Attraverso imagini e documenti
A cura di Luciana Nora

Torpedone

Fino alla seconda metà degli anni quaranta, lo spostarsi da casa per una gita domenicale o per un più o meno breve periodo di ferie, per la gente comune era pressoché inconcepibile, sia e particolarmente sotto l’aspetto economico, che di organizzazione della quotidianità produttiva. Il lavoro agricolo, ma anche quello artigianale non permettevano sosta. Scarsi se non nulli i mezzi privati per raggiungere anche mete che oggi riteniamo ragionevolmente vicine.
La vacanza in località montane o marine era privilegio di pochissimi, un privilegio talmente grande che, allorché un comune mortale si portava a soggiornare in montagna per un periodo mediamente lungo, si faceva convinzione comune che vi fosse stato costretto da motivi di salute, in particolare dall’allora temutissima, tristemente assai diffusa e difficilmente sanabile tubercolosi.
Alcune località dell’Appennino Modenese erano conosciute generalmente per via di alcuni santuari meta di pellegrinaggio e, tra questi, quello della Madonna di Fiorano o anche l’assai più lontano San Pellegrino in Alpe a cui si approdava per sciogliere voti per grazie tanto particolari per le quali i Santi o le tante Madonne locali si erano mostrati non sufficientemente potenti.
Negli anni dell’immediato secondo dopoguerra, complici le due ruote a pedale e i nuovi mezzi motorizzati che iniziavano ad essere abbordabili anche dal ceto operaio, iniziava una trasformazione di costume rispetto alla concezione del tempo e dello spazio che non conosceva precedenti. Mosquito, Motom, Guzzi di diversa cilindrata, Galletto, Vespa e Lambretta prendevano d’assalto le non ripidissime salite appenniniche. Antichi centri e borghi della montagna modenese, presi d’assalto, uscivano dal millenario silenzio

La mostra si compone di 40 pannelli cm.70 x 100 in verticale
Ricerca di Luciana Nora e Sandra Losi


Le immagini sono Foto Gasparini Carpi, databili dal 1943 alla seconda metà degli anno Cinquanta

 

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Riproduzione di documenti scritti.
Tratto dal manoscritto Scritti varii di Francesco Maria Campori, Volume I° 1835 - 1846. Originale di proprietà di Federico Fioretto, pronipote di Matteo Campori

manoscritto in formato .pdfIl monte Cimone ( file in formato .pdf)

manoscritto in formato .pdfIl Castello di Monfestino (file in formato .pdf)

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