Conclusioni

Il settore metalmeccanico dell'area di Carpi, secondo i dati censuari del 1996, è il secondo settore produttivo dell'area, dopo il Tessile-Abbigliamento raccogliendo il 16% delle unità locali e il 27% degli addetti del comparto manifatturiero dell'area, all'interno della quale i comuni di Carpi e Soliera svolgono un ruolo di primo piano.

Attraverso l'analisi condotta in questo studio, sono emersi alcuni punti di particolare importanza per la comprensione del settore e l'individuazione di politiche di svilupppo. Innanzitutto sono state individuate alcune importanti specializzazioni produttive, legate soltanto in parte alla struttura del settore a livello provinciale. I comparti della fabbricazione dei prodotti in metallo (40% unità locali e 28% addetti) e della fabbricazione di macchine meccaniche (35% unità locali e 49% addetti) raccolgono la quota più significativa di addetti e di unità locali, rappresentando complessivamente l'80% del settore metalmeccanico dell'area. Il comparto della fabbricazione delle macchine elettriche comprende circa il 20% degli addetti e delle ul, mentre il settore dei mezzi di trasporto svolge un ruolo assolutamente marginale all'interno dell'area.

Scendendo più nel dettaglio il settore della produzione e fabbricazione di prodotti in metallo è fondamentalmente riconducibile al comparto della fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, che racchiude la quasi totalità delle unità locali e degli addetti del settore e all'interno del quale sono numerose le imprese di piccole e piccolissime dimensioni che operano in contoterzismo.

Nel comparto della fabbricazione delle macchine e degli apparecchi meccanici, invece, all'interno dell'area di Carpi sono presenti diverse specializzazioni produttive, strettamente connesse e collegate al cuore di alcuni distretti industriali metalmeccanici modenesi (come ad esempio quello delle macchine agricole). Un ruolo importante all'interno dell'area è svolto dal comparto della fabbricazione delle macchine per il legno, il cui mercato supera il confine nazionale. Questo comparto è costituito da un numero ridotto di imprese (le unità locali dell'area sono, nel 1996, anno del censimento, 23), alcune di medie dimensioni, che sono riuscite ad affermarsi divenendo leader nelle rispettive nicchie di mercato. Sono i comuni di Carpi e, soprattutto, di Soliera ad evidenziare questa specializzazione produttiva, raccogliendo la quasi totalità delle unità locali e degli addetti dell'area.

Anche il comparto delle macchine elettriche, all'interno del quale svolge un ruolo di primo piano il settore della fabbricazione di apparecchi elettrici, racchiude al proprio interno imprese appartenenti a diverse specializzazioni produttive.

Infatti l'area di Carpi, con la sola eccezione delle macchine per la lavorazione del legno e dell'alluminio, non si caratterizza per una evidente specializzazione produttiva, come avviene per le aree limitrofe (come ad esempio il biomedicale a Mirandola), ma per la diffusa presenza di un comparto metalmeccanico legato, in gran parte, alla presenza di numerose imprese contoterziste e per la presenza di imprese rientranti in alcune specializzazioni tipiche del comparto metalmeccanico provinciale (biomedicale, macchine agricole,…).

Le imprese del settore metalmeccanico sono in generale maggiormente strutturate rispetto alla media del comparto manifatturiero. All'interno del comparto sono però i settori della fabbricazione delle macchine, sia meccaniche che elettriche, a presentare una maggiore strutturazione, sia dal punto di vista dimensionale che da quello organizzativo, rispetto al comparto metallurgico.

Nella prima metà degli anni '90 il comparto metalmeccanico all'interno dell'area di Carpi ha evidenziato una sostanziale tenuta del tessuto produttivo, sia in termini di addetti che di unità locali, al contrario di quanto è avvenuto nella media del comparto manifatturiero dove si registra una significativa contrazione (di circa il 10%) sia in termini di addetti che di unità locali, legata, in larga misura, alla crisi del tessile-abbigliamento.

Il comparto metalmeccanico nel periodo 1991-1996 registra infatti una crescita di circa il 4% in termini di unità locali e dell'1,3% per quanto riguarda gli addetti, in linea con gli andamenti provinciali. Il comparto della fabbricazione delle macchine elettriche registra l'incremento più significativo sia in termini di unità locali (20,4%) che di addetti (29,7%). I comparti della produzione di prodotti in metallo e quello della fabbricazione delle macchine meccaniche hanno mostrato un andamento divergente. Il primo si caratterizza per una crescita significativa di addetti evidenziando un processo di progressivo consolidamento sia dimensionale che organizzativo. Al contrario il comparto della fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici registra una crescita delle unità locali di circa il 7%, ma una contrazione in termini di addetti del 7,5%, sottolineando un processo di (ri)strutturazione, frutto della selezione avvenuta fra le imprese di minori dimensioni e del contemporaneo consolidarsi delle unità locali di maggiori dimensioni.

La ricostruzione delle dinamiche relative alla seconda metà degli anni '90 ha portato a delineare un quadro sostanzialmente positivo per il settore metalmeccanico, sia per quanto riguarda le imprese che gli addetti, determinato dalle dinamiche positive registrate a livello provinciale anche in termini di export. I dati relativi alle esportazioni riferiti alla provincia di Modena registrano infatti andamenti migliori rispetto alla media regionale e nazionale, evidenziando l'andamento positivo del comparto metalmeccanico modenese nel suo complesso. Nell'area di Carpi tra il 1996 e il 2000 le imprese appartenenti al settore metalmeccanico sono cresciute del 3,6%, passando da 559 a 579, al contrario di quanto è accaduto nella media del comparto manifatturiero dove si è avuta una significativa contrazione (-7,2%). La crescita, pur significativa, è attenuata dalle contrazione del numero di imprese che si è verificato tra il 1998 e il 1999. In ogni caso, al contrario di quanto accade nella media provinciale, dove le macchine meccaniche subiscono una significativa contrazione, nell'area di Carpi tutte le specializzazioni produttive del settore evidenziano, in generale, tassi di crescita positivi nella seconda metà degli anni '90.

Alla crescita delle imprese del settore corrisponde un incremento, di gran lunga più significativo, anche rispetto alla media provinciale, dell'occupazione dipendente.

I dipendenti del settore metalmeccanico nell'area carpigiana sono infatti cresciuti del 10,5% nel corso della seconda metà degli anni novanta, evidenziando una crescita significativa nel corso del 2000 (pari al 4,4%), superiore alla crescita registrata mediamente dall'industria manifatturiera all'interno dell'area e che ha portato ad un aumento della dimensione media delle imprese del comparto, che pure rimane caratterizzato dalla prevalenza di imprese di piccole e piccolissime dimensioni.

In particolare sono i comparti della produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo e della fabbricazione delle macchine elettriche a registrare la crescita più significativa, con un incremento pari rispettivamente a 13,8% e a 11,7%, anche se il comparto della fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, seconda specializzazione del metalmeccanico dell'area, cresce nel corso di questi anni in maniera continua, registrando un incremento complessivo pari all'8,4%, con un incremento di circa 250 unità in valore assoluto.

La dinamica occupazionale positiva evidenziata dal settore metalmeccanico dell'area risulta totalmente riconducibile agli incrementi registrati dai comuni di Carpi e Soliera, in cui si assiste ad una maggiore strutturazione delle imprese del settore, particolarmente significativa per il comune di Soliera.

L'analisi dell'occupazione per posizioni professionali attraverso i dati INPS ha evidenziato una crescita superiore all'8% sia per quanto riguarda gli operai che gli impiegati (che rappresentano la quota più significativa dell'occupazione dipendente dell'area), e tassi di crescita piuttosto elevati sono registrati dal part-time e dall'apprendistato, che pure rivestono un ruolo marginale sull'occupazione complessiva dell'area.

L'incrocio fra i dati dell'INPS, quelli ricavati dall'indagine empirica sul settore delle macchine per la lavorazione del legno e dell'alluminio e quelli forniti dall'indagine Excelsior sottolineano la necessità da parte delle imprese del settore di reperire manodopera, in particolare se qualificata, che in alcuni casi faticano a trovare sul mercato. I flussi migratori saranno in grado di far fronte ad una parte delle esigenze manifestate dalle imprese, ma è necessario mettere in atto una attenta politica di orientamento e di formazione, come peraltro le Amministrazioni Comunali e le Associazioni di Categoria hanno già iniziato a fare attraverso diverse iniziative, l'ultima delle quali è stata Aziende Aperte.

Le possibilità di crescita di questo settore sono infatti strettamente connesse alla possibilità di reperire manodopera sul territorio, ma anche alla capacità delle imprese stesse di introdurre innovazione.

Le dinamiche che caratterizzano il settore, evidenziate nel primo capitolo, sottolineano, infatti, la necessità per le imprese di affrontare le sfide poste da una competizione che diviene sempre più globale, attraverso l'introduzione di innovazioni di prodotto, di processo, ma anche gestionali e attraverso una politica aziendale che porti ad un rafforzamento dei marchi, ad una maggiore specializzazione e qualificazione dei prodotti e ad un miglior livello dei servizi, pre e post vendita.

Essendo le imprese dell'area di piccole e piccolissime dimensioni e avendo quindi maggiori difficoltà di risposta alle sfide competitive, risulta di primaria importanza sostenere ed accrescere la capacità innovative delle imprese attraverso il consolidamento e la diffusione dei rapporti e delle collaborazioni Università-Impresa o Centri di Servizio-Impresa, e supportare il consolidamento della rete di subfornitura presente nell'area, attraverso processi di progressiva qualificazione.