Sindaci, Giunte e Consigli del Comune di Carpi dal 1945 al 2011
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2 giugno 2011
Festa della Repubblica
150° dell'Unità d'Italia

AMMINISTRARE LA LIBERTA'

foto Consiglio
L'immagne di copertina ritrae la sala del Consiglio comunale di Carpi nel corso di una celebrazione.
Databile metà anni '50, foto Gasparini, Carpi.


Sindaci, Giunte e Consigli del Comune di Carpi
dal 1945 al 2011

 

Carpi, 2 giugno 2011

AMMINISTRARE LA LIBERTA'. Sindaci, Giunte e Consigli del Comune di Carpi dal 1945 al 2011, a cura della Presidenza del Consiglio comunale e dell'Ufficio Affari Istituzionali.



Amministrare la libertà

In occasione del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, abbiamo voluto celebrare con questa pubblicazione la festa della Repubblica del 2 giugno ricordando tutti gli amministratori comunali dal dopoguerra ad oggi.
Scorrendo gli oltre 400 nomi di sindaci, consiglieri e assessori del Comune di Carpi che si sono avvicendati tra i banchi del civico consesso dal 1945 riemerge la storia collettiva di una comunità che nel tempo è molto cambiata. Non solo lo scenario politico è mutato, sull'onda dei grandi rivolgimenti politici nazionali e mondiali del lungo dopoguerra, ma anche il contesto sociale, economico, urbanistico, culturale, e per certi versi antropologico, ha subito una metamorfosi profonda.
Il volto della città si è completamente trasformato e la fotografia dell'immediato dopoguerra appare oggi irriconoscibile. Il territorio si presentava all'epoca privo di quella rete di piccole e medie imprese che oggi lo caratterizzano e, anche se non mancavano alcuni insediamenti industriali, prevalevano dal punto di vista economico le attività legate all'agricoltura. Una società con ampie sacche di povertà, dominata da tradizioni comunitarie con profondi legami con la civiltà contadina e ancora lontana dagli impetuosi processi che la trasformarono nei lustri successivi. Dalla metà del secolo scorso si sarebbe assistito all'inurbamento e alla crescita economica determinata dall'industrializzazione, allo sviluppo del settore terziario, all'impatto della prima immigrazione proveniente dal sud Italia tra anni Sessanta e Settanta, al crescente protagonismo femminile in tutti gli ambiti della vita economica e sociale, alla rivoluzione tecnologica e alle trasformazioni determinate dai flussi migratori di questi ultimi anni che hanno visto entrare a far parte della nostra comunità persone provenienti da altri paesi.
È sufficiente rileggere le professioni e le attività degli eletti nel 'parlamentino' carpigiano nel corso dei 65 anni trascorsi per cogliere le trasformazioni sociali di un territorio che nel tempo ha conseguito alti indici di qualità della vita e dei livelli economici, una buona qualità dei servizi pubblici e privati, alti standard qualitativi nell'amministrazione pubblica, un elevato grado di coesione sociale.
Ciò non era certamente prevedibile nella situazione che si presentava all'indomani della liberazione della città dei Pio. Carpi uscì dalla Seconda guerra mondiale segnata da lutti e dolori, con danni ingenti dal punto di vista economico e materiale, alle prese con emergenze sociali e problemi di ordine pubblico, priva di un sistema politico di riferimento e con istituzioni screditate. Nel suo territorio si era combattuto un aspro conflitto tra il movimento partigiano di liberazione (sostenuto dalle forze alleate che risalivano la penisola e da un vasto consenso popolare) e l'alleanza tra nazisti e fascisti (responsabili di stragi e rappresaglie efferate anche contro civili).
Nonostante la memoria del dolore, all'indomani della liberazione la comunità nutriva grandi speranze per la nuova fase democratica che si apriva. La classe politica del dopoguerra nel suo insieme seppe interpretare le istanze di cambiamento e le aspirazioni sociali e democratiche, nel corso di una straordinaria stagione politica che consentì, in seguito al voto del 2 giugno 1946, la nascita della Repubblica e la stesura della nostra Carta costituzionale, nella quale i partiti democratici che si ispiravano alle diverse correnti culturali e politiche (cattolici, laici, liberali, marxisti) trovarono uno straordinario punto di sintesi e realizzarono un compromesso di alto profilo, fondato su valori condivisi e democratici appartenenti al sentire comune della società italiana.
La consapevolezza della necessità di affrontare concretamente i problemi della comunità e lo spirito unitario antifascista indussero i dirigenti dei partiti ad accantonare le differenze ideologiche e le prime giunte unitarie tra comunisti, socialisti e democristiani a Carpi sopravvissero perfino alla rottura del Governo tripartito nel maggio 1947 ed al voto del 18 aprile 1948, e arrivarono sino alla conclusione del primo mandato amministrativo nel 1951. Con il boom economico e l'urbanizzazione, lo spopolamento delle campagne e il passaggio dal mondo agricolo a quello industriale degli anni Cinquanta, la terziarizzazione del mondo produttivo, l'emancipazione della donna, la secolarizzazione e la rivoluzione dei costumi si dissolse ogni traccia di quel piccolo mondo guareschiano, ma non scomparve mai quel comune richiamo ai valori democratici. Anche nelle stagioni politiche caratterizzate da un'aspra contrapposizione non venne mai meno il rispetto reciproco e la correttezza alla base del confronto democratico e non svanì mai il richiamo ai valori condivisi sanciti nella nostra Costituzione. Proprio la solidità del patto costituzionale consentì alla Carta di resistere alla temperie politiche della nostra storia repubblicana e ancora oggi essa è la legge fondamentale della nostra Repubblica. I suoi principi sono fissati nella targa che accoglie i cittadini che entrano nella nuova sala consiliare, rinnovata nel 2007, proprio per suggellare la principale eredità di quel tempo e la bussola che ci deve sempre guidare anche nel futuro.
Nei consigli comunali e tra i banchi della giunta sedevano i 'rappresentanti del popolo', una locuzione che richiamava il saldo legame tra il ceto politico e la comunità locale; un rapporto che oggi lo scollamento tra politica e società nel nostro Paese ha indebolito e reso fragilissimo. Nelle pagine di questa pubblicazione troverete nomi di donne e uomini che hanno militato in partiti e gruppi diversi e che si sono a volte divisi nella lotta politica, anche con aspre contrapposizioni in occasione delle stagioni politiche maggiormente polarizzate. Tutti però hanno condiviso una medesima passione politica, il rispetto reciproco e un impegno per il bene comune. Ciò rappresenta indubbiamente la loro principale eredità, della quale noi tutti dobbiamo essere grati e della quale dobbiamo fare tesoro nel presente e nel futuro, proprio per rafforzare quel legame tra società e politica che ha reso la nostra democrazia viva e forte.

Enrico Campedelli
Sindaco di Carpi
Giovanni Taurasi
Presidente del Consiglio comunale

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