Capitolo 4.3

4.3. Il settore delle macchine per la lavorazione del legno e dell'alluminio

La crescita occupazionale del settore metalmeccanico è confermata dalle informazioni raccolte nell'indagine diretta realizzata sul comparto delle macchine per la lavorazione del legno e dell'alluminio.

All'interno del comparto metalmeccanico dell'area di Carpi riveste una significativa importanza il settore delle macchine per la lavorazione del legno e dell'alluminio, che si estende e si sviluppa anche al di fuori del territorio oggetto di questo studio, pur essendone strettamente connesso. Queste imprese sono raggruppate nel Consorzio R&S engeneering che fornisce loro supporto tecnico e consulenziale e che ha manifestato la propria disponibilità a svolgere un'indagine diretta sulle imprese associate.

Le imprese che hanno risposto al questionario sono 19, rappresentando però tutte le 21 imprese associate (alcune imprese facendo parte dello stesso gruppo hanno compilato un solo questionario). Delle 19 imprese, 15 hanno almeno una quota di addetti all'interno dell'area di Carpi, oggetto di questo studio.

L'impatto occupazionale complessivo del comparto è nel 2000 pari 1234 addetti, di cui 810 nell'area di Carpi. Nel 2000 la dimensione media delle imprese del settore aderenti al Consorzio è pari a 65 addetti, mentre nell'area di Carpi la dimensione media è inferiore di 9 unità e quindi pari a 54, così distribuiti all'interno delle diverse posizioni:


Operai

Tecnici

Impiegati

Quadri

Dirigenti

Totale

Valori assoluti

553

68

154

11

24

810

Dimensione media

36,87

4,53

10,27

0,73

1,60

54,00


Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un progressivo aumento dell'occupazione che è passata dai 1095 addetti del 1996 ai 1183 nel 1998 ed infine ai 1234 del 2000, registrando una crescita complessiva del 12,7%. Nel corso degli stessi anni l'occupazione all'interno dell'area passa da770 del 1996 a 808 nel 1998 a 810 nel 2000, registrando una crescita pari al 5,2%. Anche nell'area quindi si assiste ad una crescita del settore, anche se significativamente inferiore alla media dell'area.

I dati relativi al fatturato evidenziano una crescita annua media, nel corso degli ultimi 3 anni, pari al 6,9%. Il fatturato complessivo del settore nel 2000 è stato pari a 321.918 milioni, con variazioni significative fra le diverse aziende. Il settore infatti è caratterizzato da alcune imprese di medie dimensioni, ma anche da un numero significativo di imprese di minori dimensioni.

Il fatturato delle imprese di questo settore è largamente determinato da un mercato di sbocco che supera i confini regionali e, almeno per una quota significativa, anche quelli nazionali. In media infatti il fatturato delle imprese del settore è per il 46% legato al mercato europeo, per il 29% al mercato nazionale, per il 22% ai paesi extra-europei e soltanto per il 3% al livello locale/regionale.

La quasi totalità delle imprese affida all'esterno almeno una parte della propria produzione, avvalendosi di imprese subfornitrici: 17 imprese infatti affidano all'esterno semplici lavorazioni, 16 componenti, mentre soltanto 3 fanno produrre all'esterno anche prodotti finiti. Soltanto due imprese non esternalizzano nessuna fase della loro produzione.

Nonostante tutte le imprese dichiarano di realizzare al proprio interno attività di formazione (prevalentemente per affiancamento (16), ma anche attraverso corsi di formazione tenuti da personale esterno (13), mentre soltanto 4 imprese fanno formazione attraverso corsi gestiti da personale esterno), di frequente dichiarano di ricercare manodopera almeno in parte formata e con esperienza, che spesso faticano a reperire sul mercato.

Le imprese del settore, che stimano di crescere in termini di fatturato dell'8%, prevedono infatti di avere necessità nel corso dei prossimi anni di circa 60 nuovi occupati che avranno difficoltà a reperire sul mercato. Si tratta nella maggior parte dei casi di operai e tecnici specializzati (in particolare vengono ricercati operatori per macchine a controllo numerico e progettisti), ma anche montatori e collaudatori che, dovendo essere mandati anche all'estero, debbono avere una conoscenza delle lingue straniere.

L'analisi svolta in questo capitolo ha evidenziato le dinamiche positive che hanno caratterizzato il settore metalmeccanico sia in termini di numero di imprese che, soprattutto, di occupazione. La crescente richiesta di manodopera da parte del settore, evidenziata dai dati INPS, dall'indagine Excelsior e dall'indagine diretta realizzata sul settore della fabbricazione delle macchine per la lavorazione del legno e dell'alluminio, pone all'area e ai soggetti che vi operano il problema del reperimento di manodopera (siamo infatti in un'area di piena occupazione) e della formazione di quest'ultima.

successivo pagina successiva