Ampio il dibattito alla presenza del Presidente Sabattini e del Direttore Martini --Comunicato stampa n.18 del 20/1/2014

Il Consiglio comunale di Carpi di giovedì 16 gennaio è stato convocato in seduta tematica, dedicata a sanità e ospedale. Quattro ore di dibattito alla presenza tra gli altri del Presidente della Provincia Emilio Sabattini e del Direttore Generale dell’Azienda Usl di Modena Mariella Martini, durante le quali è stata data risposta a due interrogazioni del PdL (firmate la prima da Giuseppina Baggio e da Cristian Rostovi e la seconda da Giuseppina Baggio) rispettivamente sulle nuove sale operatorie del Ramazzini e sui fondi per la ricostruzione destinati al Policlinico di Modena. Trattata anche una mozione, presentata da Roberto Benatti del PdL, anche questa sui fondi per la ricostruzione destinati al nosocomio di via del Pozzo. Proprio su quest’ultimo tema e sugli interventi previsti ed auspicati al Ramazzini si sono concentrati soprattutto consiglieri comunali, componenti della Giunta e ospiti. Martini ha replicato alle richieste di spiegazioni sui ritardi nell’apertura delle nuove sale operatorie del nosocomio carpigiano, inaugurate nel maggio scorso, imputandoli alle inottemperanze della ditta nel presentare adeguata documentazione nei tempi previsti, ribadendo che queste saranno comunque pronte ad entrare in funzione a fine mese, per un costo di circa 3 milioni di euro tra lavori e attrezzature. Martini ha poi enumerato i dati di una tabella con gli importi degli interventi compiuti nei vari ospedali dell’area nord a seguito del sisma del maggio 2012. Dal Commissario Errani sono arrivati (fondi Ue) circa 34 milioni di euro (10 a Carpi), dalla legge 16 sulla ricostruzione 24 (8 a Carpi), a cui si aggiungono altri 11 milioni da donazioni e rimborsi assicurativi (2 a Carpi). Al Policlinico ne sono andati circa 75, per ricostruire tra gli altri due piani dell’edificio e il Servizio Materno-Infantile. “I danni sono stati documentati e non in modo discrezionale – ha spiegato Martini – e saranno i commissari europei e verificare se i fondi sono commisurati ai danni subiti dall’ospedale di via del Pozzo. Non bisogna usare un approccio fatto di antagonismi tra singole strutture ospedaliere e nemmeno pensare che il Policlinico ha drenato risorse che sarebbero state destinate altrove”. Martini ha poi enumerato altri interventi in corso al Ramazzini dicendo tra l’altro che il nuovo Pronto soccorso sarà pronto ai primi di febbraio con un piccolo reparto di Medicina d’urgenza con 16 posti letto, realizzato ex novo.
L’assessore alla Sanità del Comune Alberto Bellelli ha aperto il dibattito nel corso del Consiglio dell’altra sera affermando che se non è accettabile la teoria “che il Policlinico abbia sottratto dei fondi al Ramazzini non si può però nemmeno ritirare fuori la proposta di un nuovo ospedale post-sisma, anche se vengono dubbi sul livello di sicurezza del Policlinico al rischio sismico visti i tanti interventi previsti in esso. Piuttosto è stato rispettato nel merito e nel metodo il Pal vigente? E’stata fatta una riflessione sull’integrazione del presidio tra Baggiovara e il Policlinico, si è utilizzato un percorso condiviso nel definire analisi dei bisogni e investimenti da fare? Alla fine – si è chiesto - il Policlinico cosa dà alla rete provinciale, nelle fasi di emergenza post-sisma che sistema di governo ha prevalso? Il Ramazzini ora è un vero ospedale di area, cosa che prima del maggio 2012 non era, ma rimangono fragilità come le liste di attesa, il comparto chirurgico, il ragionamento da fare sulla sanità territoriale e non solo ospedaliera, la Casa della salute nel 2015, la Residenza psichiatrica assistita, l’hospice dell’area nord”.
Molto critici gli accenti usati nel corso dei loro interventi da parte di Giorgio Verrini (ApC) e Roberto Benatti (PdL), anche verso le parole appena pronunciate da Bellelli. Verrini ha parlato di “favoritismi fatti al Policlinico non toccato dal sisma e di Baggiovara ora tornato vuoto negli spazi occupati posti-sisma. Ci sentiamo defraudati e preoccupati ad esempio per quanto si intende fare sulla Stroke unit. Meno centralizzazione e una dirigenza economico-amministrativa in ogni macro area ci vogliono a mio parere”. Benatti ha spiegato dal canto suo che “con i 75 milioni del Policlinico si potevano attuare gli impegni del libro dei sogni chiamato Pal”. Daniela Depietri (Pd) ha anch’essa ribadito come il Pal non sia stato realizzato e che c’è stata una errata pianificazione provinciale, con un uso delle risorse fatto in maniera sbagliata. Citando un documento del Forum Sanità del suo partito Depietri ha poi enumerato gli interventi necessari e le strutture da potenziare sul territorio, con una integrazione organica tra Carpi e Mirandola: “un problema molto sentito è quello delle strutture che dovrebbero fare da filtro tra ospedale e territorio”.
Polemici nei confronti dei rappresentanti della sanità provinciale presenti in aula (oltre che dell’assessore regionale Lusenti) sono stati anche Cristian Rostovi (PdL) e Giliola Pivetti (ApC). Il primo ha spiegato che senza i soldi arrivati con il terremoto il Policlinico avrebbe chiuso “perché è fatiscente”, che il percorso delineato dai tecnici era già segnato politicamente a favore di Modena e che “il colpevole di tutto è il Pd”. La seconda ha rammentato che il Policlinico “era stato considerato da tutti fuori dall’area del cratere ma i fondi gli sono arrivati lo stesso, grazie anche alle baronie universitarie. Avevamo pensato ad un esposto all’Ue sulla destinazione dei fondi, ma poi ho temuto che togliessero i fondi all’Italia. Pensiamo lo stesso, nonostante il Ramazzini venga indebolito, a un nuovo ospedale e vorremmo si facesse – ha concluso - uno studio di fattibilità al riguardo”. Roberto Arletti (Pd) ha chiesto dal canto suo se esistesse l’Osservatorio di monitoraggio dei risultati del Pal vigente (citato anche da Verrini), ha spiegato che a suo parere la Casa della salute potrebbe trovare sede nella Stazione delle autocorriere cittadina, ha citato diverse situazioni problematiche esistenti al Ramazzini e infine ha auspicato che si chiedesse scusa ai cittadini per l’inaugurazione delle nuove sale operatorie ancora non operative. Dopo l’intervento della consigliera Deanna Bulgarelli (Pd), che anch’essa ha tratto alcuni spunti dal lavoro svolto dal Forum Sanità del suo partito e ha ribadito le sue critiche alle problematiche susseguenti alla realizzazione del Pal così come è stata fatta, ha preso la parola Andrea Losi (capogruppo di Carpi 5 Stelle): Losi ha sposato la tesi di Pivetti di uno studio di fattibilità per verificare le condizioni di una possibile costruzione di un nuovo ospedale, ha chiesto conto della situazione del servizio di sterilizzazione dei ferri operatori e ha presentato alcuni consigli giunti dai cittadini per migliorare i servizi sanitari. Francesca Cocozza (Pd) ha anch’essa chiesto la parola per dare un suo contributo al dibattito, sottolineando l’importanza del fattore umano nella sanità “e la centralità dei cittadini, dando risposta alle famiglie e ai loro bisogni: ha poi puntato il dito anch’essa sugli squilibri nella rete ospedaliera non risolti dal Pal a scapito dell’area nord, concludendo infine domandando risposte in merito alla situazione del Ramazzini sotto alcuni aspetti: a seguire Giuseppina Baggio (PdL) ha ripreso la polemica sui fondi per il Policlinico per dire che così non si è riequilibrata la sanità modenese integrando le due macrostrutture ospedaliere modenesi “ma si è vampirizzato il Ramazzini utilizzando il sisma per ristrutturare via del Pozzo. Un scelta politica Modena-centrica. Da qui a 20 anni non potremo pensare ad un nosocomio decente, altro che un nuovo ospedale”. Argio Alboresi (capogruppo della Lega nord) ha criticato Sabattini “che decide senza interessarsi di Carpi e del Pd locale mentre noi non ci lamentiamo perché siamo in un sistema. Ricordo altresì i 60 milioni spesi per i ticket agli extracomunitari in tre anni”: la collega Maria Grazia Lugli (Pd) invece ha ricordato che il Sindaco “era stato insultato perché nel 2009 aveva proposto di valutare la possibilità di costruire un nuovo ospedale, e ora la minoranza dice proprio questo. Ricordo poi che Modena era un’area di prossimità al cratere e dunque finanziabile per gli interventi post-sisma”.
Roberto Andreoli (capogruppo PdL) ha anch’egli sottolineato la mancanza di attenzione per Carpi e le responsabilità dei dirigenti politici e sanitari nel disattendere il Pal. “Mai ho sentito i dirigenti del Pd locale battere i pugni sul tavolo della sanità o della viabilità con la Provincia e la Regione. Questo terremoto è stato santo per il Policlinico, chiederemo a suo tempo magari alla Corte dei Conti se saranno stati spesi bene i fondi ora vincolati al recupero di via del Pozzo…”. Ha chiuso il dibattito l’intervento del capogruppo del Pd Davide Dalle Ave, che ha spiegato come sia “da difendere il sistema sanitario regionale che ha dato buon prova di sé in uno scenario nazionale. Vogliamo piuttosto risposte su quanto scritto nel Pal sull’integrazione della rete ospedaliera, l’area nord, le cose dette dall’assessore Bellelli poco fa”.
Il Direttore Martini in sede di replica ha in primis spiegato di avere deciso in autonomia come Azienda Usl di inaugurare le sale operatorie il 31 maggio scorso, pensando ad una loro effettiva apertura in breve tempo, informando poi che il servizio di sterilizzazione dei ferri operatori andrà a regime il 27 gennaio, e che i ritardi sono stati dovuti in questo caso all’impiantistica della struttura. Rispetto alle risorse ottenute dagli ospedali della provincia Martini ha detto che “ciascuno ha avuto i fondi richiesti dall’Azienda Usl in base a quanto ritenuto necessario e giustificabile” e che non aveva motivo di credere che “l’Azienda Policlinico si fosse comportata diversamente in questo campo. Tutte le attribuzioni di fondi devono essere controllate e autorizzate dalla struttura commissariale. Abbiamo deciso noi che a Baggiovara non potessero andare che poche strutture del Policlinico dopo il sisma e segnalo che ora lì non ci sono poi così tanti posti vuoti. La sfida del futuro – ha detto – passa dalla riorganizzazione della sanità per aree omogenee per intensità di cura”.
Rispetto a Carpi Martini ha informato il civico consesso poi che la Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria provinciale ha stanziato 5 milioni per la Casa della salute (risorse da trovare), che l’hospice dell’area nord è previsto e che l’Azienda ne pagherà il funzionamento ma non la realizzazione, e che la Giunta regionale ha stanziato un milione di euro per la Residenza psichiatrica assistita, per la quale c’è già un’area definita e manca però un altro milione che l’Azienda Usl dovrà sempre trovare. Rispetto poi al problema della carenza degli infermieri (segnalato dal consigliere Verrini) Martini ha infine spiegato che stanno rientrando in servizio i 220 operatori finora impiegati nelle strutture socio-sanitarie.
Il Presidente della Provincia Sabattini ha dal canto suo stigmatizzato l’immagine che Carpi stava dando si sé nel corso del Consiglio tematico. “La vostra città contro il resto del mondo è un’idea vecchia, gli ospedali sono patrimonio della collettività provinciale, il problema è l’equilibrio della rete e il ruolo dell’Ateneo, che nessuno ha citato ma che non può essere un ente chiuso in sé stesso. Non è vero che i Direttori Generali sono una ‘dependance’ dalla politica: si misurano con gli obiettivi definiti dalla Giunta regionale anche se, essendo figure monocratiche, rispondono meno agli enti locali. Superiamo la fase della diffidenza – ha detto - e la logica del ‘pugno sul tavolo’, troviamo una sede per cercare di sciogliere il nodo strategico su Modena e ricordiamo che il livello di soddisfazione del cittadino nei confronti della sanità è alto, anche se dovranno esser fatti tagli in futuro e dovranno essere riconvertite strutture in nome delle diverse esigenze di una società che invecchia. Ricordo infine che il Pal l’hanno approvato tutti a suo tempo, Comuni e partiti”.
Il Sindaco Enrico Campedelli ha poi definito “interessante” la serata, sottolineato che la comunità carpigiana è legata al suo ospedale, ricordato le domande fatte dall’assessore Bellelli poco prima. “Non siamo schierati contro i cittadini che si lamentano e vogliono una maggiore qualità del servizio sanitario: se ci sono storture nella procedura di ripartizione dei fondi si chiariranno con i controlli. Chi si lamenta qui della situazione perché non fa lo stesso in Regione visto che i partiti qui presenti sono rappresentati anche là? Il problema è che abbiamo due Aziende ospedaliere in provincia, comincino a razionalizzare e ad integrarsi prima di chiedere al territorio di pagare”.
Al termine del dibattito si è andati prima alle dichiarazioni di voto e poi al voto sulla mozione firmata dal consigliere Benatti (che chiedeva alla Giunta di impegnarsi per intervenire attivamente per evitare che si compia uno scempio, l’erogazione di 75 milioni a favore del Policlinico per la ricostruzione post-sisma ai danni dei cittadini veramente terremotati, ndr.): a favore del documento si sono espressi PdL, ApC, Lega nord, Fratelli d’Italia, Carpi 5 Stelle, mentre si è astenuto il consigliere Pd Arletti e si sono detti contrari alla mozione tutti gli altri componenti del gruppo Pd.