A seguito della sentenza del Consiglio di Stato sulla controversia con Finzi srl --Comunicato stampa n.188 del 23/7/2013

Il riconoscimento di un debito fuori Bilancio a seguito della sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda Finzi srl* è stato l’atto più importante di cui si è discusso nel corso della seduta del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 18 luglio e che si è concretizzato con l’approvazione a maggioranza di una Variazione di Bilancio da 1 milione e 450 mila euro. Presentata dall’assessore al Bilancio Cinzia Caruso la delibera in questione prevede che si dia copertura finanziaria a questo debito liberando risorse per 500 mila euro da minori investimenti sulla manutenzione straordinaria delle strade, riducendo di 250 mila euro lo stanziamento per le restituzioni di contributi di concessioni edilizie e applicando infine una quota dell’Avanzo di amministrazione non vincolato alla parte Investimenti pari a 700 mila euro. “Il Patto di Stabilità non viene sforato – ha detto Caruso - e gli equilibri di bilancio non vengono mutati. Inoltre questo atto ha già avuto il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti”.
Il consigliere Roberto Benatti (PdL) ha chiesto a questo punto se “è corretto dire che l’esborso è dovuto ad un’inadempienza del Comune, così come è scritto nella sentenza del TAR”. Il dirigente del Settore Urbanistica Norberto Carboni ha risposto che tale espressione non era corretta; se non si predisponeva il Piano particolareggiato si poteva utilizzare un altro articolo dell’accordo fatto a suo tempo, che prevedeva una indennità apposita. “Se ci fosse stato un inadempimento da parte del Comune avrebbe trovato risposta la ragione principale del ricorso che era il risarcimento danni, come richiesto per 3,2 milioni di euro totali. L’adesione al Piano particolareggiato aveva sempre ottenuto una bassa adesione fra i vari proprietari, con una percentuale massima del 20%”. Il Direttore Generale del Comune Giordano Corradini ha osservato anch’egli che “se fosse stato riconosciuto un inadempimento del Comune la Società Finzi si sarebbe vista riconoscere un risarcimento danni. Il Comune non è inadempiente, ha semplicemente applicato una clausola invece di un'altra, quella dell’esproprio. La sentenza va letta tutta: la pretesa risarcitoria è stata rigettata perché priva di fondamento dal TAR”..
Il consigliere Benatti ha domandato allora con quale atto il Comune ha scelto l’esproprio al posto dell’altra clausola. “In quale atto il Comune ha deciso di spendere un milione invece di zero? Questa vicenda potrà forse avere una coda se gli altri proprietari si muoveranno come la società Finzi srl chiedendo un risarcimento?”. Il dirigente Carboni ha ribadito che i privati non hanno mai sottoscritto il Piano particolareggiato per mancanza di accordo e che ora a fronte della Variazione al Bilancio il Comune si trova con 7200 metri quadrati di terreno espropriati ai Finzi, mentre gli altri tre proprietari hanno poco meno di 5000 metri quadrati in tutto. Il capogruppo del PdL Roberto Andreoli ha dal canto suo affermato che “è un fatto negativo avere un debito fuori bilancio, circostanza di cui non ho memoria, una tegola sul secondo mandato del Sindaco Campedelli. Tutto nasce nel 2004 quando il Consiglio ha votato lo schema di accordo con i Finzi: ma la delibera non menziona un documento, una comunicazione del dirigente del settore A9 del 2003 in mio possesso, nel quale si valutavano i valori ICI dimezzando il valore dell’area, da 96 euro al metro quadrato a 48 euro al metro quadrato. Questa è una omissione molto grave; il Consiglio Comunale non è stato informato. Nella stessa sentenza del Consiglio di Stato si dice che il Comune non ha voluto usare il valore 2003 ma quello del 2002”.
L’esponente del centro-destra ha poi criticato la Variazione di Bilancio in discussione, “a cui già in sede di redazione del Bilancio di Previsione 2013 gli uffici avevano messo mano; gli stessi Revisori dei Conti il 27 giugno segnalavano i tre settori su cui si interveniva: la riduzione della posta in bilancio per la manutenzione delle strade, da 1,5 a 1 milione di euro, alla stessa cifra stanziata guarda caso ogni anno, a dimostrazione che questa diventa un ‘polmone’ da gestire nel Rendiconto: sulla restituzione di oneri edilizi si passa poi dai 70 mila del 2011 al milione e 100 mila euro decurtati ora di 250 mila, un bel salto…Riassumendo: ci troviamo di fronte ad una omessa notifica al Consiglio comunale di un atto importante e chissà quante altre volte è successo, ad un Bilancio di Previsione farlocco e a poste gestite così…”
Il consigliere Benatti ha poi ripreso la parola per osservare che si stava parlando di una cifra complessiva di due milioni e mezzo di euro, “davanti alla quale la maggioranza non ha speso una parola. Non si è capito l’atto con il quale il Comune ha scelto l’esproprio e non c’è un atto che dice ciò che ha affermato Corradini, così l’ente locale ha fatto scadere i termini per incorrere nella penale; c’è un parere della Giunta, una e-mail dell’assessore Tosi? Fateci vedere qualcosa. Perchè nel 2009 la società Finzi non ha aderito al Piano? Davanti al TAR ci siete andati dicendo che non erano competenti, non spiegando le vostre singolari operazioni, come il fare decadere i termini. C’è qualcosa che non va e se non avete niente da dire mi spiace per voi”.
Il consigliere Marco Bagnoli (Pd) dopo aver esordito spiegando che non era “con piacere che si votava questa delibera” si è soffermato sul parere favorevole di legittimità alla proposta di Variazione di Bilancio del Collegio dei Revisori dei Conti. “Dal punto di vista generale questa vicenda segna uno spartiacque nei rapporti tra cittadini ed enti locali; e c’è il rischio che casi come questi alimentino lo scetticismo e una diminuzione della fiducia reciproca tra il pubblico e il privato. Se si alza il livello di diffidenza reciproca è un problema per tutta la comunità”.
Il capogruppo della Lega nord Argio Alboresi ha poi preso la parola per fare conoscere al civico consesso la propria forte contrarietà al modo con il quale si era gestita la vicenda: “questa sera la maggioranza non dice niente e bisognerebbe sentire invece parlare di dimissioni dopo che sono stati presentati questi documenti. A Carpi non si muove mai niente, ma qui c’è gente che non sa fare il suo lavoro: prendete dei provvedimenti”.
L’assessore Caruso ha replicato agli intervenuti rammentando che il Bilancio è uno strumento autorizzatorio, quindi tutto ciò che non è previsto è fuori bilancio. “Non si parla né di penali, né di risarcimento danni. Approvare un Bilancio di Previsione a fine giugno è di per sé una situazione fuori dall’ordinario e in quella data non era prevedibile che il Consiglio di Stato avrebbe sovvertito la sentenza dopo il primo grado di giudizio del TAR”. Caruso ha poi contestato le affermazioni di Andreoli sulle varie poste di Bilancio a cui si è attinto per coprire il debito ricordando anch’essa che ora il Comune possiede comunque 7200 metri quadrati di superficie complessiva di terreno in parte edificabile. “Le informazioni ai cittadini sono state corrette, non ci sto – ha concluso Caruso – a dire che celiamo e nascondiamo”. Il Direttore Corradini ha aggiunto che il Comune “ha discusso con i Finzi sul valore del terreno. Esiste una sentenza che dice che non si possono superare i valori ICI, che per noi sono di 900 mila euro, per loro di oltre 2 milioni. Il Consiglio di Stato ha tenuto in considerazione il valore venale”.
Il consigliere Andrea Losi (capogruppo della Lista civica Carpi 5 Stelle) ha criticato anch’egli in sede di dichiarazione di voto la gestione della vicenda dicendo che “avevamo 5 anni di tempo per fare il Piano e abbiamo un pochino dormito”. Roberto Andreoli ha dal canto suo segnalato che il Comune ha ora sì 7200 metri quadrati di terreno, “ma pagati 320 euro l’uno. Dovevate venire qui e dire che domattina sarebbero partiti i lavori per il prolungamento di via dell’Industria, questo dovevate fare. E usare le poste di Bilancio come polmoni di sfogo non è una bella cosa”. Il capogruppo del Pd Davide Dalle Ave ha infine ricordato come quella in discussione “fosse una vicenda complessa. La sentenza è definitiva e bisogna prenderne atto a livello di Bilancio. Politicamente sottolineo la motivazione della conclusione dell’anello della Tangenziale”.
Al momento del voto a favore della delibera si sono espressi Pd e Idv, contro Lega nord, PdL e Carpi 5 Stelle mentre ApC si è astenuta.

* breve riassunto della vicenda
Il Comune di Carpi, per completare la viabilità urbana a nord della città, ha avviato nel 2003 un procedimento espropriativo sui terreni (per 23035 mq complessivi) compresi nell'ambito urbanistico Zona E - produttiva polifunzionale - tipo E2  facenti parti di un'ipotesi di Piano Particolareggiato di iniziativa privata, inerenti le proprietà Finzi srl, AMRE srl, Bernini Luciano e Tiziano, Bernini Tiziano: questi sono stati oggetto di un accordo di cessione anticipata in luogo del procedimento di esproprio, dove era previsto che in caso di mancata realizzazione del Piano venisse corrisposta ai proprietari un’indennità da determinarsi secondo la normativa vigente in materia espropriativa. Allo scadere del termine la ditta Finzi Srl ha presentato un ricorso davanti al TAR Emilia-Romagna per l'accertamento del danno subito in seguito alla ritenuta violazione dell'accordo stipulato, e il pagamento dell'indennità di esproprio in base ai criteri di cui all'art. 5 dell'accordo suddetto. Il TAR nel 2011 ha rigettato, in quanto infondata, la domanda risarcitoria presentata dalla società ricorrente in via principale e accogliendo parzialmente la domanda in via subordinata, in base alla quale la Finzi s.r.l ha richiesto allora 2 milioni e 232 mila euro all’ente locale. Nonostante vari incontri ente locale e Finzi srl non hanno raggiunto intese consensuali: a parere del Comune questa somma non era determinata in conformità ai criteri di legge in materia di espropriazione per causa di pubblica utilità, che dispone di commisurare l’indennità con riferimento al valore venale del bene e tenendo conto del valore indicato dall’espropriato ai fini dell’imposta comunale sugli immobili. Il valore dell’area, con riferimento alla data del 16-03-2005, risultava determinato nella misura di euro 48,35 al mq. per un importo complessivo a parere del Comune di 968 mila euro. Finzi Srl ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo per l'Emilia Romagna e questo condannava il Comune a corrispondere l’importo di 910.500 euro (più gli interessi legali) alla ditta, in quanto in quella misura era stato attribuito dalle parti in sede di accordo come valore del terreno. Sempre la Finzi srl in seguito ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro questa sentenza del TAR, sostenendo che l’accordo di cessione prevedeva che la somma dovuta fosse determinata mediate criteri di legge in materia di espropriazione e comunque non inferiore alla valutazione indicata ai fini ICI nella delibera di Giunta del 14.11.2002. Tale delibera prevedeva un valore per le aree con quelle caratteristiche pari a 96,70 euro. Avendo recentemente il Consiglio di Stato accolto il ricorso il Comune ha così portato in Consiglio comunale giovedì 18 luglio la delibera che prevedeva una Variazione di Bilancio in conto capitale per 1 milione e 450 mila euro, per pagare l’onere derivante dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato sfavorevole all’ente locale.