VISITA ALL'ARCHIVIO DI CARPI

L'Archivio Comunale di Carpi fino all'anno 2000 aveva un'altra sede, all'ultimo piano del castello dei Pio. Ora è situato, sempre all'interno del castello, in una nuova sede, nelle stanze che erano utilizzate come carceri.
Archivio.jpg (26515 bytes)L'Archivio è il luogo dove si conservano i documenti, tra i quali gli atti del Comune, ma archivio è anche l'insieme deipaper1.gif (1084 bytes) documenti prodotti da un ente o da una persona durante la sua attività.
Abbiamo iniziato la nostra visita guidata, in una delle stanze più belle, ricavata dove prima c'era un'antica prigione. Lì ci sono state date alcune informazioni, riguardanti la storia dell'archivio e i metodi di archiviazione.
I documenti presenti partono dal 1527, perchè quelli delle epoche precedenti sono stati bruciati dall'incendio del Torrione, dove l'archivio era conservato. Al Torrione era stato appiccato il fuoco dai Carpigiani, con l'intento di stanare gli Spagnoli invasori, che lì si erano rifugiati.
Nell'Archivio di Carpi ci sono varie testimonianze riguardanti la famiglia Pio.
Ci sono state date informazioni riguardanti la guerra tra i Savoia e i Milanesi, durante la quale uno dei Pio, condottiero al servizio della Repubblica Ambrosiana, si schierò poi con i Savoia, guadagnandosi, come ricompensa, l'onore di aggiungere il titolo "Savoia" al proprio cognome, dal momento che i Savoia non avevano denaro per ricompensare il suo aiuto in guerra..
Ci è stato mostrato il "Libro d'oro", dove sono raffigurati gli stemmi delle famiglie carpigiane più importanti del passato, compreso quello della famiglia Pio, rosso a strisce orizzontali bianche.
Nell'archivio sono presenti anche i "Libri dei Partiti" che riassumono le decisioni della Comunità sugli affari documentati nelle filze.
Gli archivi sono organizzati in ordine cronologico e per categorie
Esistono fondi privati, in cui sono conservate le ricerche fatte da studiosi, che riportano informazioni citate in documenti che, a volte, non sono presenti nell'archivio; anch'essi sono a disposizione di chi le volesse consultare.
I documenti, presenti in essi, sono classificati per filze, fascicoli e riguardano deliberazioni e testimonianze.
Tra i diversi documenti, troviamo quelli dell'archivio di don Paolo Guaitoli, studioso carpigiano dell'Ottocento, che ha riscritto molte informazioni trovate in altri documenti, anche traducendole dal latino all'italiano, permettendoci di capirle meglio. Egli ha trascritto documenti di ogni tipo.
Ci è stato mostrato un fascicolo riguardante i capitoli della confraternita di S. Rocco, che comprendeva le regole sulle quali si doveva basare il comportamento all'interno di essa.
La confraternita, aveva il controllo dell'ospedale e si occupava anche dei problemi economici della gente. Nel documento viene citata anche la peste, della quale, poichè non se ne conoscevano le cause, si incolpavano gli ebrei, i lebbrosi e gli untori.
I fogli del fascicolo della confraternita sono stati realizzati in pelle di pecora: in essi ci sono alcuni buchi causati dagli ossicini dell'animale e compaiono delle righe per scrivere diritto. I capilettera sono dipinti in rosso e ornati.
Un documento miniato, esemplare per la sua bellezza, è la "Bibbia di Borso D'Este", che si trova alla Biblioteca Estense di Modena.
A Carpi, archivi di varie categorie sono sistemati dentro a contenitori mobili, che si aprono e si richiudono grazie ad un sofisticato impianto meccanico. Il sistema di sicurezza, consiste in un impianto anti-incendio piuttosto avanzato. Qualora dovesse scoppiare un incendio all'esterno dei contenitori, viene sprigionata anidride carbonica; non viene utilizzata acqua per non rovinare i documenti e per non far arrugginire gli scompartimenti meccanici. Se invece l'incendio scoppia all'interno dei contenitori, l'anidride carbonica, viene sprigionata solamente all'interno di essi.

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