corso M. Fanti 44 - Carpi - Tel. 059/686048 int. 2
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Chiuso nei mesi di luglio e agosto 2019
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LA CHIESA DI SANT'IGNAZIO
Venne inaugurata nel 1682 dai Gesuiti che erano presenti a Carpi dal 1622.
Il progetto è del modenese Carlo Antonio Loraghi, allievo di Bartolomeo Avanzini, architetto ducale.
Nell'attiguo edificio, ora Seminario vescovile, era il loro collegio con le scuole pubbliche.
Alla sobria e alta facciata si accosta un arioso interno a pianta centalizzata a croce greca con grandi cappelle laterali e cupola. La sobria decorazione è in stucco e contrasta con la ricchezza degli altari in scagliola, alcuni dipinti con effetto illusionistico. Notevoli i paliotti in scagliola e l'altare maggiore del 1696, capolavoro di Giovanni Pozzuoli e Giovanni Massa.
Sono presenti dipinti di F. Stringa, G. Brandi, B. Lamberti. Nell'attiguo palazzo del seminario si possono vedere alcune tele tra cui spicca l'Assunta, affresco strappato di Frà Stefano da Carpi.

La Chiesa, dal 2008, è la sede del Museo diocesano d'arte sacra 'Cardinale Rodolfo Pio di Savoia'.

MUSEO DIOCESANO D'ARTE SACRA 'CARDINALE RODOLFO PIO DI SAVOIA'
La chiesa di Sant'Ignazio di Lojola, già dei Gesuiti e in seguito di pertinenza del Seminario Vescovile, è sede prestigiosa per monumentalità architettonica di epoca barocca del Museo Diocesano. Il legame tra la storia religiosa e artistica carpigiana trova concreta espressione nell'intitolazione al cardinale Rodolfo Pio di Savoia, personaggio di spicco della Chiesa Romana in epoca di Controriforma, letterato, umanista, collezionista d'arte sull'esempio dello zio Alberto III signore di Carpi.
Il Museo è costituito innanzitutto dalla chiesa stessa di Sant'Ignazio che è stata lasciata nella sua integrità, con il proprio arredo di manufatti e di tele d'altare, da leggersi nell'insieme come una sorta di "museo di sé". Le opere d'arte che le appartengono sono esempi notevoli per la storia dell'arte a Carpi tra il XVII ed il XIX secolo.

Il percorso museale vero e proprio si sviluppa nel vano della chiesa e nelle due ex sacrestie.
Il materiale presentato proviene da chiese della città e della diocesi e costituisce una selezione di opere significative per il loro messaggio pastorale e didascalico. Fanno parte dell'esposizione arredi e suppellettili sacre, argenterie dal XVI al XX secolo, dipinti di pregio, incisioni, sculture, tessuti, scagliole.

Notevole la serie degli antifonari dalla cattedrale eseguiti da Damiano Gafori tra il 1515 al 1534, i reliquari dell'inizio del XVI secolo della bottega di Bartolomeo Spani dalla parrocchiale di Santa Croce, argenti di manifattura veneziana, emiliana, modenese e reggiana tra XVII e XIX secolo, sculture in terracotta del XV secolo di matrice toscana e dipinti tra il XVII e XVIII secolo di scuola emiliana e locale rispondenti ai nomi del Mastelletta, Scarsellino, Stringa, Lemmi, Carnevali, Lamberti, Varotti, a documentare la varietà e le testimonianze pittoriche presenti a Carpi e nel territorio diocesano. L'Ottocento trova invece espressione attraverso le opere di Malatesta, Bisi, Rossi, Forti, Lugli ed altri.

Da ottobre 2011 sono presenti due nuove vetrine contenenti preziosi reliquari in legno e metallo e paramenti liturgici, e insegne vescovile. Inoltre a rotazione sono esposti all'interno del Museo nuovi dipinti fra cui una tela raffigurante San Filippo Neri del '700 e una tela del seicento raffigurante la Vergine che consegna l'abito dei Servi di Maria a San Filippo Benizi, oltre una Madonna di Loreto di fine XVI secolo.

Riapre il 5 maggio 2019 dopo una lunga chiusura per intervento di restauro e miglioramento sismico a seguito del terremoto del 2012.