La presenza religiosa a Carpi prima di Alberto III Pio
I FRANCESCANI

La presenza religiosa a Carpi inizia sotto il re longobardo Astolfo, che nel 751, fa erigere tra le poche case del borgo di Carpi la chiesa di Santa Maria in Arce, forse retta da monaci benedettini.
Il fervore di costruzioni religiose a Carpi, dopo l'anno 1000, prova come, per le masse dell'epoca, la religione fosse alla base della vita. Risale al 1123 la notizia dell'esistenza di una chiesa dedicata a San
Nicolò di Bari. Nei secoli XIII-XIV il mondo religioso è scosso da una vera e propria ondata di movimenti che desiderano che la chiesa ritorni alla povertà delle origini e a Carpi fanno la prima comparsa i Francescani con l'edificazione dell'antica chiesa di San Francesco (1248): l'edificio sorge fuori dalle mura della Cittadella, intorno alla piazzetta del mercato, nella zona dove risiedono piccoli commercianti ed artigiani.
Chiesa e convento di San Francesco
(rielaborazione della pianta di L. Nasi)
L'assistenza e la carità dei Francescani verso gli umili si concretizza ancor meglio con l'edificazione nel 1362
dell'Ospizio della Chiesa di S.Antonio Abate.
Alla fine del XIV sec. la chiesa e il convento di S. Francesco diventano potenti e ricchi per donazioni, tanto che i Pio scelgono come loro luogo di sepoltura la Cappella della B. V. della Rosa (1377), costruita nel cimitero di S. Francesco.
I Francescani, però, ormai troppo attaccati ai beni terreni, vedono sorgere al loro interno quella corrente, detta dell'Osservanza, che si batte per un ritorno allo spirito della Regola di San Francesco. Colui che si impegna in questa opera di riforma dell'ordine è San Bernardino da Siena venuto a Carpi tra il 1420 e il 1423: la sua predicazione nelle piazze e il suo amore per i poveri e gli umili avevano suscitato un'eco grandissima a Carpi, tanto che gli abitanti fanno pressioni sui Pio perchè l'ordine degli Osservanti sia introdotto a Carpi. Galasso II e Alberto I donano agli Osservanti l'antica chiesa di san Nicolò di Bari. che era ormai entrata nel perimetro urbano con la nuova cinta muraria di Marco Pio. All'azione di un Minore Osservante, Andrea da Faenza, si deve l'erezione del Monte di Pietà (1492) per combattere il prestito ad interesse e l' usura attuati ai danni degli strati più poveri della popolazione. Probabilmente, però, l'iniziativa finisce per suscitare anche a Carpi l'interesse di quei ceti mercantili che intendono intaccare il predominio degli Ebrei nel campo finanziario.
Camilla Pio, figlia di Giberto II, nel 1490, ottiene dal pontefice Innocenzo VIII il permesso di erigere a Carpi un monastero di Clarisse, conclusosi nel 1501.

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