vigili del fuoco a fare la messa in sicurezza degli edifici storici con l’ok della Soprintendenza, così potremmo non pagare queste attività”. E se Paolo Zironi (Pd) ha posto l’accento sulla richiesta di un osservatorio che verifichi la salvaguardia della legalità, dell’ambiente e delle professionalità per evitare rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione il collega di partito Bruno Pompeo ha invece ricordato come per sostenere l’economia sarebbe necessario “sospendere gli studi di settore e controllare le banche che non devono fare business sulle disgrazie”. Argio Alboresi (capogruppo della Lega nord) ha brevemente auspicato “che Errani capisca e che Campedelli si metta nei panni dei cittadini” mentre Daniela Depietri (Pd) invece dal canto suo ha sottolineato come l’ordine del giorno in discussione venisse dai cittadini, dai Sindaci, non dai partiti. Il capogruppo del Pd Davide Dalle Ave infine ha spiegato come con l’avvicinarsi della stagione fredda la priorità deve essere l’emergenza abitativa e poi quella legata alla situazione degli edifici scolastici. “Questo odg propone tutte le diverse esigenze legate alla ricostruzione e quelle che possono essere le soluzioni in campo, che potrebbero prevedere anche strumenti nuovi per gli enti locali. La no tax area? Abbiamo dubbi ma è una di quelle che si possono prendere in considerazione: ci vorrebbe soprattutto una legge ad hoc sulla ricostruzione, per recuperare l’Emilia – ha concluso - come e meglio di prima”.
Il Presidente del Consiglio Giovanni Taurasi ha ricordato prima del voto finale come effettivamente il documento in discussione fosse stato redatto integrandolo con le istanze della comunità e raccogliendo un lavoro fatto anche da altri enti locali, con un profilo unitario. “Lo sottoporremo – ha detto - anche al capogruppo della lista civica Carpi a 5 Stelle-Prc Lorenzo Paluan, questa sera assente, per chiedere di associarsi anche lui all’elenco dei sottoscrittori”.
 

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