A cura di Luciana Nora

Mercato ortofrutticolo a Carpi

Per le giovani generazioni Piazza Garibaldi di Carpi appare e viene interpretata quale spazio aperto che si anima in occasione di manifestazioni straordinarie. Per i giovanissimi è, specialmente sotto le feste natalizie, il parcheggio della giostra. Sopravvive ancora qualche anziano che nomina quella piazzetta come "delle Erbe" e conserva il ricordo di quello spazio animato particolarmente nei giorni di Giovedì e domenica quale sede del mercato ortofrutticolo.
Il 29 dicembre 1922, attraverso un trafiletto su L'Operaio cattolico, titolato Mercato verdura e polli, si dava alla cittadinanza il seguente avviso: "Il Sindaco avverte che sistemata la Piazza Garibaldi questa resta adibita esclusivamente al mercato della verdura mentre per quello del pollame è designato Piazzale Ramazzini nella parte tra Corso Alberto Pio e Via Mulini.".
La sistemazione di piazza Garibaldi aveva suscitato qualche perplessità tanto che su Il Falco del 19 novembre 1922 uscivano le seguenti considerazioni e commenti: "La vecchia Piazzetta delle Erbe (al secolo Piazza Garibaldi) sta cambiando fisionomiaà Io sfido quel carpigiano che non si sarebbe meravigliato come me nel vedere in piena mattina la piazza delle Erbe senza erbeàche dal lontano giorno della fuga del Duca di Modena, non passò mai una mattina che la Piazza delle Erbe non fosse guernita di tutta la Famiglia Erbacea e Fruttiferaàil solito spettacolo di tutte le sfumature grigioverdi della verdura era sostituito da grandi cumuli di ghiaia e di terra e di marmi intorno a profonde buche sparse in tutta la piazza, tanto che sembrava divelta direi quasi dalla rabbia di un terremotoà L'ubicazione della piazza in parola, quale era avanti che si iniziassero i lavori in corso, rispondeva perfettamente allo scopo. Cioè poteva raccogliere tutti i rivenditori dei generi commestibili occorrenti all'alimentazione dei cittadiniàOra che questa piazza vien limitata di ben oltre tre metri di larghezza per tutta la sua maggiore dimensione non sarà più capace a tutti quei banchi e quei banchetti che prima erano costretti in uno spazio limitato: il fatto di aver diminuito la quadratura dello spazio disponibile appunto dove sarebbe stato necessario, se possibile, guadagnarne, è da ritenersi molto discutibileà".
Don Ettore Tirelli, il 5 dicembre 1922, nella sua Cronaca Carpigiana, appuntava: "L'antica piazzetta delle Erbe, ora piazza Garibaldi ha subito trasformazione sostanziale. L'acciottolato è sparito. Abbattuti i paletti che le giravano attorno - ricordo di tante generazioni - ha avuto alzato il suo piano da una massicciata in cemento che la ricopre in tutta la sua larghezza. Ci modernizziamo finalmente! - I lavori che ebbero la durata di quasi un mese vedono oggi il loro termine."
Nel 1974 il mercato ortofrutticolo all'aperto di piazza Garibaldi si spostava al coperto nella sede dismessa e ristrutturata all'uopo dell'ex mercato dei polli in piazzale Ramazzini.
La costruzione di un edificio ad uso mercato coperto dei polli si inseriva nel programma politico di promozione dello sviluppo rurale del periodo fascista e, in quell'epoca, l'economia carpigiana, pur significativamente integrata dalla secolare lavorazione del truciolo, rimaneva squisitamente agricola.
La relazione dell'Ufficio Tecnico comunale, inviata nel 1936 al Commissario Prefettizio per l'ottenimento dell'autorizzazione alla realizzazione del progetto, aveva la seguente premessa: "L'allevamento dei polli fatto a sistema familiare trova il suo sbocco commerciale nel mercato di Carpi, al quale accedono numerosi grossisti che fanno incetta di polli e di uova, con notevole beneficio delle massaie rurali e delle relative famiglie. Attualmente il mercato si fa all'aperto sulle piazze e strade in modo molto disagevole per le persone che debbono soggiacere all'inclemenza di tutte le stagioni e con notevole incaglio per il traffico stradaleà" Il progetto, per la cui realizzazione vennero impegnate 150.000 lire (pari a circa € 250.000), ebbe immediata approvazione e realizzazione.
Il 13 giugno 1937, quasi in sordina, si apriva il mercato coperto dei polli. In quella stessa data, Don Ettore Tirelli si chiedeva quando si sarebbe tenuta la solenne inaugurazione che, data la non menzione in alcun documento, con buone probabilità, saltò completamente.
Sotto l'aspetto politico la seconda metà degli anni Trenta si prospettava problematica: se da un lato l'occupazione dell'Etiopia poteva far dichiarare l'avvenuta trasformazione del regno in impero, dall'altro l'impero mostrava tutta la sua debolezza economica, tanto da richiedere sacrifici a sostegno della Patria quali la raccolta dei metalli, comprese le fedi nuziali in oro. Il 18 novembre 1935, la dichiarazione dell'embargo nei confronti dell'Italia da parte delle nazioni europee e americane, sedi delle principale piazze estere su cui fino a quel momento era stato principalmente collocato il prodotto di cappelli e trecce, abbatteva il commercio; i riflessi delle sanzioni economiche ricaddero pesantemente sull'occupazione che si trasformò in disoccupazione, in specie delle donne ma anche degli uomini i quali non trovavano collocazione sul mercato del lavoro locale e andavano ad ingrossare la già nutrita schiera di giornalieri, incrementando quindi l'emigrazione stagionale: nel 1938 erano 900 i carpigiani che inoltravano domanda per l'ingaggio in lavori agricoli in Germania; altri se ne erano andati ad occupare il mitico "posto al sole" dal quale sarebbero poi ritornati più poveri di prima; la guerra civile di Spagna e poi l'inizio del secondo conflitto mondiale ponevano ipoteche pesantissime. In quella situazione erano ben altri gli eventi che salivano agli onori della cronaca e del Mercato dei polli si trova un'indiretta menzione allorché, la patria chiedeva l'ennesimo sacrificio, ovvero tutto il rame rintracciabile. Sempre Tirelli, il 3 marzo 1941 riportava: "Dopo il ferro, ovvero le cancellate alla Patria in guerra, ora è la volta del rame. Bello è vedersi uomini e donne girare con padelle, paiuoli, pentoli e altri generi, dirette al mercato dei polli per la consegna". Per molti aspetti questa ennesima richiesta aveva un carattere altamente emblematico: paioli, pentole e padelle, rimanendo vuoti, specialmente di polli, potevano davvero apparire superflui.
Dopo l'8 settembre del 1943, Carpi veniva occupata dai tedeschi e iniziava ad essere bersaglio di serrate incursioni aeree e bombardamenti da parte dell'aviazione anglo/americana. Non era clima di mercati e certamente, tra sfollamento dei cittadini verso la campagna, paura alimentata dal continuo suonare della sirena d'allarme antiaereo, incursioni anche senza preavviso, ristrettezza economica, scarsissimo prodotto, ogni forma di commercio languiva
Nella notte tra l'11 e il 12 settembre 1944,alle ore quattro e tre quarti, la città di Carpi era fatta bersaglio di un pesante bombardamento. Particolarmente colpito il quartiere di San Francesco, includente anche il Mercato dei polli. Sempre don Tirelli nella sua cronaca scriveva: "[à] Una ventina di spezzoni e bombe. La parte più colpita è stata quella di via Trento Trieste e particolarmente il tratto da San Francesco a San Bernardino. Distrutta buona parte della canonica di San Francesco, tre case in parte squarciate ed altre danneggiate da schegge di granataàvari feriti presso la canonica di San Francescoà"
Dopo la fine del conflitto, ripensando ad una ripresa economica, l'agricoltura si configurava come unica prospettiva certa e, quindi, il ripristino del mercato dei polli e della struttura idonea a contenerlo rientrava nei programmi dell'amministrazione locale.
Nei primi anni Settanta, il forte sviluppo industriale e artigianale aveva già determinato una sensibilissima trasformazione nel costume in generale e specialmente il cambiamento lo si riscontrava nei diversi modi di intendere e interpretare la quotidianità da parte delle donne, impegnate in percentuale altissima nel settore del tessile/abbigliamento, sia a domicilio che in fabbrica. Il pollame acquistato vivo per uso alimentare rimaneva retaggio dei più anziani e lo stabile, che fino a quel momento era stato adibito quale sede di mercato al dettaglio e all'ingrosso di animali da cortile e uova, aveva notevolmente perso impulso. L'amministrazione comunale decideva quindi di trasportare quanto rimaneva di detto mercato presso il macello comunale e di ristrutturare il vecchio stabile per adibirlo a sede del mercato ortofrutticolo il quale, da secoli, si era tenuto allo scoperto nella piazza denominata, per l'appunto, Delle Erbe e poi Garibaldi.
Il 7 febbraio 1974, alla presenza delle massime autorità civili veniva inaugurata la sede del nuovo mercato ortofrutticolo e alimentare, ex mercato dei polli.
A distanza di 28 anni, il 13 giugno 2002 la sede del mercato si spostava momentaneamente per permetterne la ristrutturazione: riapriva i battenti Il 1° dicembre dello stesso anno con la denominazione di "Galleria alimentare do Porta Modena. A differenza del precedente mercato ortofrutticolo che si apriva solo la mattina, quello attuale ha i seguenti orari: dalle 7 alle 13 tutte le mattine dei giorni feriali e dalle 16,30 alle 19, 30 tutti i pomeriggi feriali escluso il lunedì.

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